
Quando cammini, dopo un certo numero di passi, senti un dolore crampiforme al polpaccio che ti costringe a fermarti, e che poi passa dopo qualche minuto di riposo?
Magari hai iniziato a fingere di guardare le vetrine per non far capire agli altri che hai bisogno di una pausa.
Se è così, potresti soffrire di Claudicatio Intermittens, un sintomo che indica che alle gambe non arriva abbastanza sangue attraverso le arterie.
Non sei il solo a viverla, e soprattutto non devi rassegnarti: si può fare molto.
Non è un semplice fastidio da sopportare né un effetto inevitabile dell'età: è il segnale di una malattia delle arterie che va riconosciuta e seguita, anche perché spesso riguarda altre arterie del corpo, come quelle del cuore e del collo.
In questa pagina la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, ti spiega che cos'è la Claudicatio Intermittens, da che cosa è causata, quali altri segnali osservare, come si fa la diagnosi e quali sono le cure, dall'esercizio fisico ai farmaci fino agli interventi per riaprire le arterie.
Scoprirai anche che cosa puoi iniziare a fare da subito per camminare meglio e proteggere le tue arterie.
Cos'è la Claudicatio Intermittens?
il sangue arterioso, in rosso, porta ossigeno a tutto il corpo
Il nome viene dal latino e significa "zoppicamento a intermittenza": descrive perfettamente quello che succede.
Si cammina normalmente, poi compare il dolore che obbliga a fermarsi, poi si riparte, in un ciclo che si ripete sempre allo stesso modo.
Camminando, i muscoli delle gambe hanno bisogno di più ossigeno.
Se le arterie che portano il sangue alle gambe sono ristrette, questo ossigeno non basta, e il muscolo va in sofferenza: compare un dolore crampiforme, di solito al polpaccio, a volte alla coscia o al gluteo.
Alcune persone lo descrivono come un peso, una stanchezza improvvisa o una morsa.
Fermandosi, il bisogno di ossigeno cala e il dolore scompare in pochi minuti, anche restando in piedi, senza bisogno di sedersi.
il dolore al polpaccio compare camminando
Poi si ripresenta quando si riprende a camminare, di solito dopo una distanza simile.
La distanza che riesci a percorrere prima del dolore è un'indicazione importante della gravità: più è breve, più il restringimento delle arterie è importante.
Il dolore compare prima camminando in salita, salendo le scale o andando di fretta, perché lo sforzo è maggiore.
È utile osservare e annotare questa distanza, per esempio contando i passi o gli isolati percorsi: è un'informazione preziosa per il Medico e permette di capire, nel tempo, se la situazione migliora o peggiora con le cure.
Il dolore della Claudicatio va distinto da quello che nasce dalla colonna vertebrale o dai comuni crampi notturni: in quei casi, di solito, il dolore non passa semplicemente fermandosi in piedi, oppure compare a riposo.
I problemi però possono coesistere, ed è il Medico a fare chiarezza.
Come preparo un diario del cammino da portare alla visita?
Annotare come cammini è semplice e aiuta molto il Medico a capire la situazione e, nel tempo, a verificare se le cure funzionano.
Bastano un quaderno o le note del telefono.
Per qualche giorno, durante le tue passeggiate abituali, prendi nota di:
- dopo quanti minuti, passi o isolati compare il dolore;
- dove fa male: polpaccio, coscia o gluteo, e in quale gamba;
- quanto tempo devi fermarti perché passi, e se passa restando in piedi;
- se cambia in salita, sulle scale o camminando di fretta.
Cerca di camminare su un percorso in piano e a passo normale, così i dati sono confrontabili.
Puoi usare anche il contapassi del telefono.
Scrivi anche se hai dolore a riposo, soprattutto di notte, o piccole ferite ai piedi che faticano a guarire: sono informazioni importanti, da riferire al Medico senza aspettare.
Porta il diario alla visita insieme agli esami e all'elenco dei farmaci.
Da cosa è causata?
il colloquio con la Dottoressa individua fumo e altri fattori di rischio
La causa quasi sempre è l'aterosclerosi: nella parete delle arterie si depositano delle placche di grasso, calcio e tessuto fibroso, che col tempo restringono il passaggio del sangue.
È un processo lento, che avanza per anni prima di dare disturbi.
Nelle gambe, le arterie più colpite sono quelle del bacino (iliache), della coscia (femorali) e dietro al ginocchio (poplitee).
La sede del restringimento influenza anche la zona del dolore: un problema nelle arterie del bacino può far male anche al gluteo e alla coscia, uno più in basso soprattutto al polpaccio.
I principali fattori di rischio sono:
- il fumo, di gran lunga il più importante;
- il diabete;
- il colesterolo alto;
- la pressione alta;
- l'età e la familiarità;
- la sedentarietà e il sovrappeso.
le placche restringono il passaggio del sangue nell'arteria
Il fumo ha un ruolo particolare: danneggia direttamente la parete delle arterie, favorisce la formazione di coaguli e fa progredire la malattia più rapidamente.
Continuare a fumare riduce anche la durata dei risultati di eventuali interventi.
Il diabete merita un'attenzione speciale, perché tende a colpire le arterie più piccole della gamba e del piede e può ridurre la sensibilità al dolore: in chi è diabetico la malattia può quindi dare meno segnali e manifestarsi direttamente con ferite ai piedi.
Per questo chi ha il diabete dovrebbe far controllare i polsi e i piedi con regolarità, anche senza dolore.
I fattori di rischio si sommano e si rafforzano a vicenda.
La buona notizia è che la maggior parte si può correggere: ed è proprio su di essi che si concentra la cura.
Ogni fattore corretto, dal fumo alla glicemia, rallenta la malattia e protegge anche il cuore e il cervello.
Quali sono i sintomi?
nelle forme avanzate la pelle dei piedi cambia colore
Oltre al dolore che compare camminando, possono essere presenti:
- piedi e gambe più freddi del normale;
- pelle pallida o violacea, lucida, con pochi peli;
- unghie che crescono lentamente;
- polsi del piede deboli o assenti alla visita.
Spesso questi segni sono più evidenti da un solo lato, quello in cui il restringimento è maggiore.
A volte si nota anche che il piede diventa più pallido quando si solleva la gamba e più arrossato quando la si abbassa, oppure che piccoli graffi impiegano molto tempo a guarire.
Nelle fasi più avanzate il dolore può comparire anche a riposo, soprattutto di notte, quando si è sdraiati: molte persone scoprono di stare meglio lasciando la gamba fuori dal letto.
Oppure possono formarsi piccole ferite sulle dita dei piedi o sul tallone che non guariscono.
Sono segnali che richiedono una valutazione urgente, perché indicano che il sangue non basta più nemmeno a riposo.
Una gamba che diventa all'improvviso fredda, pallida, molto dolorosa e debole è invece un'emergenza: significa che un'arteria si è chiusa di colpo e bisogna chiamare subito il 112.
Il dolore alle gambe durante la camminata non è un fenomeno normale dell'età.
Molte persone lo sopportano per anni, riducendo poco a poco le uscite e i movimenti: così i muscoli si indeboliscono e la situazione peggiora.
Parlarne presto con il Medico permette di interrompere questo circolo vizioso e di ritrovare, con le cure giuste, il piacere di camminare.
Non aspettare che il dolore diventi insopportabile: prima si interviene, più semplice è la cura.
Posso continuare a lavorare, guidare e viaggiare?
Nella grande maggioranza dei casi sì.
La Claudicatio Intermittens non ti impedisce di lavorare, di guidare o di partire per una vacanza: anzi, restare attivi è parte della cura.
Qualche accorgimento pratico ti aiuta a stare meglio:
- nei viaggi lunghi in auto fai soste frequenti per camminare un po';
- porta sempre con te i farmaci e il loro elenco;
- scegli scarpe comode, già provate, e calze che non stringano;
- proteggi i piedi dal freddo, che può peggiorare i disturbi, ma senza borse dell'acqua calda o fonti di calore dirette, che possono causare scottature se la sensibilità è ridotta.
Se il tuo lavoro richiede di camminare molto, organizza brevi pause quando compare il dolore, invece di sforzarti oltre.
Ricorda però i segnali che non possono aspettare: dolore a riposo, ferite che non guariscono o una gamba che diventa all'improvviso fredda, pallida e molto dolorosa.
In quest'ultimo caso chiama subito il 112, ovunque tu sia.
Come si fa la diagnosi?
l'EcoColorDoppler mostra dove le arterie sono ristrette
La diagnosi parte dalla visita: il Medico ascolta la descrizione del dolore, ti chiede dopo quanta strada compare, dove si localizza e come passa.
Poi controlla i polsi del piede, dietro al ginocchio e all'inguine, osserva l'aspetto e la temperatura della pelle e cerca eventuali ferite.
Un esame semplice e molto utile è la misura dell'indice caviglia-braccio, che confronta la pressione alla caviglia con quella al braccio.
Si esegue con un normale bracciale per la pressione e una piccola sonda: se alla caviglia la pressione è più bassa del dovuto, significa che alla gamba arriva meno sangue.
Nelle persone con diabete il valore va interpretato con attenzione, perché le arterie rigide possono falsarlo.
il Medico esamina le gambe durante la visita
L'esame chiave è poi l'EcoColorDoppler arterioso, indolore, senza radiazioni e senza rischi, che mostra dove si trovano le placche e quanto restringono le arterie.
Si esegue da sdraiati, facendo scorrere la sonda lungo la gamba dall'inguine fino al piede, e non richiede preparazione.
Se si valuta un intervento, possono servire esami di approfondimento come l'AngioTAC, che fornisce una "mappa" dettagliata delle arterie.
Si richiede però solo quando serve davvero, perché utilizza radiazioni e mezzo di contrasto.
Durante la valutazione il Medico controlla anche i fattori di rischio, con gli esami del sangue per colesterolo e glicemia, e può consigliare di studiare altre arterie, come le carotidi, o una valutazione cardiologica.
Porta con te gli esami precedenti e l'elenco dei farmaci che assumi: aiutano a completare il quadro e a scegliere la cura più adatta, evitando di ripetere accertamenti già fatti.
Come si cura?
scarpe comode e una camminata ogni giorno aiutano i muscoli
La cura si basa su più pilastri:
- smettere di fumare: è la cosa più importante in assoluto;
- camminare ogni giorno, con un programma di esercizio indicato dal Medico: camminare fino al comparire del dolore, fermarsi e ripartire migliora nel tempo la distanza percorribile;
- controllare diabete, colesterolo e pressione;
- i farmaci prescritti dal Medico per proteggere le arterie e ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.
Può sembrare strano che la cura di un dolore che compare camminando sia proprio camminare, ma è così: l'esercizio regolare aiuta i muscoli a usare meglio il poco sangue che arriva e favorisce lo sviluppo di piccoli circoli alternativi.
I risultati non sono immediati, ma con la costanza di alcune settimane molte persone riescono a percorrere distanze sempre maggiori.
l'attività fisica regolare fa parte della cura
I farmaci che rendono il sangue più fluido e quelli per il colesterolo vanno assunti con regolarità, anche quando ti senti bene, e mai sospesi di tua iniziativa.
Chi ha una circolazione ridotta deve anche prendersi cura dei piedi: controllarli ogni giorno, tenerli puliti e idratati, indossare scarpe comode e non usare calze elastiche senza il parere del Medico, perché la compressione può ridurre ulteriormente l'afflusso di sangue.
Quando il dolore limita molto la vita quotidiana, oppure compaiono dolore a riposo o ferite, si può ripristinare il flusso di sangue con un intervento: oggi molto spesso si usa la via endovascolare, con l'angioplastica e gli stent, oppure, in casi selezionati, la chirurgia con by-pass.
La scelta spetta al Chirurgo Vascolare, insieme a te, e anche dopo l'intervento restano fondamentali il cammino, i farmaci e l'abbandono del fumo.
Come si fa, in pratica, il programma di cammino?
Il programma di cammino funziona se è regolare.
L'ideale è camminare ogni giorno o quasi, e comunque almeno tre volte a settimana, per circa mezz'ora o più, secondo le indicazioni del Medico.
Ecco come si svolge ogni sessione:
- cammina a passo normale finché il dolore diventa moderato, senza arrivare al limite;
- fermati e riposa in piedi finché il dolore passa del tutto;
- riparti e ripeti il ciclo più volte, fino a completare il tempo stabilito.
I miglioramenti non sono immediati: di solito servono alcune settimane di costanza, e il programma va mantenuto per almeno tre mesi e poi, possibilmente, per sempre.
Scegli percorsi sicuri, in piano, con la possibilità di fermarti, e indossa scarpe comode.
Se hai problemi di cuore, articolazioni o equilibrio, concorda con il Medico come iniziare.
Interrompi e contatta il Medico se compaiono dolore al petto, affanno insolito o ferite ai piedi.
In caso di dolore al petto intenso chiama subito il 112.
Hai dolore alle gambe quando cammini? La Dottoressa può aiutarti a Milano
la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare a Milano
Il dolore alle gambe durante la camminata non è un fenomeno normale dell'età: è un segnale da prendere sul serio.
La Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, visita presso lo Studio Medico Salus Mea ed esegue l'EcoColorDoppler arterioso.
Durante l'appuntamento ascolta come e quando compare il dolore, controlla i polsi e l'aspetto dei piedi, poi studia le arterie delle gambe per capire dove si trova il problema.
una visita angiologica con EcoColorDoppler delle gambe
Al termine ti spiega che cosa ha visto, ti indica un programma di cammino adatto a te e come curare i fattori di rischio e, se serve, gli esami di approfondimento o le possibilità di intervento.
Porta con te gli esami precedenti, l'elenco dei farmaci e, se puoi, annota prima della visita dopo quanti passi compare il dolore.
Contattala per prenotare una visita angiologica: capire presto la causa del dolore permette di intervenire prima che il problema peggiori.
- Aboyans V, et al. 2017 ESC Guidelines on the Diagnosis and Treatment of Peripheral Arterial Diseases, in collaboration with the European Society for Vascular Surgery (ESVS). Eur Heart J. 2018;39(9):763-816. Testo completoLinee guida europee sulle arteriopatie periferiche.
- Gerhard-Herman MD, et al. 2016 AHA/ACC Guideline on the Management of Patients With Lower Extremity Peripheral Artery Disease. Circulation. 2017. PubMedLinee guida americane sulle arteriopatie degli arti inferiori, inclusa la claudicatio.
FAQ (domande frequenti)
Può essere il segnale che le arterie delle gambe sono ristrette e non portano abbastanza sangue ai muscoli.
Va sempre fatto valutare da un Medico, anche perché chi ha le arterie delle gambe malate spesso ha placche anche in quelle del cuore e del collo.
Riconoscere il problema presto permette di curarlo meglio e di ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari.
Il Medico può indicarti un programma di esercizio: si cammina fino a quando compare il dolore, ci si ferma finché passa e poi si riparte, ripetendo più volte, ogni giorno.
Con il tempo i muscoli imparano a usare meglio il poco sangue che arriva e si sviluppano piccoli circoli alternativi, e la distanza che riesci a percorrere tende ad aumentare.
Il dolore da sforzo, in questo caso, non danneggia la gamba.
Diverso è il dolore a riposo o la comparsa di ferite: in questi casi rivolgiti subito al Medico.
Molti pazienti migliorano in modo significativo con l'esercizio di cammino, lo stop al fumo, i farmaci che proteggono le arterie e il controllo di diabete, colesterolo e pressione.
L'intervento si valuta quando i disturbi limitano molto la vita quotidiana nonostante le cure, quando la situazione peggiora oppure quando compaiono dolore a riposo o ferite ai piedi.
Oggi molto spesso si usa la via endovascolare, con l'angioplastica e gli stent; in casi selezionati si ricorre al by-pass chirurgico.
La scelta spetta al Chirurgo Vascolare, in base agli esami e alle tue condizioni generali.
Un esame semplice e molto utile è l'indice caviglia-braccio, che confronta la pressione misurata alla caviglia con quella del braccio.
L'esame chiave è poi l'EcoColorDoppler arterioso degli arti inferiori, indolore e senza radiazioni, che mostra dove si trovano le placche e quanto restringono le arterie.
Se si valuta un intervento, possono servire esami di approfondimento come l'AngioTAC, che fornisce una mappa dettagliata dei vasi.
Porta alla visita gli esami del sangue recenti e l'elenco dei farmaci che assumi.
Il primo è la riduzione della distanza che riesci a percorrere prima che compaia il dolore.
Più preoccupante è il dolore a riposo, soprattutto di notte, che magari migliora lasciando la gamba fuori dal letto.
Anche la comparsa di piccole ferite sulle dita o sul piede che non guariscono, zone di pelle scura o violacea e un piede molto freddo e pallido sono segnali da non sottovalutare.
Se una gamba diventa all'improvviso fredda, pallida, molto dolorosa e debole, è un'emergenza: chiama il 112.
Il dolore che nasce dalla colonna, invece, spesso si accompagna a formicolii, può comparire anche stando in piedi fermi e migliora di più sedendosi o piegandosi in avanti.
I comuni crampi notturni o dopo uno sforzo intenso sono un'altra cosa ancora.
Non sempre però la distinzione è facile, e i problemi possono coesistere: la visita con misura dei polsi ed EcoColorDoppler permette di chiarire la causa.
Accelera la formazione delle placche, restringe i vasi e peggiora l'ossigenazione dei tessuti.
Continuare a fumare fa peggiorare la Claudicatio, aumenta il rischio di dover ricorrere a un intervento e riduce la durata dei risultati di angioplastiche e by-pass.
Smettere completamente è quindi la cosa più importante che puoi fare, più di qualsiasi farmaco.
Se da solo non ci riesci, chiedi aiuto al Medico o a un centro antifumo: esistono percorsi e terapie che aiutano a riuscirci.
Di solito il Medico prescrive farmaci che rendono il sangue più fluido, impedendo l'aggregazione delle piastrine, e farmaci per il colesterolo, anche quando i valori non sono molto alti.
Si curano inoltre la pressione e il diabete, se presenti.
In alcuni casi si possono usare farmaci specifici per migliorare la distanza di cammino.
La terapia va seguita con regolarità e senza sospensioni fai-da-te: se hai effetti indesiderati o dubbi, parlane con il Medico che ti segue.
Inoltre il diabete può ridurre la sensibilità dei piedi, per cui a volte il dolore camminando è meno evidente e le ferite passano inosservate.
Per questo è importante tenere la glicemia sotto controllo, controllare i piedi ogni giorno, curare le unghie con attenzione e indossare scarpe comode.
Qualsiasi ferita o arrossamento che non migliora va fatto vedere rapidamente al Medico.
Approfondisci nella pagina sul piede diabetico.
Le calze elastiche sono molto utili nei problemi delle vene, ma se le arterie delle gambe sono molto ristrette la compressione può ridurre ulteriormente l'arrivo di sangue ai tessuti e risultare dannosa.
Può capitare che una persona abbia contemporaneamente problemi venosi e arteriosi: in questi casi il Medico valuta, anche grazie all'indice caviglia-braccio e all'EcoColorDoppler, se la compressione è possibile e con quale intensità.
Non acquistare e non indossare calze a compressione di tua iniziativa se hai dolore camminando, piedi freddi o polsi deboli.
La Claudicatio è causata quasi sempre dall'aterosclerosi, una malattia che interessa le arterie di tutto il corpo.
Chi ha le arterie delle gambe ristrette ha spesso placche anche nelle coronarie del cuore e nelle carotidi del collo, e quindi un rischio più alto di infarto e ictus.
Per questo la cura non riguarda solo le gambe: serve controllare tutti i fattori di rischio cardiovascolare, seguire le terapie prescritte e, quando il Medico lo ritiene utile, fare controlli mirati come lo screening delle carotidi o una valutazione cardiologica.
Controlla i piedi ogni giorno, anche tra le dita, aiutandoti con uno specchio se serve.
Lavali con acqua tiepida, asciugali bene e mantieni la pelle idratata, evitando la crema tra le dita.
Taglia le unghie dritte e con attenzione, e per calli e duroni rivolgiti a un podologo invece di intervenire da solo.
Indossa scarpe comode e calze senza cuciture strette, non camminare scalzo ed evita borse dell'acqua calda o fonti di calore dirette.
Qualsiasi ferita che non migliora in pochi giorni va mostrata al Medico.
il tuo angiologo d'eccellenza a milano
la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:
- Insufficienza venosa cronica;
- Vene varicose;
- Tromboflebite;
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Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
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Quindi ricorda che...
- la Claudicatio Intermittens è un dolore crampiforme che compare camminando, di solito al polpaccio e a volte alla coscia o al gluteo, e che scompare in pochi minuti fermandosi, anche restando in piedi;
- il dolore compare perché le arterie delle gambe sono ristrette e, durante lo sforzo, ai muscoli non arriva abbastanza ossigeno; più breve è la distanza percorsa prima del dolore, più il restringimento è importante;
- la causa è quasi sempre l'aterosclerosi, con placche di grasso, calcio e tessuto fibroso nelle arterie del bacino, della coscia e dietro al ginocchio;
- il fumo è di gran lunga il fattore di rischio più importante, seguito da diabete, colesterolo alto, pressione alta, età, familiarità, sedentarietà e sovrappeso;
- oltre al dolore camminando possono esserci piedi e gambe freddi, pelle pallida o violacea con pochi peli, unghie che crescono lentamente e polsi del piede deboli o assenti;
- il dolore alle gambe camminando non è normale con l'età e va sempre fatto valutare; non va confuso con il dolore che nasce dalla colonna né con i comuni crampi, anche se i problemi possono coesistere;
- richiedono una valutazione rapida il dolore a riposo, soprattutto di notte, e ferite ai piedi che non guariscono; una gamba improvvisamente fredda, pallida, molto dolorosa e debole è un'emergenza da 112;
- chi ha la Claudicatio ha spesso placche anche nelle coronarie e nelle carotidi, quindi un rischio più alto di infarto e ictus: vanno curati tutti i fattori di rischio cardiovascolare;
- la diagnosi parte dalla visita con controllo dei polsi, prosegue con l'indice caviglia-braccio e l'EcoColorDoppler arterioso, indolore e senza radiazioni; l'AngioTAC serve se si valuta un intervento;
- smettere di fumare completamente è la cura più importante, più di qualsiasi farmaco: continuare a fumare fa peggiorare la malattia e riduce la durata dei risultati di angioplastiche e by-pass;
- camminare ogni giorno con un programma di esercizio indicato dal Medico, fermandosi al dolore e ripartendo, aiuta i muscoli a usare meglio il sangue e aumenta nel tempo la distanza percorribile;
- i farmaci che rendono il sangue più fluido e quelli per il colesterolo, insieme al controllo di pressione e diabete, proteggono le arterie e vanno assunti con regolarità, senza sospensioni fai-da-te;
- chi ha una circolazione ridotta deve controllare i piedi ogni giorno, indossare scarpe comode e non usare calze elastiche senza il parere del Medico, perché la compressione può ridurre ulteriormente l'afflusso di sangue;
- quando i disturbi limitano molto la vita o compaiono dolore a riposo o ferite, il flusso si può ripristinare con angioplastica e stent o, in casi selezionati, con il by-pass: la scelta spetta al Chirurgo Vascolare

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!








