
Hai una ferita alla gamba o al piede che, nonostante le medicazioni, non si chiude da settimane o addirittura da mesi?
Capiamo quanto possa essere faticoso cambiare bende ogni giorno senza vedere miglioramenti.
Magari è nata da un graffio o da un piccolo urto e, invece di guarire, si è allargata, secerne liquido e fa male: non è colpa tua, e non sei tu a sbagliare qualcosa.
Spesso la ferita ha solo bisogno di una cura diversa, pensata per il motivo per cui non si chiude.
Potrebbe trattarsi di un'ulcera, cioè una lesione della pelle che non riesce a guarire perché in quella zona il sangue non circola bene oppure perché c'è un altro ostacolo alla riparazione dei tessuti.
Le ulcere delle gambe sono frequenti, soprattutto con l'avanzare dell'età, e richiedono un'attenzione particolare: una medicazione, anche ben fatta, da sola non basta se non si capisce e non si tratta la causa.
La buona notizia è che, con un percorso corretto e seguito nel tempo, molte ulcere possono migliorare in modo significativo.
In questa pagina la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare esperta in vulnologia (la cura delle ferite croniche), ti spiega cosa sono le ulcere, quali tipi esistono, quali segnali non sottovalutare, come si arriva alla diagnosi e come si imposta una cura che abbia davvero la possibilità di funzionare.
Cos'è un'ulcera?
ulcera venosa cronica con pelle scura sopra la caviglia
Un'ulcera è una ferita della pelle che non guarisce nei tempi normali.
Una piccola ferita di solito si chiude in pochi giorni o in un paio di settimane; in genere si parla di ulcera quando una lesione non si chiude entro 4-6 settimane, nonostante le cure abituali.
Per guarire, la pelle ha bisogno di tre cose: sangue ricco di ossigeno e nutrimento, un buon drenaggio dei liquidi e l'assenza di infezione.
Nelle gambe, il problema più comune riguarda proprio la circolazione: i tessuti intorno alla ferita non ricevono abbastanza ossigeno dalle arterie, oppure sono "soffocati" dal ristagno di sangue nelle vene o di linfa, e non riescono a riparare il danno.
la pelle già sofferente della caviglia si lesiona facilmente
Per questo spesso la ferita non nasce da un trauma importante: basta un piccolo urto contro un mobile, un graffio o la puntura di un insetto su una pelle già sofferente perché si apra una lesione che poi non si richiude.
Un'ulcera non è quindi solo un "buco nella pelle", ma il segnale visibile di un problema più profondo.
Per curarla davvero non basta medicare la ferita: bisogna capire perché non guarisce e agire sulla causa, altrimenti anche le medicazioni migliori faticano a dare risultati.
Non aspettare comunque che passino sei settimane per farti vedere: se la ferita si allarga, secerne liquido, fa sempre più male o la pelle intorno cambia colore, è meglio rivolgersi al Medico prima.
Intervenire presto rende la cura più semplice, riduce il rischio di infezioni e ti evita settimane di medicazioni inutili fatte senza sapere quale sia il vero problema.
Un'ulcera è contagiosa per chi vive con me?
No, un'ulcera della gamba non è contagiosa: nasce da un problema della tua circolazione o dei tuoi tessuti, non da un germe che passa da una persona all'altra.
Puoi abbracciare i tuoi cari, condividere la casa, il letto e il bagno senza timori per loro.
Come ogni ferita aperta, però, può ospitare batteri: qualche semplice abitudine di igiene serve soprattutto a proteggere te e a evitare che la ferita si infetti.
- lavati le mani prima e dopo aver toccato la medicazione;
- chiudi garze e bende usate in un sacchetto prima di buttarle;
- usa per la gamba un asciugamano solo tuo, da lavare spesso;
- se la medicazione si bagna o si sporca, cambiala seguendo le indicazioni ricevute.
Se la ferita emana cattivo odore, non vergognarti e non pensare che dipenda da scarsa pulizia: riferiscilo al Medico, perché può indicare un'infezione o la necessità di una medicazione diversa, più adatta alla tua ferita.
Quali tipi di ulcere esistono?
le ulcere arteriose compaiono spesso sul dorso del piede
Non tutte le ulcere sono uguali: si distinguono in base alla causa, e riconoscere il tipo è il primo passo per scegliere la cura giusta.
Le principali sono:
- ulcere venose, le più frequenti: nascono dal ristagno di sangue dovuto all'insufficienza venosa cronica o alla sindrome post-trombotica; si trovano di solito sopra la caviglia, sul lato interno, hanno bordi irregolari e si accompagnano a gonfiore e pelle scura;
- ulcere arteriose: dovute al restringimento delle arterie; compaiono spesso sulle dita dei piedi, sul tallone o sul dorso del piede, hanno bordi netti e sono molto dolorose, soprattutto di notte o con le gambe sollevate;
- ulcere miste, in cui convivono problemi venosi e arteriosi, e che richiedono particolare attenzione nella scelta della cura;
- ulcere del piede diabetico, legate ai danni che il diabete provoca a nervi e vasi; a volte non fanno male, proprio perché la sensibilità è ridotta;
- ulcere linfatiche, in presenza di linfedema, spesso con gamba molto gonfia e pelle ispessita;
- ulcere da pressione (piaghe da decubito), nelle persone che restano a lungo allettate o in carrozzina.
nel linfedema la pelle ispessita può ulcerarsi
Esistono poi forme più rare, legate per esempio a vasculiti, all'ipertensione o ad altre malattie della pelle e del sangue, che il Medico prende in considerazione quando l'aspetto della ferita non corrisponde alle cause più comuni.
Distinguere il tipo di ulcera non è un dettaglio: una cura adatta a un'ulcera venosa, come la compressione, può essere inutile o perfino dannosa in un'ulcera arteriosa.
Anche i tempi di guarigione, le medicazioni più adatte e i controlli necessari cambiano da un tipo all'altro: per questo la diagnosi viene sempre prima della cura.
Quali sono i segnali da non sottovalutare?
la pelle della caviglia scura e secca è un segnale d'allarme
Spesso l'ulcera non compare all'improvviso: è preceduta per mesi o anni da cambiamenti della pelle che vale la pena conoscere, perché intervenire in questa fase può evitare che la ferita si apra.
I segnali più comuni sono:
- pelle della caviglia più scura, brunastra, e più dura o lucida al tatto;
- gonfiore della gamba che peggiora a fine giornata;
- prurito ed eczema, con pelle secca che si squama;
- piccole ferite che impiegano molto tempo a chiudersi;
- vene varicose evidenti o gambe pesanti da tempo.
Se noti uno o più di questi segnali, soprattutto se hai già avuto una trombosi o soffri di varici, una visita con controllo delle vene può aiutare a prevenire la comparsa dell'ulcera o a trattarla quando è ancora piccola.
vene varicose evidenti da tempo vanno controllate
Nelle ulcere di origine arteriosa, invece, i segnali di allarme sono diversi: piede freddo e pallido, dolore al polpaccio camminando che costringe a fermarsi, dolore al piede di notte che migliora lasciando la gamba giù dal letto.
Quando l'ulcera è già presente, fai attenzione ai segni di infezione: arrossamento che si allarga, calore, gonfiore, aumento del dolore, secrezione torbida, cattivo odore nuovo o più intenso, febbre o brividi.
In questi casi contatta il Medico senza aspettare la medicazione successiva.
Se hai il diabete, ricorda che una ferita al piede può non fare male: il fatto che non senti dolore non significa che la situazione sia tranquilla.
Controllare i piedi ogni giorno, anche con uno specchio, è un'abitudine preziosa: cerca arrossamenti, vesciche, tagli o calli che cambiano aspetto, e fatti aiutare da un familiare se fai fatica a vedere la pianta del piede.
Cosa posso fare a casa mentre aspetto la visita?
Nell'attesa l'obiettivo è semplice: proteggere la ferita e non peggiorarla.
Bastano pochi gesti, fatti con delicatezza e con le mani pulite.
- lava la ferita con acqua tiepida o soluzione fisiologica e tampona la pelle intorno senza strofinare;
- coprila con una garza sterile, fissata senza stringere, evitando di attaccare cerotti sulla pelle più fragile;
- non usare cotone idrofilo, che lascia fibre nella ferita;
- non iniziare bende o calze elastiche di tua iniziativa, prima che il Medico abbia controllato le arterie.
Se a riposo tenere la gamba sollevata ti dà sollievo, puoi farlo.
Se invece il dolore aumenta con la gamba in alto e migliora lasciandola giù dal letto, non forzare e riferiscilo alla visita: è un indizio importante sulle arterie.
Se compaiono febbre alta, un arrossamento che si allarga rapidamente o un forte malessere, non aspettare l'appuntamento e rivolgiti al Pronto Soccorso.
Con il diabete, anche una piccola ferita al piede va fatta vedere subito.
Come si fa la diagnosi?
l'EcoColorDoppler aiuta a capire la causa dell'ulcera
Per curare un'ulcera bisogna prima capirne la causa.
La visita inizia con alcune domande: da quanto tempo c'è la ferita, come è nata, quali cure hai già provato, quali malattie hai e quali farmaci assumi.
Porta con te, se li hai, esami precedenti e l'elenco delle medicazioni usate finora.
Poi il Medico:
- osserva la ferita, la sua posizione, i bordi, il fondo e la pelle intorno;
- controlla i polsi di gambe e piedi;
- valuta la circolazione con l'EcoColorDoppler di vene e arterie, un esame con ultrasuoni indolore e innocuo;
- misura l'indice caviglia-braccio, che confronta la pressione alla caviglia con quella al braccio e indica se le arterie delle gambe sono ristrette;
- ricerca eventuali altre malattie che ostacolano la guarigione, come il diabete;
- se sospetta un'infezione, esegue un tampone per capire quali germi sono presenti.
l'esame valuta vene e arterie senza dolore
Questa valutazione è fondamentale anche per la sicurezza della cura.
Per esempio, la compressione elastica, indispensabile per le ulcere venose, può essere pericolosa se le arterie sono molto ristrette: per questo non va mai iniziata di propria iniziativa, senza aver prima controllato le arterie.
In alcuni casi, quando l'aspetto della ferita è insolito o non migliora nonostante una cura corretta, il Medico può proporre altri esami o il parere di altri specialisti, come il diabetologo o il dermatologo.
Al termine della visita ti viene spiegato da cosa dipende la ferita e quale percorso di cura seguire, con indicazioni pratiche su cosa fare a casa: come proteggere la ferita, quali segnali tenere d'occhio e quando tornare a controllo.
Non esitare a fare tutte le domande che ti vengono in mente: capire bene la cura aiuta a seguirla con costanza.
Come si curano le ulcere?
un'ulcera della gamba scoperta e poi medicata
La cura delle ulcere si basa su due aspetti che vanno sempre insieme e che non possono sostituirsi a vicenda:
- trattare la causa: nelle ulcere venose, la compressione con bende o calze elastiche e, quando possibile, il trattamento delle vene malate; nelle ulcere arteriose, il ripristino del flusso di sangue, a volte con procedure sulle arterie; nel diabete, il controllo della glicemia e lo scarico del piede, cioè evitare di caricare il peso sulla ferita;
- curare la ferita, con la pulizia, la rimozione dei tessuti morti e le medicazioni avanzate, prodotti che mantengono la giusta umidità, assorbono il liquido in eccesso e proteggono dalle contaminazioni, scelti in base alle caratteristiche della lesione.
Le medicazioni vanno ripetute con regolarità e seguite nel tempo da personale esperto: con l'evoluzione della ferita, il tipo di medicazione può cambiare.
A volte, dopo aver ricevuto istruzioni precise, alcuni cambi possono essere fatti a casa.
la compressione con bende tratta la causa dell'ulcera venosa
Anche tu puoi fare molto: camminare ogni giorno se possibile, tenere le gambe sollevate a riposo quando il Medico lo consiglia, mangiare in modo vario con proteine sufficienti, bere abbastanza e, se fumi, smettere di fumare.
Il dolore va sempre riferito: si può controllare e non devi sopportarlo in silenzio.
La guarigione richiede spesso settimane o mesi e un po' di pazienza.
Una volta guarita l'ulcera, è importante continuare con la compressione prescritta, idratare la pelle ed eseguire i controlli, perché il rischio che la ferita si riapra nella stessa zona è alto.
Quando possibile, trattare le vene malate responsabili del ristagno aiuta a ridurre questo rischio nel tempo.
Un familiare può aiutarmi con le medicazioni a casa?
Sì, spesso chi ti sta vicino può imparare a fare alcuni cambi di medicazione, ma solo dopo che il Medico ha impostato la cura e spiegato come farli.
Se possibile, chiedi che assista a una medicazione durante il controllo e prenda appunti.
Per chi ti aiuta valgono alcune regole semplici:
- lavarsi bene le mani prima e dopo, usando guanti monouso se indicato;
- preparare tutto il materiale su una superficie pulita prima di togliere la vecchia medicazione;
- usare solo i prodotti prescritti, nell'ordine indicato, senza aggiungere creme o disinfettanti;
- non toccare con le dita la parte della garza che va a contatto con la ferita.
Tenete insieme un piccolo diario: data di ogni cambio, quanto liquido c'è sulla garza, eventuale odore, intensità del dolore.
Sono informazioni preziose per il Medico ai controlli.
Se qualcosa non vi convince, per esempio la ferita appare diversa dal solito o più arrossata, chi medica non deve improvvisare: meglio chiamare e chiedere un consiglio prima di cambiare qualcosa.
Hai una ferita che non guarisce? La Dottoressa può aiutarti a Milano
la Dott.ssa Luisella Troyer nel suo ambulatorio
La vulnologia è la branca che si occupa delle ferite croniche: richiede esperienza, pazienza e un percorso seguito nel tempo, non una singola medicazione, e il coinvolgimento attivo del paziente.
La Dott.ssa Luisella Troyer si occupa da oltre trent'anni della cura delle ulcere venose, arteriose e del piede diabetico presso lo Studio Medico Salus Mea di Milano.
Alla prima visita ascolta la tua storia, osserva la ferita e valuta vene e arterie con l'EcoColorDoppler, per capire da cosa dipende il problema.
la vulnologia è la cura specialistica delle ferite croniche
Ti spiega con parole semplici cosa ha trovato e imposta un piano di cura personalizzato, con le medicazioni avanzate più adatte e, se indicata, la compressione.
Nelle settimane successive ti segue con controlli regolari, adattando la cura all'evoluzione della ferita e dandoti indicazioni pratiche su cosa fare a casa tra una visita e l'altra.
Se hai una ferita che non guarisce, non aspettare che peggiori: contattala per prenotare una visita.
- O'Donnell TF Jr, et al. Management of venous leg ulcers: clinical practice guidelines of the Society for Vascular Surgery and the American Venous Forum. J Vasc Surg. 2014. PubMedLinee guida sulla gestione delle ulcere venose degli arti inferiori.
- Armstrong DG, Boulton AJM, Bus SA. Diabetic foot ulcers and their recurrence. N Engl J Med. 2017;376(24):2367-2375. DOIRevisione sulle ulcere del piede diabetico e sulla loro recidiva.
- Schaper NC, et al. Practical guidelines on the prevention and management of diabetes-related foot disease (IWGDF 2023 update). Diabetes Metab Res Rev. 2024. DOILinee guida internazionali IWGDF sul piede diabetico.
- European Pressure Ulcer Advisory Panel, National Pressure Injury Advisory Panel, Pan Pacific Pressure Injury Alliance. Prevention and Treatment of Pressure Ulcers/Injuries: Clinical Practice Guideline. The International Guideline. 2019. EPUAPLinee guida internazionali su prevenzione e cura delle piaghe da decubito.
FAQ (domande frequenti)
Se le vene non riportano bene il sangue verso il cuore, i tessuti restano "soffocati" dal ristagno; se le arterie sono ristrette, arrivano troppo poco ossigeno e nutrimento.
Anche il diabete, il linfedema, le infezioni o, più raramente, altre malattie possono ostacolare la guarigione.
Finché la causa non viene trovata e trattata, anche la medicazione migliore fatica a funzionare.
Una visita con EcoColorDoppler di vene e arterie è il primo passo per capire da dove nasce il problema.
Non serve però aspettare questo tempo per farsi vedere: se una piccola ferita alla gamba si allarga, secerne liquido, fa sempre più male o la pelle intorno cambia colore, è meglio consultare il Medico prima.
Se hai il diabete o problemi di circolazione noti, anche una ferita piccola al piede va controllata subito.
Intervenire presto rende la cura più semplice e riduce il rischio che la lesione peggiori o si infetti.
Di solito si trovano sopra la caviglia, sul lato interno, hanno bordi irregolari, secernono liquido e si accompagnano a gonfiore e pelle scura.
Le ulcere arteriose sono causate dal restringimento delle arterie: si trovano più spesso su dita, tallone o dorso del piede, hanno bordi netti, sono molto dolorose e il dolore può aumentare con le gambe sollevate o di notte.
Distinguerle è fondamentale, perché la cura è diversa.
Poi osserva l'ulcera, la sua posizione, i bordi, il fondo e la pelle intorno, e controlla i polsi di gambe e piedi.
Valuta la circolazione con l'EcoColorDoppler e con la misura dell'indice caviglia-braccio, che confronta la pressione alla caviglia con quella al braccio.
Se si sospetta un'infezione può eseguire un tampone.
Al termine ti spiega da cosa dipende la ferita e imposta la cura e le medicazioni più adatte.
Una volta definito il piano di cura, a volte alcuni cambi di medicazione possono essere fatti a casa, dopo aver ricevuto istruzioni precise su come pulire la ferita e quale prodotto usare.
Evita i rimedi fai da te, le pomate trovate in casa e i disinfettanti aggressivi, che possono danneggiare i tessuti.
Lavati sempre le mani prima e dopo, e segnala subito qualsiasi peggioramento.
Ne esistono di diversi tipi e il Medico sceglie quella adatta in base all'aspetto dell'ulcera, alla quantità di secrezione, alla presenza di infezione e allo stato della pelle intorno.
Con l'evoluzione della ferita la medicazione può cambiare.
Spesso si possono lasciare in sede per più giorni, riducendo il numero di cambi e il fastidio.
Da sole, però, non bastano se non si cura anche la causa.
Anche quando è fastidiosa all'inizio, rinunciarvi rallenta molto la guarigione.
La compressione però deve essere prescritta dal Medico, dopo aver controllato le arterie: se sono molto ristrette, può essere pericolosa.
Per questo non usare bende o calze di tua iniziativa.
Se la compressione ti provoca dolore forte, formicolii o dita fredde o violacee, toglila e contatta il Medico.
Le ulcere venose di solito fanno meno male e migliorano tenendo le gambe sollevate; quelle arteriose sono spesso molto dolorose, soprattutto di notte o con le gambe in alto, e il dolore si attenua lasciando le gambe giù dal letto.
Nel diabete, al contrario, l'ulcera può non fare male affatto per la ridotta sensibilità.
Un dolore che aumenta improvvisamente può indicare un'infezione.
Parla sempre del dolore con il Medico: può essere controllato con farmaci e medicazioni adatte, e non devi sopportarlo in silenzio.
A volte compaiono febbre, brividi o malessere generale.
Se noti questi segni, contatta il Medico senza aspettare il cambio di medicazione successivo: può servire un tampone e, se indicato, una terapia antibiotica.
Se la febbre è alta, l'arrossamento si estende rapidamente o ti senti molto male, soprattutto se hai il diabete, rivolgiti al Pronto Soccorso.
Con una cura corretta molte ulcere guariscono, ma spesso servono settimane o mesi di medicazioni regolari e costanza.
Aiutano molto seguire le indicazioni sulla compressione, muoversi, curare l'alimentazione e presentarsi ai controlli.
Se nonostante tutto la ferita non migliora nel tempo previsto, il Medico rivaluta la situazione e, se serve, approfondisce con altri esami o cambia strategia.
Segui con costanza la compressione prescritta e le indicazioni sulle medicazioni.
Cammina ogni giorno, se possibile, perché il movimento del polpaccio aiuta la circolazione, e quando sei a riposo tieni le gambe sollevate, se il Medico lo consiglia.
Mangia in modo vario, con proteine sufficienti, e bevi abbastanza.
Se fumi, smettere aiuta molto, soprattutto nelle ulcere arteriose.
Se hai il diabete, tieni sotto controllo la glicemia.
Idrata la pelle intorno alla ferita con prodotti delicati e proteggi la gamba da urti e graffi.
Per ridurlo è importante continuare a portare le calze elastiche prescritte anche dopo la guarigione, curare la pelle con creme idratanti, evitare traumi e muoversi regolarmente.
Quando possibile, il Medico può proporre di trattare le vene malate responsabili del ristagno.
I controlli periodici servono a cogliere in tempo i primi segnali, come pelle più scura, dura o pruriginosa vicino alla caviglia.
Se noti anche una piccola ferita nella stessa zona, fatti vedere subito.
Questo significa che una piccola ferita, una vescica causata da una scarpa o un taglio mentre si tagliano le unghie possono passare inosservati e peggiorare rapidamente, anche con infezioni serie.
Per questo chi ha il diabete dovrebbe controllare i piedi ogni giorno, anche con uno specchio, usare scarpe comode e far vedere subito al Medico qualsiasi lesione.
La cura delle ulcere del piede diabetico richiede anche il controllo della glicemia e lo scarico del piede, cioè evitare di caricare il peso sulla ferita.
il tuo angiologo d'eccellenza a milano
la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:
- Insufficienza venosa cronica;
- Vene varicose;
- Tromboflebite;
- Linfedema;
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- Piede diabetico
Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
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Quindi ricorda che...
- un'ulcera è una ferita della pelle che non guarisce nei tempi normali, in genere entro 4-6 settimane, nonostante le medicazioni; non serve però aspettare tanto per farsi vedere se la ferita si allarga, secerne liquido o fa sempre più male;
- quasi sempre la causa è un problema di circolazione: i tessuti non ricevono abbastanza ossigeno e nutrimento dalle arterie oppure sono "soffocati" dal ristagno di sangue o di linfa, e per questo non riescono a riparare il danno;
- le ulcere venose sono le più frequenti: nascono dall'insufficienza venosa cronica o dagli esiti di una trombosi, si trovano di solito sopra la caviglia sul lato interno e si accompagnano a gonfiore e pelle scura;
- le ulcere arteriose sono dovute al restringimento delle arterie, compaiono spesso su dita, tallone o dorso del piede, hanno bordi netti e sono molto dolorose, soprattutto di notte o con le gambe sollevate;
- esistono anche ulcere miste, ulcere del piede diabetico, ulcere linfatiche nel linfedema, piaghe da decubito nelle persone allettate e forme più rare legate a vasculiti o altre malattie: ognuna richiede una cura diversa;
- l'ulcera è spesso preceduta da segnali da non sottovalutare: pelle della caviglia più scura e dura, gonfiore della gamba, prurito ed eczema, piccole ferite che impiegano molto tempo a chiudersi;
- nel diabete anche una piccola ferita o vescica al piede va fatta vedere subito, perché la ridotta sensibilità può farla passare inosservata; per questo i piedi vanno controllati ogni giorno, anche con uno specchio;
- arrossamento che si allarga, calore, dolore in aumento, secrezione torbida, cattivo odore o febbre possono indicare un'infezione: contatta subito il Medico e, se stai molto male o hai il diabete, rivolgiti al Pronto Soccorso;
- per curare un'ulcera bisogna prima capirne la causa: il Medico osserva la ferita, controlla i polsi e valuta la circolazione con l'EcoColorDoppler di vene e arterie e con l'indice caviglia-braccio, eseguendo se serve un tampone;
- la cura unisce sempre due aspetti: trattare la causa, con la compressione nelle ulcere venose, il ripristino del flusso nelle arteriose, glicemia e scarico nel diabete, e curare la ferita con pulizia e medicazioni avanzate scelte dal Medico;
- la compressione con bende o calze elastiche è essenziale nelle ulcere venose, ma deve essere prescritta dopo aver controllato le arterie, perché se sono molto ristrette può essere pericolosa: se provoca dolore forte o dita fredde toglila e avvisa il Medico;
- evita rimedi fai da te, pomate trovate in casa e disinfettanti aggressivi, che possono danneggiare i tessuti: le medicazioni vanno impostate da personale esperto e ripetute con regolarità nel tempo;
- la guarigione richiede spesso settimane o mesi; puoi aiutarla camminando ogni giorno, tenendo le gambe sollevate a riposo se indicato, mangiando in modo vario con proteine sufficienti, smettendo di fumare e controllando la glicemia se hai il diabete;
- dopo la guarigione il rischio che l'ulcera si riapra è alto: continuare con le calze elastiche, idratare la pelle, evitare traumi, curare quando possibile le vene malate e fare controlli periodici con un esperto di vulnologia aiuta a prevenire le recidive

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!








