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La fistola anale

Un piccolo "tunnel" che si forma dopo un ascesso vicino all'ano
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Fistola anale - Angiologo a Milano

Vicino all'ano hai un piccolo foro da cui escono, di tanto in tanto, pus o liquido che sporcano la biancheria, magari dopo aver avuto un ascesso molto doloroso?

Oppure soffri di gonfiori dolenti vicino all'ano che si ripresentano periodicamente, a volte con febbre?

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Capiamo quanto questi disturbi possano essere fastidiosi e imbarazzanti, e quanto sia difficile parlarne.

Potrebbe trattarsi di una fistola anale, un problema frequente che non guarisce da solo, ma che si può risolvere con il trattamento giusto, scelto dopo una diagnosi accurata.

La Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare perfezionata in Proctologia, ti spiega cos'è una fistola anale, perché si forma e quale legame ha con l'ascesso perianale, il gonfiore doloroso che spesso la precede.

In questa pagina troverai anche i sintomi da riconoscere, i segnali che richiedono un intervento rapido, gli esami che servono a capire il percorso della fistola e le possibilità di cura, pensate per eliminare l'infezione proteggendo la continenza.

Conoscere il problema ti aiuterà ad affrontare la visita con più serenità e a non rimandare una cura che, prima viene impostata, più può essere semplice.

Cos'è una fistola anale?

il tragitto della fistola dal canale anale alla pelle

il tragitto della fistola dal canale anale alla pelle

Una fistola anale è un piccolo canale anomalo, una specie di tunnel, che collega l'interno del canale anale con la pelle intorno all'ano.

Ha quindi un'apertura interna, nascosta nel canale, e una esterna, che spesso è l'unica cosa che si vede: a volte appare come un brufolo o un piccolo rilievo arrossato vicino all'ano, che si apre e si richiude.

Nella maggior parte dei casi nasce da un'infezione di una delle piccole ghiandole che si trovano nella parete del canale anale.

L'infezione forma una raccolta di pus, l'ascesso perianale; per svuotarsi, il pus si apre una strada verso l'esterno, e questa strada può rimanere aperta anche dopo che l'ascesso è passato: è la fistola.

Non tutti gli ascessi lasciano una fistola, ma capita abbastanza spesso.

Per questo, dopo un ascesso, è importante fare un controllo anche se il dolore è passato e tutto sembra tornato normale.

Riconoscere subito una fistola permette di curarla prima che diventi più complessa.

Il tunnel attraversa in modo più o meno profondo i muscoli dello sfintere anale, che servono a trattenere gas e feci.

Alcune fistole sono superficiali e passano sotto la pelle o sotto una piccola parte del muscolo; altre sono più profonde, hanno un percorso più lungo o si ramificano.

Il percorso della fistola è l'informazione più importante per il Medico, perché da questo dipende la scelta dell'intervento: l'obiettivo è sempre eliminare il tunnel senza danneggiare la continenza.

Una fistola non è un tumore e non è una malattia contagiosa.

È però un problema che tende a ripresentarsi: finché il canale resta aperto, i batteri possono accumularsi e dare nuove infezioni.

Consigli dell'angiologo

Come gestisco le secrezioni in attesa della visita?

Le secrezioni che sporcano la biancheria sono uno degli aspetti più fastidiosi della fistola, anche dal punto di vista emotivo.

Con qualche accorgimento puoi sentirti più pulito e a tuo agio, mentre aspetti la visita.

  • appoggia sulla zona una garza pulita o un salvaslip, e cambiali spesso;
  • lava la zona con acqua tiepida e un detergente delicato, soprattutto dopo essere andato di corpo, e asciuga tamponando;
  • preferisci biancheria di cotone, comoda e non stretta;
  • evita salviette profumate, talco e prodotti aggressivi che irritano la pelle.

Non cercare di spremere il foro o di chiuderlo con pomate: il pus deve poter uscire, e se il foro si chiude può riformarsi un ascesso.

Anche gli antibiotici presi di tua iniziativa rischiano solo di mascherare il problema.

Annota invece quando le secrezioni aumentano, se compaiono dolore o febbre e come cambiano nel tempo: sono informazioni utili per il Medico durante la visita.

Perché si forma?

un ascesso perianale può lasciare dietro di sé una fistola

un ascesso perianale può lasciare dietro di sé una fistola

Nella grande maggioranza dei casi la causa è l'infezione di una ghiandola anale, senza un motivo particolare: non dipende da qualcosa che hai sbagliato.

Queste ghiandole producono un muco che lubrifica il canale anale e, se il loro sbocco si chiude, possono infettarsi.

Più raramente la fistola è legata ad altre condizioni, che il Medico valuterà:

  • la malattia di Crohn e altre malattie infiammatorie dell'intestino;
  • infezioni come la diverticolite o la tubercolosi;
  • traumi o interventi nella zona;
  • radioterapia.

Anche stitichezza e diarrea croniche e una scarsa igiene possono favorire le infezioni delle ghiandole anali.

Le feci dure possono irritare la mucosa, mentre le scariche frequenti la infiammano e la espongono di più ai batteri.

alcune fistole sono legate a malattie dell'intestino

alcune fistole sono legate a malattie dell'intestino

Se hai fistole che si ripresentano, più fistole contemporaneamente, oppure disturbi intestinali come diarrea persistente, dolori addominali o perdita di peso, parlane con il Medico: potrebbe essere utile approfondire con esami dell'intestino, per escludere una malattia infiammatoria.

Conoscere la causa è importante perché, nelle fistole legate a malattie intestinali, la cura chirurgica va coordinata con quella della malattia di base, spesso insieme al gastroenterologo.

In questi casi i tempi e il tipo di intervento possono essere diversi, e a volte si preferisce un approccio più graduale.

Non sempre, comunque, un ascesso o una fistola si possono prevenire.

Mantenere l'intestino regolare, con fibre e acqua a sufficienza, e curare l'igiene con acqua tiepida e detergenti delicati aiuta però a proteggere la zona.

Anche trattare presto un ascesso, senza aspettare, riduce il rischio che l'infezione si estenda.

Quali sono i sintomi?

dolore e fastidio all'ano vanno e vengono a ondate

dolore e fastidio all'ano vanno e vengono a ondate

I sintomi di una fistola possono andare e venire: ci sono periodi in cui il foro sembra chiudersi e altri in cui si riapre.

I più frequenti sono:

  • la presenza di un piccolo foro vicino all'ano da cui escono pus, liquido o sangue;
  • biancheria sporca di secrezioni, a volte con cattivo odore;
  • prurito e irritazione della pelle intorno;
  • dolore e gonfiore, che aumentano quando il foro si chiude e il pus si accumula di nuovo;
  • a volte febbre e malessere.

Spesso il dolore all'ano diminuisce quando il pus riesce a uscire, e ricompare quando l'apertura si chiude.

Questo andamento "a ondate" è tipico e può far credere che il problema sia risolto, mentre il tunnel è ancora presente.

Quando si forma l'ascesso, il dolore può essere molto forte, pulsante, e peggiorare stando seduti, camminando o andando di corpo.

La zona appare gonfia, arrossata e calda al tatto, e spesso compaiono febbre e un senso generale di malessere.

È una situazione che richiede una valutazione medica in tempi brevi.

Alcuni di questi disturbi possono ricordare quelli di altri problemi della zona, come le emorroidi o la ragade anale.

Per questo è importante non fare diagnosi da soli e non usare pomate a caso: potrebbero attenuare il fastidio per qualche giorno, ritardando però la diagnosi corretta.

Se noti secrezioni che si ripetono, o un piccolo nodulo che si gonfia e si svuota periodicamente, fatti visitare anche se al momento il fastidio è lieve: la fistola non guarisce da sola e, con il tempo, può diventare più ramificata e più difficile da trattare.

Consigli dell'angiologo

Quando devo andare subito al Pronto Soccorso?

Un ascesso perianale non è un disturbo da sopportare aspettando che passi: di solito serve un piccolo intervento per drenare il pus, e gli antibiotici da soli spesso non bastano.

Prima si interviene, prima arriva il sollievo.

Rivolgiti subito al Pronto Soccorso, o chiama il 112, se:

  • il dolore vicino all'ano è intenso, pulsante, e ti impedisce di sederti o di dormire;
  • hai febbre alta, brividi o ti senti molto male;
  • il gonfiore rosso e caldo si allarga rapidamente;
  • fai fatica a urinare o ad andare di corpo per il dolore.

Fai particolare attenzione se hai il diabete, se assumi farmaci che abbassano le difese immunitarie o se hai una malattia infiammatoria intestinale: in queste situazioni le infezioni possono peggiorare più in fretta, quindi è meglio non aspettare.

Dopo il drenaggio, anche se ti senti bene, programma una visita proctologica di controllo: serve a capire se si è formata una fistola e a curarla quando è ancora semplice.

Come si fa la diagnosi?

la visita proctologica si esegue sdraiati sul fianco

la visita proctologica si esegue sdraiati sul fianco

La diagnosi si fa con la visita proctologica, in cui il Medico individua il foro esterno e cerca di capire il percorso della fistola all'interno.

Ti chiederà anche da quanto tempo hai i disturbi, se hai avuto ascessi e se ci sono problemi intestinali o altre malattie.

Può esserti utile annotare prima quando sono comparsi i sintomi e come sono cambiati nel tempo.

La visita è breve e si svolge nel rispetto della tua riservatezza.

Il Medico osserva la zona, la palpa delicatamente per sentire il tragitto del tunnel sotto la pelle ed esegue un'esplorazione con un dito guantato e lubrificato.

La videoproctoscopia permette di esaminare l'interno del canale anale su uno schermo, in modo rapido e poco fastidioso, alla ricerca dell'apertura interna e di altri eventuali problemi, come emorroidi o ragadi, che potrebbero richiedere cure specifiche.

la videoproctoscopia cerca l'apertura interna della fistola

la videoproctoscopia cerca l'apertura interna della fistola

Per conoscere con precisione il percorso della fistola e il suo rapporto con i muscoli dello sfintere, che garantiscono la continenza, possono essere utili l'ecografia endoanale o la risonanza magnetica.

Sono esami indicati soprattutto nelle fistole profonde, complesse o che si ripresentano.

Se durante una fase acuta la zona è troppo dolorante, il Medico può decidere di completare la valutazione in un secondo momento, dopo aver trattato l'ascesso.

Non preoccuparti se servono più appuntamenti: è normale, e serve a studiare la fistola nel modo migliore.

Una mappa precisa della fistola è fondamentale: permette di scegliere la tecnica chirurgica più adatta, riducendo sia il rischio che il problema si ripresenti, sia il rischio di danneggiare lo sfintere.

Il Medico ti spiegherà con chiarezza cosa è emerso dagli esami e quali sono le possibili strade.

Come si cura?

la cura della fistola anale è chirurgica e personalizzata

la cura della fistola anale è chirurgica e personalizzata

La fistola anale non guarisce da sola, e i farmaci possono solo alleviare temporaneamente i sintomi.

Gli antibiotici, per esempio, possono ridurre l'infezione, ma non chiudono il tunnel.

La cura è chirurgica, e viene programmata con calma dopo aver studiato bene la fistola.

La tecnica viene scelta in base al percorso della fistola e a quanto coinvolge lo sfintere:

  • nelle fistole superficiali, il tunnel può essere aperto e lasciato guarire dal fondo verso la superficie (fistulotomia);
  • nelle fistole più profonde si utilizzano tecniche che proteggono lo sfintere, spesso in più tempi, per esempio con il posizionamento temporaneo di un sottile filo di drenaggio (setone).

Il setone è un filo morbido che passa attraverso il tunnel e viene annodato all'esterno: mantiene aperta una via di uscita per le secrezioni, evita la formazione di nuovi ascessi e prepara la zona al trattamento definitivo.

dopo l'intervento l'igiene va fatta con detergenti delicati

dopo l'intervento l'igiene va fatta con detergenti delicati

L'obiettivo è eliminare l'infezione e allo stesso tempo preservare la continenza.

Dopo l'intervento sono importanti le medicazioni, l'igiene e i controlli, che permettono di seguire la guarigione e di riconoscere presto eventuali problemi.

Nei giorni successivi è normale avvertire un po' di fastidio e qualche secrezione.

Il Medico ti spiegherà come lavare la zona, come gestire il dolore e quando riprendere le attività, che dipendono dal tipo di intervento.

In genere il setone si tollera bene e consente le normali attività, mentre la ferita guarisce gradualmente nel giro di alcune settimane.

Anche dopo una cura ben eseguita la fistola può talvolta ripresentarsi, soprattutto se è complessa: per questo i controlli nel tempo sono parte integrante del percorso.

Consigli dell'angiologo

Come mi preparo all'intervento e ai giorni successivi?

Organizzarti prima ti aiuta ad affrontare l'intervento con più serenità e a vivere meglio la convalescenza.

Ecco alcune cose pratiche da fare nei giorni precedenti.

  • porta al Medico l'elenco dei farmaci che assumi, soprattutto anticoagulanti, antiaggreganti o farmaci per il diabete, e segnala eventuali allergie;
  • chiedi quanti giorni di riposo prevedere e organizza per tempo lavoro e impegni familiari;
  • fatti accompagnare a casa da qualcuno, se ti viene indicato;
  • tieni a disposizione garze, un detergente delicato e biancheria di cotone comoda.

Nei giorni dopo l'intervento è importante evitare la stitichezza, perché feci dure possono dare dolore e irritare la ferita: bevi a sufficienza, mangia fibre e chiedi al Medico se ti serve un ammorbidente delle feci.

Contatta subito chi ti ha operato se compaiono febbre, un sanguinamento abbondante, un dolore che aumenta invece di diminuire o difficoltà a urinare.

Hai una fistola anale? La Dottoressa può aiutarti a Milano

la dott.ssa Luisella Troyer, chirurgo vascolare perfezionata in proctologia

la dott.ssa Luisella Troyer, chirurgo vascolare perfezionata in proctologia

Se hai avuto un ascesso vicino all'ano, oppure noti secrezioni che si ripresentano, non aspettare e non lasciare che l'imbarazzo ti fermi: una visita permette di capire se si è formata una fistola e di impostare il percorso di cura.

La Dott.ssa Luisella Troyer visita presso lo Studio Medico Salus Mea, con visita proctologica e videoproctoscopia.

Potrai raccontare i tuoi disturbi con calma, senza fretta e senza giudizi, e ricevere risposte chiare alle tue domande.

il colloquio con la dottoressa nello studio Salus Mea

il colloquio con la dottoressa nello studio Salus Mea

Dopo la visita saprai se si tratta davvero di una fistola, quali eventuali esami servono per conoscerne il percorso e quale tipo di trattamento è indicato nel tuo caso.

La Dottoressa ti spiegherà anche come gestire i sintomi nell'attesa e cosa fare se dovesse ricomparire un ascesso.

Se sarà necessario un intervento, ne discuterete insieme vantaggi, tempi di recupero e controlli successivi, così da affrontarlo con maggiore tranquillità.

Contattala per prenotare una visita.

Fonti scientifiche
  1. American Society of Colon and Rectal Surgeons. The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Management of Anorectal Abscess, Fistula-in-Ano, and Rectovaginal Fistula. Dis Colon Rectum. 2022. PubMedLinee guida americane su ascesso perianale e fistola anale.
  2. Reza L, et al. European Society of Coloproctology: Guidelines for diagnosis and treatment of cryptoglandular anal fistula. Colorectal Dis. 2024. PubMedLinee guida europee sulla fistola anale.
  3. American Society of Colon and Rectal Surgeons. Clinical Practice Guideline for the Management of Anorectal Abscess, Fistula-in-Ano, and Rectovaginal Fistula. Dis Colon Rectum. 2016. PubMedPrecedente edizione delle linee guida ASCRS su ascesso e fistola.

FAQ (domande frequenti)

+ La fistola anale può guarire con gli antibiotici?
No. Gli antibiotici possono essere utili in alcune fasi, per esempio quando c'è un'infezione estesa o febbre, e a volte fanno diminuire temporaneamente le secrezioni e il dolore.
Non sono però in grado di chiudere il tunnel che si è formato tra il canale anale e la pelle: finché questo canale resta aperto, l'infezione tende a ripresentarsi.
Per questo la fistola anale si risolve solo con un trattamento chirurgico, scelto in base al suo percorso.
Assumere antibiotici a ripetizione senza una diagnosi precisa rischia solo di rimandare la cura e di favorire nuovi ascessi.
Fatti valutare con una visita proctologica.
+ L'intervento può causare incontinenza?
Il rischio esiste, ma riguarda soprattutto le fistole profonde, che attraversano una parte importante dei muscoli dello sfintere, quelli che garantiscono la continenza.
Per questo, prima dell'intervento, è fondamentale conoscere con precisione il percorso della fistola, anche con esami come l'ecografia endoanale o la risonanza magnetica.
Nelle fistole superficiali la cura è in genere semplice; in quelle più complesse si scelgono tecniche che proteggono lo sfintere, spesso in più tempi, per esempio con il setone.
L'obiettivo è sempre doppio: eliminare l'infezione e preservare la continenza.
Parla apertamente con il Chirurgo dei rischi nel tuo caso specifico.
+ La fistola può tornare dopo l'intervento?
Può succedere, soprattutto nelle fistole più complesse, con percorsi ramificati o profondi, oppure quando alla base c'è una malattia infiammatoria come il morbo di Crohn.
A volte la recidiva dipende anche dalla necessità di scegliere tecniche più delicate per proteggere lo sfintere.
Per ridurre il rischio sono importanti le medicazioni nel periodo dopo l'intervento, un'igiene accurata della zona e i controlli programmati dal Chirurgo, che permettono di verificare che la guarigione proceda bene.
Se dopo l'intervento ricompaiono secrezioni, gonfiore o dolore, non aspettare: contatta chi ti ha operato per una nuova valutazione.
+ Ascesso e fistola sono la stessa cosa?
No, ma sono strettamente collegati.
L'ascesso perianale è una raccolta di pus che si forma vicino all'ano, di solito per l'infezione di una piccola ghiandola del canale anale: si presenta come un gonfiore molto doloroso, rosso e caldo, spesso con febbre.
La fistola è invece il canale che può rimanere dopo che l'ascesso si è svuotato, da solo o con un drenaggio chirurgico: il pus si è aperto una strada verso la pelle e questa strada non si è richiusa.
In pratica l'ascesso è la fase acuta, la fistola la fase cronica dello stesso processo.
Non tutti gli ascessi, però, lasciano una fistola.
+ Cosa devo fare se ho un ascesso vicino all'ano?
Un ascesso perianale, cioè un gonfiore molto doloroso, rosso e caldo vicino all'ano, spesso con febbre e dolore che peggiora stando seduti, va trattato rapidamente.
Di solito serve un piccolo intervento per drenare il pus, che dà un sollievo immediato; gli antibiotici da soli spesso non bastano.
Non cercare di spremerlo o di inciderlo da solo, e non aspettare che si apra spontaneamente.
Se il dolore è intenso o hai febbre alta, rivolgiti subito al Medico o al Pronto Soccorso.
Dopo il drenaggio è importante fare una visita di controllo, per verificare se si è formata una fistola.
+ Quali sintomi fanno pensare a una fistola anale?
Il segno più tipico è un piccolo foro sulla pelle vicino all'ano, da cui escono di tanto in tanto pus, liquido chiaro o un po' di sangue, che sporcano la biancheria.
Possono essere presenti anche prurito e irritazione della pelle intorno.
Spesso i disturbi hanno un andamento a fasi: quando il foro si chiude, il pus si accumula di nuovo e compaiono dolore e gonfiore, a volte con febbre e malessere, che migliorano quando il foro si riapre e il pus fuoriesce.
Molte persone riferiscono di aver avuto in passato un ascesso nella stessa zona.
Se ti riconosci in questi sintomi, fatti visitare.
+ Come si capisce il percorso della fistola?
La diagnosi inizia con la visita proctologica, in cui il Medico individua il foro esterno e, con un'esplorazione delicata, cerca di capire dove si trova l'apertura interna e come decorre il tunnel.
La videoproctoscopia permette di esaminare l'interno del canale anale.
Quando la fistola è più complessa, per conoscere con precisione il suo percorso e il rapporto con i muscoli dello sfintere si possono usare l'ecografia endoanale o la risonanza magnetica della pelvi.
Queste informazioni sono fondamentali per scegliere la tecnica chirurgica più adatta e per proteggere la continenza.
A volte il percorso completo si chiarisce solo in sala operatoria.
+ Cos'è il setone?
Il setone è un sottile filo di materiale morbido che viene fatto passare all'interno del tunnel della fistola e annodato all'esterno, formando un anello.
Si usa soprattutto nelle fistole più profonde, che attraversano una parte importante dello sfintere.
Il setone serve a mantenere il canale aperto e a far drenare il pus, evitando la formazione di nuovi ascessi, e a preparare la fistola a un trattamento successivo, quando l'infezione si è calmata.
Di solito resta in sede per alcune settimane o mesi, a seconda dei casi.
In genere si tollera bene e permette di svolgere le normali attività quotidiane, curando con attenzione l'igiene.
+ Com'è il recupero dopo l'intervento?
Il recupero dipende dal tipo di fistola e dalla tecnica usata.
Spesso la ferita viene lasciata aperta e guarisce gradualmente dall'interno verso l'esterno, nel giro di alcune settimane.
In questo periodo sono importanti le medicazioni, l'igiene con acqua tiepida, soprattutto dopo l'evacuazione, e le visite di controllo.
È normale avere un po' di fastidio e qualche secrezione nei primi tempi; il dolore si controlla di solito con gli antidolorifici indicati dal Chirurgo.
Per molte persone il ritorno alle attività leggere è abbastanza rapido, ma i tempi precisi per lavoro e sport vanno concordati con chi ti ha operato.
+ La fistola anale è legata alla malattia di Crohn?
Nella grande maggioranza dei casi la fistola nasce semplicemente dall'infezione di una ghiandola anale, senza un motivo particolare.
In una parte delle persone, però, può essere legata a una malattia infiammatoria cronica dell'intestino, in particolare alla malattia di Crohn, che a volte si manifesta proprio con fistole o ascessi ricorrenti.
Il Medico ci pensa soprattutto se hai anche diarrea persistente, dolori addominali, perdita di peso o fistole multiple e complesse.
In questi casi possono servire esami dell'intestino e una gestione condivisa con il gastroenterologo, perché la cura della fistola deve tener conto della malattia di base.
+ Posso aspettare a operarmi se i sintomi sono lievi?
La fistola anale non guarisce da sola e, se lasciata a sé, tende a dare nuovi episodi di infezione e di ascesso.
Con il tempo il tunnel può anche ramificarsi o coinvolgere di più lo sfintere, rendendo l'intervento più complesso.
Per questo non conviene rimandare troppo, anche se i disturbi sono sopportabili.
I tempi dell'intervento vanno però decisi con il Medico, perché in alcune situazioni, per esempio quando c'è un'infezione in atto, può essere utile prima drenare o posizionare un setone e poi completare la cura.
Una visita proctologica permette di capire qual è il momento giusto nel tuo caso.
+ Come posso prevenire ascessi e fistole?
Non sempre è possibile prevenirli, perché spesso nascono da un'infezione di una ghiandola anale senza una causa precisa.
Alcune abitudini però aiutano a proteggere la zona.
Cerca di avere un intestino regolare, evitando sia la stitichezza sia la diarrea cronica, con un'alimentazione ricca di fibre e acqua a sufficienza.
Cura l'igiene con acqua tiepida e detergenti delicati, asciugando bene senza strofinare.
Non trascurare disturbi come arrossamenti, gonfiori o secrezioni vicino all'ano: farli valutare presto permette di intervenire prima che si formi un ascesso.
Se hai una malattia infiammatoria intestinale, segui con regolarità le terapie e i controlli.

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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.

nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:

Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.

lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).

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Quindi ricorda che...
  • una fistola anale è un piccolo canale anomalo, una specie di tunnel, che collega l'interno del canale anale con la pelle intorno all'ano;
  • nella maggior parte dei casi nasce dall'infezione di una piccola ghiandola anale, che forma un ascesso perianale: il pus si apre una strada verso l'esterno e questa strada può restare aperta;
  • l'ascesso è la fase acuta, la fistola la fase cronica dello stesso processo; non tutti gli ascessi però lasciano una fistola;
  • più raramente la fistola è legata alla malattia di Crohn o ad altre malattie infiammatorie dell'intestino, a infezioni come la diverticolite, a traumi, interventi o radioterapia;
  • il segno tipico è un piccolo foro vicino all'ano da cui escono pus, liquido o sangue che sporcano la biancheria, spesso con prurito e irritazione della pelle;
  • i disturbi vanno spesso a fasi: quando il foro si chiude il pus si riaccumula e compaiono dolore, gonfiore e a volte febbre, che migliorano quando il foro si riapre;
  • un ascesso perianale, cioè un gonfiore molto doloroso, rosso e caldo, spesso con febbre, va trattato rapidamente, di solito con un piccolo intervento di drenaggio; non va spremuto né inciso da soli;
  • se il dolore è intenso o c'è febbre alta bisogna rivolgersi subito al Medico o al Pronto Soccorso; dopo il drenaggio serve una visita di controllo per verificare se si è formata una fistola;
  • la diagnosi si fa con la visita proctologica e la videoproctoscopia; per conoscere il percorso della fistola e il rapporto con lo sfintere possono servire ecografia endoanale o risonanza magnetica;
  • la fistola non guarisce da sola e gli antibiotici possono solo alleviare temporaneamente i sintomi: la cura è chirurgica;
  • nelle fistole superficiali il tunnel può essere aperto e lasciato guarire con la fistulotomia; in quelle profonde si usano tecniche che proteggono lo sfintere, spesso in più tempi, anche con il setone;
  • il setone è un sottile filo che mantiene aperto il tunnel e fa drenare il pus, preparando la fistola a un trattamento successivo; in genere si tollera bene e consente le normali attività;
  • l'obiettivo dell'intervento è eliminare l'infezione e preservare la continenza; dopo l'operazione sono importanti medicazioni, igiene con acqua tiepida e controlli, e la ferita guarisce gradualmente in alcune settimane;
  • rimandare troppo espone a nuovi ascessi e a fistole più complesse; un intestino regolare, fibre, acqua e una buona igiene aiutano a proteggere la zona
Angiologo Chirurgo Vascolare a Milano Dott.ssa Luisella Troyer

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

mercoledì 30 settembre, 2026

La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.

Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.

Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.

Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.

Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.

Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.

È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.

Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.

Scopri di più sulla Dottoressa

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Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia

Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.

Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.

Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.

Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).

Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.

La storia di Teresa

La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.

Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.

Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.

Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!

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La storia di Sara

Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.

Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.

Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.

Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!

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La storia di Marilù

La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.

La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.

Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.

Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!

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Senti cosa dicono della Dottoressa i suoi pazienti su mioDottore.it:
Recensione di M.B.B., paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
Recensioni per Angiologo a Milano
‟Sono stata molto soddisfatta del trattamento ricevuto da tutti i punti di vista, sul piano umano, professionale, sul rispetto dei tempi e sulle informazioni ricevute.”
M.B.B.
Recensione di A.C., paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
Recensioni per Angiologo a Milano
‟Dottoressa e team molto disponibili, con spiegazioni dettagliate e pronti a rispondere ad ogni domanda! Grazie!”
A.C.
Recensione di R.V., paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
Recensioni per Angiologo a Milano
‟Estremamente competente e professionale. Mi ha dato le risposte di cui avevo bisogno.”
R.V.
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