
Noti tracce di sangue rosso vivo sulla carta igienica, senti bruciore, prurito o un fastidioso gonfiore all'ano, soprattutto dopo essere andato di corpo?
Molto probabilmente si tratta di emorroidi: un disturbo molto diffuso, di cui però tante persone si vergognano a parlare, aspettando anche anni prima di rivolgersi a un Medico.
Sappi che non sei solo, e che oggi esistono cure semplici ed efficaci.
Le emorroidi sono, in realtà, un problema vascolare: sono formate da piccoli vasi sanguigni, e proprio per questo un Chirurgo Vascolare ha tutte le competenze per valutarle e curarle.
Capire di cosa si tratta è il primo passo per smettere di sopportare i disturbi in silenzio.
La Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare perfezionata in Proctologia, ti spiega con parole semplici cosa sono le emorroidi, perché si ammalano e come riconoscere i sintomi che meritano attenzione, senza allarmismi ma anche senza sottovalutarli.
In questa pagina troverai anche come si classificano, come si svolge la visita proctologica e quali sono le cure disponibili: dalle buone abitudini quotidiane alla scleroterapia con scleromousse, che in molti casi permette di evitare l'intervento chirurgico.
Cosa sono le emorroidi?
i tre cuscinetti emorroidari principali del canale anale
Tutti abbiamo le emorroidi: non sono una malattia, ma una parte normale del nostro corpo.
Sono dei cuscinetti morbidi formati da piccole arterie e vene intrecciate tra loro, che si trovano all'interno del canale anale, l'ultimo tratto dell'intestino prima dell'uscita.
Nel canale anale ci sono tre cuscinetti principali, disposti in posizioni abbastanza costanti, a cui se ne possono aggiungere altri più piccoli.
Il loro compito è nutrire e ossigenare i tessuti della zona e aiutare l'ano a chiudersi bene, contribuendo alla continenza, cioè alla capacità di trattenere gas e feci.
Finché restano al loro posto non ce ne accorgiamo nemmeno.
le emorroidi interne si trovano dentro il canale anale
Si parla di malattia emorroidaria, o emorroidi patologiche, quando questi cuscinetti si gonfiano di sangue, si ingrossano e tendono a scivolare verso l'esterno (prolasso), dando disturbi.
Puoi immaginare le emorroidi come dei piccoli cuscini fissati alla parete del canale anale da un tessuto di sostegno.
Se questo tessuto si allenta, i cuscinetti non sono più tenuti bene in sede e, a ogni evacuazione, vengono spinti un po' più in basso.
Nel linguaggio comune si parla spesso di emorroidi interne ed esterne.
Le prime si trovano all'interno del canale anale, rivestite da una mucosa poco sensibile al dolore, e danno soprattutto sanguinamento e prolasso; le seconde si trovano vicino all'orifizio anale, sotto la pelle, che è invece molto sensibile.
Questo spiega perché le emorroidi, di solito, sanguinano più di quanto facciano male, e perché un dolore intenso deve far pensare a una complicanza o a un altro problema della zona, da far valutare al Medico.
Ho un nodulo all'ano che fa molto male: cosa faccio?
Se all'improvviso compare un nodulo duro, gonfio e violaceo, molto dolente, soprattutto dopo uno sforzo o un episodio di stitichezza, è probabile che si tratti di una trombosi emorroidaria.
È molto fastidiosa, ma di solito non è pericolosa.
Non cercare mai di schiacciarlo o di inciderlo da solo: rischi di sanguinare e di infettare la zona.
Fatti vedere dal Medico nei primi giorni, perché è proprio in questa fase che esistono trattamenti in grado di darti sollievo più rapidamente.
Nell'attesa puoi aiutarti così:
- fai dei semicupi in acqua tiepida, qualche minuto più volte al giorno;
- mantieni le feci morbide con acqua e fibre, senza spingere;
- usa antidolorifici o pomate solo se te li ha indicati il Medico o il farmacista.
Vai invece subito al Pronto Soccorso se al dolore si aggiungono febbre, brividi, un gonfiore caldo che si allarga o un sanguinamento che non si ferma: potrebbe trattarsi di un'infezione o di una complicanza che va valutata senza aspettare.
Perché si ammalano?
un intestino regolare protegge anche le emorroidi
Le emorroidi si ammalano quando i tessuti che le sostengono si indeboliscono e la pressione nella zona aumenta.
Spesso non c'è una causa unica, ma più fattori che si sommano nel tempo.
I più comuni sono:
- la stitichezza e gli sforzi prolungati per evacuare;
- restare a lungo seduti sul water, magari leggendo o usando il telefono;
- la diarrea frequente, che irrita la zona e costringe a evacuare molte volte;
- la gravidanza e il parto;
- l'età, che rende i tessuti meno elastici;
- una predisposizione familiare;
- il sovrappeso, e lavori o sport che richiedono sforzi intensi;
- un'alimentazione povera di fibre e acqua, e l'abuso di alcol e cibi piccanti, che possono peggiorare i sintomi.
Il meccanismo è simile per molti di questi fattori: ogni volta che spingi, trattieni il respiro o resti a lungo seduto sul water, il sangue ristagna nei cuscinetti emorroidari, che si dilatano.
cereali, semi e legumi aiutano a correggere la stitichezza
Se questo succede ogni giorno, per mesi o anni, il tessuto di sostegno si sfianca e le emorroidi iniziano a scendere.
La buona notizia è che su molti di questi fattori puoi agire tu, con piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane.
Correggere la stitichezza, per esempio, è spesso il primo passo per stare meglio e per evitare che il problema peggiori.
Non tutto dipende però dallo stile di vita: la familiarità e l'invecchiamento dei tessuti hanno un ruolo importante.
Per questo le emorroidi possono comparire anche in persone attente all'alimentazione, e non devono mai essere motivo di vergogna o di senso di colpa.
Quali sono i sintomi?
il sangue rosso vivo sulla carta igienica è il sintomo più frequente
I sintomi possono essere lievi e comparire solo ogni tanto, oppure diventare quotidiani e condizionare la vita di tutti i giorni.
I più comuni sono:
- sangue rosso vivo sulla carta igienica, sulle feci o nel water;
- prurito e bruciore;
- sensazione di gonfiore o di corpo estraneo;
- piccole escrescenze che fuoriescono dall'ano durante l'evacuazione;
- secrezioni di muco che sporcano la biancheria e irritano la pelle;
- la sensazione di non esserti svuotato del tutto dopo essere andato di corpo.
Il sanguinamento tipico avviene durante o subito dopo l'evacuazione: il sangue è rosso vivo, non mescolato alle feci, e può essere anche abbondante, al punto da colorare l'acqua del water.
Spesso si presenta a episodi, alternati a periodi di benessere, e peggiora quando le feci sono dure.
emorroidi interne congeste e sanguinanti viste in anoscopia
Di solito le emorroidi non fanno molto male.
Un dolore forte e improvviso con un nodulo duro e violaceo all'ano può indicare una trombosi emorroidaria, che va vista rapidamente dal Medico; un dolore acuto durante l'evacuazione fa pensare invece a una ragade anale.
Se il dolore all'ano è accompagnato da febbre, gonfiore caldo e arrossato o da un malessere generale, potrebbe trattarsi di un'infezione, come un ascesso: in questo caso rivolgiti subito al Medico o al Pronto Soccorso.
Non tutti i sintomi sono sempre presenti e la loro intensità non dipende solo dalla grandezza delle emorroidi.
Per questo è importante non affidarsi al "fai da te", ma far valutare i disturbi da uno specialista, che saprà riconoscerne l'origine e indicarti la cura più adatta.
Vedo sangue dopo essere andato di corpo: quando devo preoccuparmi?
Il sangue rosso vivo sulla carta igienica spaventa, ma nella maggior parte dei casi dipende proprio dalle emorroidi o da una piccola ragade.
Non va però mai dato per scontato, nemmeno se sai già di averle: solo una visita può escludere altre malattie dell'intestino.
Prenota un controllo in tempi brevi se il sanguinamento è nuovo o diverso dal solito, se cambiano le tue abitudini intestinali, se perdi peso senza motivo, se ti senti stanco e pallido o se in famiglia ci sono stati tumori dell'intestino.
Chiama invece il 112 o vai al Pronto Soccorso se:
- perdi molto sangue, o il sanguinamento non si ferma;
- ti senti debole, hai capogiri o ti sembra di svenire;
- le feci sono nere e appiccicose, come catrame;
- hai forte dolore alla pancia o febbre.
Se prendi farmaci che rendono il sangue più fluido, come anticoagulanti o antiaggreganti, non sospenderli da solo: parlane subito con il Medico che te li ha prescritti.
Come si classificano?
emorroidi di secondo e terzo grado a confronto
Le emorroidi si classificano in quattro gradi, in base a quanto scivolano verso l'esterno.
È una classificazione semplice, che il Medico conferma durante la visita, ma che ti può aiutare a capire meglio che cosa ti succede:
- I grado: si ingrossano ma restano all'interno del canale anale; spesso l'unico segno è il sanguinamento, e si vedono solo con un esame come la videoproctoscopia;
- II grado: escono durante l'evacuazione o durante uno sforzo e rientrano da sole, appena finito lo sforzo;
- III grado: escono anche con sforzi più lievi e devono essere spinte dentro con un dito;
- IV grado: restano sempre all'esterno e non rientrano nemmeno spingendole.
Il passaggio da un grado all'altro avviene di solito in modo graduale, nel corso di mesi o anni, e non sempre è netto: può capitare di trovarsi a metà strada tra due gradi, o di avere cuscinetti in stadi diversi.
un'emorroide prolassata che scivola fuori dall'ano
Il grado, insieme ai sintomi, aiuta il Medico a scegliere il trattamento più adatto.
Nelle forme iniziali bastano spesso le buone abitudini e, se serve, qualche farmaco; quando le emorroidi prolassano si valutano trattamenti ambulatoriali; nei casi più avanzati si può rendere necessario l'intervento.
Le emorroidi che hanno iniziato a prolassare non tornano come prima da sole e tendono a peggiorare con il tempo.
Per questo è importante non aspettare di arrivare al III o al IV grado, quando i disturbi sono più fastidiosi e le cure più impegnative.
Si parla inoltre di emorroidi complicate quando al prolasso si associano altri problemi, come una trombosi emorroidaria o una ragade anale: in questi casi la cura va adattata e può richiedere trattamenti diversi, da decidere dopo la visita.
Come si fa la diagnosi e come si curano?
la videoproctoscopia mostra il canale anale su uno schermo
La diagnosi si fa con la visita proctologica: il Medico ti chiede quali disturbi hai, osserva la zona anale ed esegue un'esplorazione con un dito guantato e lubrificato.
La visita è breve e si svolge nel pieno rispetto della tua riservatezza.
Viene completata dalla videoproctoscopia, un esame che permette di vedere l'interno del canale anale e del retto su uno schermo, in modo rapido e poco fastidioso.
Così il Medico può stabilire il grado delle emorroidi ed escludere altri problemi.
Il trattamento dipende dal grado:
la scleromousse viene iniettata in ambulatorio attraverso l'anoscopio
- nelle forme iniziali si parte dalle buone abitudini: più fibre e acqua, evitare di spingere e di restare a lungo sul water, curare l'igiene con acqua tiepida; il Medico può prescrivere farmaci per ridurre gonfiore e sanguinamento;
- quando le emorroidi prolassano, uno dei trattamenti più moderni è la scleroterapia con scleromousse: una schiuma iniettata nei cuscinetti emorroidari, in ambulatorio e senza anestesia, che li fa ridurre;
- nei casi più avanzati o quando gli altri trattamenti non bastano si ricorre all'intervento chirurgico, come l'emorroidectomia.
Pomate e supposte possono alleviare prurito e bruciore, ma non risolvono il prolasso: usale su consiglio del Medico e per periodi limitati.
Dopo la scleroterapia, invece, nella maggior parte dei casi puoi tornare subito alle tue attività; a volte servono più sedute.
La Dott.ssa Troyer è tra i medici che per primi hanno utilizzato la scleromousse per le emorroidi, un trattamento che in molti casi permette di evitare la chirurgia.
La scelta finale, comunque, si fa insieme, dopo la visita, in base al grado, ai sintomi e alle tue esigenze.
Come dovrei comportarmi in bagno per non peggiorare?
Molti disturbi emorroidari nascono proprio da piccole abitudini in bagno, ripetute ogni giorno.
Correggerle aiuta a stare meglio subito, a far durare di più il risultato delle cure e a ridurre il rischio che il problema si ripresenti.
- vai in bagno quando senti lo stimolo, senza rimandare: trattenere rende le feci più dure;
- resta seduto solo il tempo necessario, lasciando fuori telefono e riviste;
- appoggia i piedi su un piccolo sgabello, con le ginocchia più alte dei fianchi: questa posizione facilita l'evacuazione e riduce la necessità di spingere;
- se non succede nulla dopo qualche minuto, alzati e riprova più tardi.
Aumenta le fibre in modo graduale, nell'arco di alcune settimane, e bevi di più insieme: un aumento troppo brusco può dare gonfiore e aria nella pancia.
Dopo l'evacuazione preferisci il lavaggio con acqua tiepida alla carta ruvida, asciugando tamponando.
Se nonostante queste attenzioni la stitichezza non migliora, parlane con il Medico prima di usare lassativi in modo continuativo.
Soffri di emorroidi a Milano? La Dottoressa può aiutarti
la dott.ssa Luisella Troyer, chirurgo vascolare perfezionata in proctologia
I disturbi emorroidari possono migliorare con le giuste abitudini, ma se trascurati tendono spesso a ripresentarsi e a peggiorare: prima si interviene, più semplici e meno invasivi sono i trattamenti.
La Dott.ssa Luisella Troyer visita presso lo Studio Medico Salus Mea, dove esegue la visita proctologica con videoproctoscopia e il trattamento con scleromousse.
Durante l'appuntamento potrai raccontare con calma i tuoi disturbi, senza fretta e senza giudizi.
il videoproctoscopio digitale usato durante la visita
Dopo la visita e l'esame saprai con chiarezza di che grado sono le tue emorroidi, se ci sono altri problemi da considerare e quale percorso di cura è più adatto a te.
Se è indicata la scleroterapia, la Dottoressa ti spiegherà come si svolge, cosa potrai sentire e come comportarti nei giorni successivi.
Riceverai anche consigli pratici su alimentazione e abitudini in bagno, utili per stare meglio e ridurre il rischio che il problema si ripresenti.
Non lasciare che l'imbarazzo ti faccia rimandare: contattala per prenotare una visita.
- van Tol RR, et al. European Society of ColoProctology: guideline for haemorrhoidal disease. Colorectal Dis. 2020. DOILinee guida europee sulla malattia emorroidaria.
- Hawkins AT, et al. The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Management of Hemorrhoids. Dis Colon Rectum. 2024. DOILinee guida americane sul trattamento delle emorroidi.
- Gallo G, et al. Consensus statement of the Italian society of colorectal surgery (SICCR): management and treatment of hemorrhoidal disease. Tech Coloproctol. 2020. DOIConsensus italiano sul trattamento della malattia emorroidaria.
- Moser KH, et al. Efficacy and safety of sclerotherapy with polidocanol foam in comparison with fluid sclerosant in the treatment of first-grade haemorrhoidal disease: a randomised, controlled, single-blind, multicentre trial. Int J Colorectal Dis. 2013. DOIStudio sulla scleroterapia con schiuma di polidocanolo per le emorroidi.
FAQ (domande frequenti)
Le emorroidi che si sono ingrossate e tendono a prolassare, cioè a scivolare verso l'esterno, però non tornano come prima e con il tempo tendono a peggiorare.
Aspettare anni, spesso per imbarazzo, significa arrivare a gradi più avanzati, in cui i trattamenti sono più impegnativi.
Una visita proctologica permette di capire a che punto sei e di scegliere la cura giusta, quando è ancora possibile usare soluzioni semplici.
Non sono però in grado di risolvere il prolasso, cioè il fatto che le emorroidi scivolino verso l'esterno, né di eliminare la causa del problema.
Inoltre alcuni prodotti, se usati a lungo, possono irritare o assottigliare la pelle della zona.
Per questo è meglio usarli su consiglio del Medico e per periodi limitati.
Se i disturbi si ripresentano spesso, invece di continuare a provare prodotti diversi conviene fare una visita, per capire di che grado sono le emorroidi e quale trattamento serve davvero.
Consiste nell'iniettare una schiuma nei cuscinetti emorroidari, che nelle settimane successive si riducono di volume.
Durante l'iniezione puoi avvertire una sensazione di pressione o un lieve fastidio, e nelle ore o nei giorni successivi un senso di peso o un piccolo sanguinamento, di solito transitori.
Nella maggior parte dei casi puoi tornare subito alle tue attività.
A seconda della situazione possono essere necessarie più sedute.
Il Medico ti spiegherà prima cosa aspettarti e come comportarti dopo il trattamento.
Per questo il sangue nelle feci non va mai dato per scontato, nemmeno se hai già avuto le emorroidi in passato.
Fatti visitare, soprattutto se il sanguinamento è nuovo, se cambiano le tue abitudini intestinali, se perdi peso senza motivo o se in famiglia ci sono stati tumori dell'intestino.
Sarà il Medico a valutare se servono altri esami.
Un dolore forte e improvviso, con un nodulo duro, gonfio e violaceo all'ano, può invece indicare una trombosi emorroidaria, cioè la formazione di un coagulo in un'emorroide: va vista rapidamente dal Medico, perché nei primi giorni esistono trattamenti che danno sollievo.
Un dolore acuto e tagliente durante l'evacuazione, che dura anche dopo, fa pensare invece a una ragade anale.
Se il dolore è molto intenso e si accompagna a febbre, rivolgiti subito al Medico o al Pronto Soccorso.
Aumenta le fibre nella dieta, con verdura, frutta, legumi e cereali integrali, e bevi acqua a sufficienza, per avere feci morbide.
In bagno non spingere e non restare seduto a lungo, per esempio leggendo o usando il telefono.
Per l'igiene usa acqua tiepida e un detergente delicato, asciugando tamponando, senza strofinare; evita salviette profumate.
Limita alcol e cibi molto piccanti, che possono peggiorare i sintomi, e mantieniti attivo, perché il movimento aiuta l'intestino.
Se i disturbi non migliorano in pochi giorni, o se c'è sangue, fatti visitare.
Il Medico ti chiede quali disturbi hai, poi osserva la zona anale ed esegue un'esplorazione con un dito guantato e lubrificato.
La visita viene completata dalla videoproctoscopia, che permette di vedere l'interno del canale anale e del retto su uno schermo, in modo rapido e poco fastidioso.
Può essere utile evacuare prima della visita; se il Medico lo ritiene necessario ti indicherà una preparazione specifica.
Al termine saprai di che grado sono le emorroidi e quale trattamento è indicato.
Nel I grado si ingrossano ma restano all'interno del canale anale, e spesso l'unico segno è il sanguinamento.
Nel II grado escono durante l'evacuazione e rientrano da sole.
Nel III grado escono e devono essere spinte dentro con un dito.
Nel IV grado restano sempre all'esterno.
Il grado, insieme ai sintomi, aiuta il Medico a scegliere il trattamento: le buone abitudini e i farmaci nelle forme iniziali, la scleroterapia con scleromousse quando le emorroidi prolassano, la chirurgia nei casi più avanzati o quando gli altri trattamenti non bastano.
Oggi, in molti casi di emorroidi che prolassano, la scleroterapia con scleromousse permette di evitare la chirurgia, perché si esegue in ambulatorio e senza anestesia.
La scelta dipende dal grado, dai sintomi, dalla presenza di altri disturbi della zona anale e dalle tue condizioni generali.
Il Medico ti spiegherà vantaggi e limiti di ogni opzione, così potrete decidere insieme la strada più adatta a te.
Il peso dell'utero, l'aumento del volume di sangue, i cambiamenti ormonali e la stitichezza, molto comune in questo periodo, favoriscono il gonfiore delle emorroidi; anche le spinte del parto possono peggiorarle.
Spesso i disturbi migliorano nelle settimane successive al parto.
Nel frattempo è utile prevenire la stitichezza con fibre e acqua, evitare di spingere e curare l'igiene con acqua tiepida.
Non usare pomate o farmaci senza aver sentito il Medico o il ginecologo, perché non tutti sono adatti in gravidanza e durante l'allattamento.
I trattamenti più impegnativi di solito si rimandano.
Gli sport e i lavori che richiedono sforzi intensi, come il sollevamento pesi, aumentano la pressione nell'addome e nella zona anale.
Anche restare seduti per molte ore o praticare a lungo sport come il ciclismo o l'equitazione può dare fastidio nelle fasi in cui le emorroidi sono infiammate.
Non è necessario smettere di muoversi, anzi: l'attività fisica moderata, come camminare o nuotare, aiuta l'intestino e la circolazione.
Durante gli sforzi cerca di non trattenere il respiro, fai pause frequenti se lavori seduto e, se i sintomi peggiorano, parlane con il Medico.
Il modo migliore per ridurre il rischio è mantenere nel tempo le buone abitudini: alimentazione ricca di fibre, acqua a sufficienza, niente sforzi e poco tempo seduto sul water, movimento regolare.
È utile anche fare i controlli indicati dal Medico dopo il trattamento.
Se i disturbi si ripresentano, non aspettare che peggiorino: una visita tempestiva permette spesso di intervenire di nuovo con trattamenti semplici, come una nuova seduta di scleromousse.
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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
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Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
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Quindi ricorda che...
- le emorroidi sono cuscinetti di piccole arterie e vene presenti nel canale anale di tutti, che nutrono i tessuti e contribuiscono alla continenza: sono quindi un problema di natura vascolare;
- si parla di malattia emorroidaria quando questi cuscinetti si gonfiano di sangue, si ingrossano e tendono a scivolare verso l'esterno, cioè a prolassare, dando disturbi;
- le cause più frequenti sono la stitichezza e gli sforzi per evacuare, il restare a lungo seduti sul water, la diarrea frequente, la gravidanza e il parto, l'età e la familiarità;
- il sintomo più comune è il sangue rosso vivo sulla carta igienica o nel water, spesso con prurito, bruciore, sensazione di gonfiore o di corpo estraneo e secrezioni di muco;
- di solito le emorroidi non fanno molto male: un dolore forte e improvviso con un nodulo duro e violaceo può indicare una trombosi emorroidaria, da far vedere rapidamente al Medico;
- il sangue nelle feci non va mai dato per scontato, anche se si sa di avere le emorroidi, perché può dipendere da altre malattie dell'intestino che è importante escludere con una visita;
- le emorroidi si classificano in quattro gradi in base al prolasso: dal I grado, in cui restano all'interno, al IV grado, in cui restano sempre all'esterno; il grado guida la scelta della cura;
- la diagnosi si fa con la visita proctologica, breve e riservata, completata dalla videoproctoscopia, che mostra su uno schermo l'interno del canale anale e del retto in modo rapido e poco fastidioso;
- la base della cura sono le buone abitudini: più fibre e acqua, non spingere, non restare a lungo sul water e curare l'igiene con acqua tiepida, limitando alcol e cibi piccanti;
- pomate e supposte possono alleviare prurito e bruciore ma non risolvono il prolasso: vanno usate su consiglio del Medico e per periodi limitati, anche in gravidanza;
- quando le emorroidi prolassano, la scleroterapia con scleromousse, iniettata in ambulatorio e senza anestesia, fa ridurre i cuscinetti e in molti casi permette di evitare la chirurgia;
- l'intervento chirurgico, come l'emorroidectomia, si riserva ai casi più avanzati o a quando le altre cure non bastano, scegliendo insieme al Medico la strada più adatta;
- le emorroidi prolassate non guariscono da sole e tendono a peggiorare: rimandare per imbarazzo significa arrivare a gradi più avanzati, con trattamenti più impegnativi;
- anche dopo la cura possono ripresentarsi, perché la predisposizione resta: mantenere le buone abitudini, fare movimento moderato e i controlli indicati permette di intervenire presto con trattamenti semplici

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!









