
Il Medico ti ha detto che la tua vena safena è malata e che è lei la causa delle tue vene varicose, ma l'idea di un intervento chirurgico ti spaventa?
È una preoccupazione comprensibile, soprattutto se hai sentito racconti di vecchi interventi dolorosi: oggi, per fortuna, le cose sono molto cambiate e puoi affrontare questo passo con molta più serenità.
Nella maggior parte dei casi la safena si può trattare senza il vecchio stripping, con una tecnica moderna e poco invasiva: la termoablazione.
La vena viene chiusa dall'interno, grazie al calore prodotto da un laser o dalla radiofrequenza, attraverso un accesso con un semplice ago, senza tagli e con un ritorno quasi immediato alla vita di tutti i giorni.
In questa pagina la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, ti spiega perché è importante trattare la safena malata, come funziona la termoablazione, quali vantaggi offre rispetto alla chirurgia tradizionale e come si svolge il trattamento, passo dopo passo.
Troverai anche cosa aspettarti nei giorni successivi, quali segnali richiedono di contattare subito il Medico e come proteggere le tue vene nel tempo, per arrivare alla visita più informato e sereno.
Perché trattare la vena safena?
la grande safena risale lungo tutta la gamba fino all'inguine
La grande safena è la vena superficiale più lunga del corpo: parte dal piede e risale lungo la gamba e la coscia fino all'inguine, dove si getta nelle vene profonde.
Esiste anche una piccola safena, che corre dietro il polpaccio e si getta nelle vene profonde all'altezza del ginocchio.
All'interno delle vene ci sono piccole valvole che funzionano come porticine a senso unico: si aprono per lasciar salire il sangue verso il cuore e si chiudono per impedirgli di ricadere verso il basso.
Quando le valvole della safena non funzionano più, il sangue scende invece di risalire e riempie le vene collaterali, che si dilatano e diventano vene varicose.
In questi casi trattare solo le varici visibili servirebbe a poco: bisogna prima chiudere la vena malata "a monte", la vera origine del problema.
È come riparare un tubo che perde: finché la perdita principale resta aperta, asciugare le pozzanghere non basta.
le vene della gamba: profonde, grande e piccola safena
Se non viene trattata, l'insufficienza della safena tende a peggiorare con il tempo.
Le varici aumentano, compaiono pesantezza, gonfiore alle caviglie e crampi notturni, e con gli anni il ristagno di sangue può danneggiare la pelle della caviglia, che diventa scura e fragile, fino alle ulcere.
Per questo, quando l'EcoColorDoppler mostra una safena insufficiente che provoca disturbi o varici, il Medico può consigliare di trattarla: non solo per l'aspetto delle gambe, ma per proteggerne la salute nel lungo periodo.
Non tutte le safene dilatate, però, devono essere trattate subito.
Se i disturbi sono lievi, a volte si può iniziare con le calze elastiche, il movimento e controlli periodici.
La decisione dipende dai sintomi, dall'aspetto della pelle, dal funzionamento delle valvole e dalle tue esigenze, e viene presa insieme al Medico.
Cosa posso fare per le mie gambe in attesa del trattamento?
Se la Dottoressa ti ha proposto di trattare la safena, o se state valutando insieme il momento giusto, nel frattempo puoi fare molto per alleviare i disturbi e non far peggiorare la situazione.
- Indossa la calza elastica prescritta, soprattutto nelle giornate lunghe o in viaggio.
- Cammina ogni giorno: il polpaccio che lavora spinge il sangue verso l'alto.
- Quando riposi, solleva le gambe sopra il livello del cuore, anche solo per qualche minuto.
- Evita il calore diretto sulle gambe, come sauna, bagni molto caldi o termosifoni.
- Se per lavoro stai molte ore in piedi o alla scrivania, fai delle pause per muoverti e piegare le caviglie.
Questi accorgimenti non chiudono la vena malata, ma riducono pesantezza, gonfiore serale e crampi, e ti aiutano ad arrivare al trattamento nelle condizioni migliori.
Anticipa invece il controllo se una varice diventa dura, arrossata e dolente, se sanguina o se la pelle della caviglia si scurisce o si apre una ferita che non guarisce.
Se una gamba si gonfia all'improvviso e fa male, contatta subito il Medico; se compaiono fiato corto o dolore al petto, chiama il 112.
Cos'è la termoablazione?
la sonda ecografica guida il catetere dentro la vena
La termoablazione è una tecnica endovascolare: il trattamento avviene dall'interno della vena, senza bisogno di aprire la pelle per raggiungerla o per sfilarla, come accadeva con lo stripping.
Attraverso una piccola puntura con l'ago, di solito all'altezza del ginocchio o della caviglia, si introduce nella vena un sottile catetere, guidato con l'ecografia.
Il Medico vede sullo schermo il percorso del catetere e lo posiziona con precisione nel punto giusto, poco prima della giunzione con le vene profonde.
All'estremità del catetere c'è una fibra laser oppure un elettrodo a radiofrequenza.
Il calore prodotto fa contrarre e chiudere la parete della vena, che nei mesi successivi si trasforma in un sottile cordoncino e viene progressivamente riassorbita dall'organismo.
Laser e radiofrequenza hanno risultati molto simili: entrambe sono tecniche consolidate e raccomandate.
sullo schermo dell'ecografo il Medico segue la vena
La scelta dipende dal calibro e dal decorso della vena, dalla presenza di tratti tortuosi e dall'esperienza del Medico, e viene discussa con te dopo la visita.
Prima di erogare il calore, lungo tutta la vena viene iniettata una soluzione di anestetico locale molto diluito, che ha una doppia funzione: rende il trattamento indolore e protegge i tessuti circostanti dal calore, comprimendo la vena attorno al catetere.
Durante la procedura sei sveglio e puoi parlare con il Medico: si avverte al massimo qualche puntura iniziale e una sensazione di pressione lungo la gamba.
Molte persone sono sorprese di quanto sia più semplice del previsto.
La vena chiusa non viene asportata: resta al suo posto e viene lentamente trasformata dall'organismo in un tessuto fibroso, che con il tempo non si percepisce più.
Proprio perché non si strappa nulla, i tessuti attorno alla vena subiscono un trauma molto minore rispetto allo stripping, e questo spiega il recupero rapido.
Quali sono i vantaggi?
gambe lisce, senza tagli né cicatrici visibili
Rispetto allo stripping tradizionale, in cui la vena veniva sfilata attraverso incisioni all'inguine e alla gamba, la termoablazione offre molti vantaggi:
- nessun taglio: si entra nella vena con un ago;
- anestesia locale, senza bisogno di anestesia generale;
- si esegue in day hospital o ambulatorio, con dimissione nella stessa giornata;
- si cammina subito dopo il trattamento;
- meno dolore e meno lividi;
- ritorno rapido al lavoro e alle attività quotidiane;
- ottimi risultati estetici, senza cicatrici visibili.
Per questi motivi le linee guida internazionali indicano oggi le tecniche endovascolari come il trattamento di prima scelta per la safena malata, quando l'anatomia lo consente.
Non tutte le safene, però, sono adatte: una vena molto tortuosa, molto superficiale o con particolari caratteristiche può richiedere un approccio diverso.
Ecco perché la decisione spetta sempre al Medico, dopo aver studiato con attenzione la tua circolazione con l'EcoColorDoppler.
Anche le condizioni generali contano.
La termoablazione non si esegue in gravidanza né in presenza di una trombosi in corso, e alcune malattie della coagulazione o delle arterie vanno valutate con cura.
Se stai pensando a una gravidanza, parlane con la Dottoressa: potrete scegliere insieme il momento più adatto per il trattamento.
Come ogni procedura medica, anche la termoablazione può avere effetti indesiderati, in genere lievi e temporanei: lividi, indolenzimento, una sensazione di tensione lungo la coscia o, più raramente, piccole alterazioni della sensibilità della pelle vicino alla caviglia.
Complicanze più serie, come una trombosi, sono rare; per ridurne ulteriormente il rischio sono importanti il movimento subito dopo il trattamento e il controllo ecografico programmato.
Se chiudo la safena, potrà servirmi per un bypass al cuore?
È un dubbio frequente, e comprensibile, perché la safena viene a volte usata nella chirurgia del cuore.
È importante sapere però che per questo scopo serve una vena sana: una safena malata, dilatata e con le valvole che non funzionano in genere non è adatta a diventare un bypass.
Oggi, inoltre, il cardiochirurgo può utilizzare anche altri vasi, sia vene sia arterie, scelti in base alla situazione.
Lasciare al suo posto una safena malata "per il futuro" significa quindi convivere con i suoi disturbi e con il loro peggioramento, senza un reale vantaggio.
Anche per la circolazione della gamba non ci sono rischi: la safena malata faceva ristagnare il sangue invece di riportarlo al cuore, e dopo la chiusura il flusso passa nelle vene profonde, che già svolgono la maggior parte del lavoro.
Se hai una malattia del cuore o delle arterie, parlane durante la visita: la Dottoressa ne tiene conto per scegliere con te il percorso più adatto, verificando con l'EcoColorDoppler anche le vene che non sono malate.
Come si svolge il trattamento?
l'EcoColorDoppler mappa la vena prima del trattamento
Prima del trattamento si esegue una visita con EcoColorDoppler, per mappare la vena malata, verificare che le vene profonde funzionino bene e stabilire se la termoablazione è la tecnica giusta per te.
È anche il momento per riferire i farmaci che assumi, eventuali allergie e trombosi passate.
Il giorno dell'intervento non serve essere a digiuno, salvo diversa indicazione: è sufficiente indossare abiti comodi e portare con sé la calza elastica prescritta.
Poi:
- si esegue l'anestesia locale lungo il percorso della vena;
- si introduce il catetere sotto guida ecografica;
- si chiude la vena con il calore, in genere in meno di un'ora;
- le varici collaterali possono essere trattate nella stessa seduta o successivamente, con la scleromousse o piccole incisioni.
le varici collaterali si possono trattare con la scleromousse
A volte il Medico preferisce aspettare qualche settimana prima di trattare le varici collaterali, perché una volta chiusa la safena molte di esse si riducono spontaneamente, dato che non ricevono più il sangue che le dilatava.
Al termine si indossa una calza elastica e si torna a casa camminando.
È consigliabile farsi accompagnare, soprattutto se il viaggio di ritorno è lungo, ma non servono ricovero né convalescenza a letto.
Durante tutta la procedura il Medico ti spiega cosa sta facendo, e puoi segnalare in qualsiasi momento un fastidio: sapere cosa succede, passo dopo passo, aiuta a vivere il trattamento con più tranquillità.
Prima di tornare a casa ricevi le indicazioni scritte per i giorni successivi: per quanto tempo indossare la calza, quando riprendere lo sport, quando fare il controllo e quali segnali richiedono di contattare subito lo studio.
Tenerle a portata di mano ti permette di affrontare il recupero senza dubbi.
Dopo il trattamento
la calza elastica favorisce il recupero dopo il trattamento
Dopo la termoablazione è importante:
- camminare già dal giorno stesso e poi ogni giorno;
- indossare la calza elastica per il periodo indicato;
- evitare per qualche settimana sport intensi, sole diretto e fonti di calore sulla gamba;
- eseguire il controllo con EcoColorDoppler previsto dal Medico.
Nei giorni successivi si può avvertire una sensazione di tensione lungo la coscia, come dopo uno sforzo muscolare, e possono comparire qualche livido e un cordoncino sotto la pelle nel punto in cui corre la vena.
Sono reazioni normali, che scompaiono gradualmente.
La maggior parte delle persone torna alle normali attività e al lavoro in pochi giorni.
il controllo con EcoColorDoppler dopo il trattamento
Se il fastidio lo richiede, il Medico può indicarti un antidolorifico adatto a te.
Contatta invece subito lo studio in caso di gonfiore improvviso del polpaccio, dolore intenso o febbre, e chiama il 112 se compaiono fiato corto o dolore al petto: sono evenienze rare, ma vanno valutate senza attendere.
La vena trattata raramente si riapre, ma per predisposizione individuale possono comparire nel tempo nuove varici.
I controlli periodici con EcoColorDoppler, uno stile di vita attivo, il controllo del peso ed evitare di restare a lungo fermi in piedi o seduti aiutano a proteggere le vene e a mantenere il risultato.
Nelle settimane successive puoi riprendere gradualmente anche l'attività fisica: all'inizio camminate, bicicletta e nuoto, poi, dopo il via libera del Medico, gli sport più intensi.
Il movimento regolare è il miglior alleato delle tue vene, perché attiva la pompa muscolare del polpaccio che spinge il sangue verso il cuore.
Posso viaggiare o guidare dopo il trattamento?
Per il ritorno a casa è meglio farsi accompagnare, soprattutto se il tragitto è lungo.
Nei giorni successivi potrai tornare alla guida quando ti senti a tuo agio e riesci a frenare con prontezza, senza fastidi alla gamba: in caso di dubbio chiedi alla Dottoressa.
I viaggi lunghi, in aereo, in treno o in auto, nelle prime settimane vanno concordati con il Medico, perché lo stare fermi a lungo rallenta la circolazione nelle gambe.
Se devi partire:
- indossa la calza elastica per tutto il viaggio;
- alzati e cammina appena puoi, o muovi spesso piedi e caviglie;
- bevi acqua a sufficienza ed evita gli alcolici;
- scegli, se possibile, un posto con spazio per le gambe.
Se hai già in programma una vacanza, soprattutto al mare, dillo durante la visita: nelle settimane dopo il trattamento servono la calza e la protezione dal sole e dal calore, quindi è utile scegliere insieme il periodo migliore.
Durante un viaggio, un gonfiore improvviso del polpaccio o il fiato corto richiedono sempre un aiuto medico immediato.
Vuoi liberarti delle vene varicose? La Dottoressa può aiutarti a Milano
la Dottoressa, Chirurgo Vascolare a Milano
Per sapere se la termoablazione è adatta a te, il primo passo è una visita angiologica con EcoColorDoppler, l'esame che permette di vedere come scorre il sangue nelle tue vene.
Presso lo Studio Medico Salus Mea la Dott.ssa Luisella Troyer ascolta i tuoi disturbi, esamina le gambe e studia la circolazione per individuare l'origine delle varici.
Poi ti spiega con chiarezza quali sono le possibilità di trattamento, i vantaggi di ciascuna e cosa aspettarti, rispondendo a tutte le tue domande.
grosse varici all'interno del ginocchio valutate in visita
Non tutte le varici richiedono lo stesso trattamento, e non sempre serve intervenire subito: insieme scegliete il percorso più adatto, dalla termoablazione alla scleroterapia delle varici residue, fino ai controlli nel tempo.
La Dottoressa ti segue in ogni fase, dalla prima visita al controllo ecografico dopo il trattamento, e resta il tuo punto di riferimento anche negli anni successivi.
Se le vene varicose ti preoccupano o ti danno fastidio, contattala per prenotare una visita.
- De Maeseneer MG, et al. European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2022 Clinical Practice Guidelines on the Management of Chronic Venous Disease of the Lower Limbs. Eur J Vasc Endovasc Surg. 2022;63:184-267. Testo completoLinee guida europee sulla malattia venosa cronica.
- Lurie F, et al. The 2020 update of the CEAP classification system and reporting standards. J Vasc Surg Venous Lymphat Disord. 2020. Testo completoLa classificazione CEAP della malattia venosa cronica.
- Eberhardt RT, Raffetto JD. Chronic venous insufficiency. Circulation. 2014. PubMedRevisione sull'insufficienza venosa cronica.
- Rabe E, et al. European guidelines for sclerotherapy in chronic venous disorders. Phlebology. 2014. PubMedLinee guida europee sulla scleroterapia.
FAQ (domande frequenti)
Si avvertono soprattutto le piccole punture dell'anestesia e, a volte, una sensazione di pressione.
Non si fanno tagli, perché si entra nella vena con un ago.
Nei giorni successivi può comparire una sensazione di tensione lungo la coscia o il polpaccio, simile a quella di un muscolo affaticato, insieme a qualche livido.
Questi disturbi scompaiono spontaneamente e, quando serve, si controllano con i farmaci indicati dal Medico.
In entrambi i casi si introduce nella safena un sottile catetere, guidato con l'ecografia, e il calore fa chiudere la parete della vena, che nei mesi successivi viene riassorbita.
La scelta tra le due tecniche dipende dalle caratteristiche della vena, come il calibro e il decorso, e dall'esperienza del Medico.
Non esiste quindi una tecnica migliore in assoluto: durante la visita la Dottoressa ti spiega quale ritiene più adatta al tuo caso e perché.
Già il giorno stesso del trattamento si torna a casa camminando, e camminare ogni giorno fa parte della terapia.
Un lavoro sedentario si può riprendere in genere molto presto, mentre un lavoro che richiede sforzi fisici importanti o molte ore in piedi può richiedere qualche giorno in più.
In ogni caso, se il lavoro ti costringe a stare a lungo fermo, è importante muoverti spesso e indossare la calza elastica come indicato.
Il Medico ti darà indicazioni precise in base al tuo lavoro e al trattamento eseguito.
Tuttavia la tendenza a sviluppare vene varicose dipende da una predisposizione individuale, spesso familiare, che resta anche dopo il trattamento.
Con il tempo possono quindi comparire nuove varici, in altre vene.
Per questo sono importanti i controlli con EcoColorDoppler, che permettono di individuare presto eventuali nuove vene malate e di trattarle quando sono ancora piccole, spesso con la scleromousse.
Uno stile di vita attivo, il controllo del peso e l'uso delle calze quando indicato aiutano a proteggere le tue vene.
Quando le sue valvole non funzionano più, la safena non riesce più a riportare il sangue al cuore: anzi, lo lascia ricadere verso il basso e lo fa ristagnare nelle vene della gamba, causando varici, pesantezza e gonfiore.
Dopo la chiusura, il sangue viene deviato nelle vene profonde, che già in condizioni normali svolgono la maggior parte del lavoro di ritorno venoso al cuore.
Il risultato è una circolazione più efficiente.
Prima del trattamento, l'EcoColorDoppler verifica che le vene profonde funzionino bene.
La termoablazione invece non toglie la vena, ma la chiude dall'interno con il calore, entrando con un ago, in anestesia locale.
I vantaggi sono nessun taglio, meno dolore e meno lividi, dimissione nella stessa giornata e un ritorno rapido alle attività.
Per questi motivi le linee guida internazionali indicano oggi le tecniche endovascolari come trattamento di prima scelta per la safena malata, quando l'anatomia della vena lo consente.
Dipende dall'anatomia della vena: il suo calibro, il suo decorso, la presenza di tratti molto tortuosi o molto superficiali, o gli esiti di precedenti trombosi possono rendere più adatte altre tecniche.
Anche lo stato di salute generale, la presenza di trombosi in corso, alcune malattie della coagulazione o delle arterie e la gravidanza vanno considerati.
Per questo il primo passo è sempre una visita angiologica con EcoColorDoppler, che mappa le vene e permette alla Dottoressa di scegliere il trattamento giusto per te.
Spesso, dopo il trattamento, le varici collaterali si riducono di volume, ma in genere vanno trattate anche direttamente.
Questo può avvenire nella stessa seduta oppure successivamente, con la scleromousse o con piccole incisioni, secondo la valutazione del Medico.
A volte si preferisce attendere qualche settimana, per vedere quanto le varici si sono ridotte da sole e trattare solo ciò che resta.
La Dottoressa ti spiega il programma più adatto al tuo caso.
Va indossata la calza elastica per il periodo indicato dal Medico.
Per qualche settimana è bene evitare gli sport intensi, il sole diretto e le fonti di calore sulla gamba, come saune e bagni molto caldi.
È fondamentale eseguire il controllo con EcoColorDoppler previsto dal Medico.
Se compaiono un gonfiore improvviso del polpaccio, dolore intenso o febbre, contatta subito lo studio; in caso di fiato corto o dolore al petto chiama il 112.
Tutti scompaiono gradualmente nelle settimane successive.
Meno frequentemente possono comparire alterazioni temporanee della sensibilità della pelle, o piccole infiammazioni delle vene superficiali.
Più raramente possono verificarsi complicanze come una trombosi delle vene profonde: per questo sono importanti il movimento, la calza elastica e il controllo con EcoColorDoppler dopo il trattamento.
La Dottoressa ti spiega tutti i rischi durante la visita.
Le vene varicose possono aumentare di numero e di volume, e i sintomi come pesantezza, gonfiore, crampi notturni e prurito possono diventare più fastidiosi.
Con gli anni, il ristagno di sangue può danneggiare la pelle della caviglia e della gamba, che può diventare più scura, dura e fragile, fino alla comparsa di ulcere difficili da guarire.
Le varici possono anche andare incontro a infiammazioni e trombosi superficiali.
Non tutte le varici vanno trattate subito, ma una visita con EcoColorDoppler aiuta a decidere quando intervenire.
Se stai programmando una gravidanza e hai una safena malata con varici importanti, è utile parlarne con la Dottoressa: in alcuni casi può essere ragionevole trattare la vena prima della gravidanza, in altri attendere.
La scelta dipende dalla gravità della situazione, dai sintomi e dai tuoi tempi.
Se invece sei già in gravidanza, il trattamento si rimanda a dopo il parto e l'allattamento, e nel frattempo si possono usare calze elastiche e altri accorgimenti indicati dal Medico.
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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
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Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
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se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale o Porta Garibaldi, prendere la linea MM2 (Linea Verde), scendere a Loreto e prendere poi la linea bus 56, per scendere alla fermata Via Esterle.
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- la grande safena è la vena superficiale più lunga del corpo, dal piede all'inguine, e dietro il polpaccio c'è la piccola safena: quando le loro valvole non funzionano, il sangue ricade verso il basso e dilata le vene collaterali;
- la safena malata è spesso l'origine delle vene varicose: trattare solo le varici visibili servirebbe a poco, bisogna prima chiudere la vena malata a monte;
- se non trattata, l'insufficienza della safena tende a peggiorare, con più varici, pesantezza, gonfiore e crampi, e con gli anni può danneggiare la pelle della caviglia fino alle ulcere;
- la termoablazione è una tecnica endovascolare: attraverso una piccola puntura si introduce un sottile catetere guidato con l'ecografia e il calore di un laser o della radiofrequenza chiude la vena dall'interno;
- laser e radiofrequenza hanno risultati molto simili: la scelta dipende dal calibro e dal decorso della vena e dall'esperienza del Medico; la vena chiusa viene poi riassorbita nei mesi successivi;
- rispetto allo stripping tradizionale non ci sono tagli, si usa l'anestesia locale, si torna a casa in giornata, con meno dolore e lividi; le linee guida la indicano come prima scelta quando l'anatomia lo consente;
- chiudere la safena malata non danneggia la circolazione: il sangue viene deviato nelle vene profonde, che già svolgono la maggior parte del lavoro di ritorno venoso al cuore;
- prima del trattamento serve una visita angiologica con EcoColorDoppler, che mappa la vena malata, verifica che le vene profonde funzionino bene e stabilisce se la termoablazione è la tecnica giusta;
- non si esegue in gravidanza né con una trombosi in corso, e alcune malattie della coagulazione o delle arterie vanno valutate; se pensi a una gravidanza, parlane con la Dottoressa per scegliere il momento giusto;
- il trattamento dura in genere meno di un'ora; le varici collaterali si trattano nella stessa seduta o successivamente, con la scleromousse o piccole incisioni, a volte dopo aver visto quanto si sono ridotte da sole;
- dopo il trattamento si torna a casa camminando, si cammina ogni giorno e si indossa la calza elastica; per qualche settimana evita sport intensi, sole diretto e fonti di calore sulla gamba;
- sono normali una sensazione di tensione lungo la coscia, qualche livido e un cordoncino sotto la pelle, che scompaiono gradualmente; in genere si torna alle normali attività in pochi giorni;
- contatta subito lo studio in caso di gonfiore improvviso del polpaccio, dolore intenso o febbre, e chiama il 112 se compaiono fiato corto o dolore al petto;
- la vena trattata raramente si riapre, ma per predisposizione individuale possono comparire nuove varici: i controlli con EcoColorDoppler, uno stile di vita attivo e il controllo del peso aiutano a proteggere le vene

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!









