
Alla fine della giornata hai le caviglie gonfie, i polpacci stanchi e dolenti, e ti accorgi che le scarpe si consumano sempre in modo storto, più da un lato che dall'altro?
Forse non ci hai mai pensato, ma il modo in cui appoggi il piede e la tua postura possono influire anche sul benessere delle gambe e sulla loro circolazione.
Il piede piatto e alcuni difetti posturali, infatti, possono ridurre l'efficacia di un meccanismo prezioso per il ritorno del sangue verso il cuore: la pompa del piede e del polpaccio, che lavora a ogni passo senza che tu te ne accorga.
Questo non significa che il piede piatto sia sempre un problema: moltissime persone lo hanno senza alcun disturbo.
Diventa importante quando si accompagna a dolore, gonfiore o stanchezza delle gambe, soprattutto in chi ha già delle vene deboli.
In questa pagina scoprirai cos'è il piede piatto, perché piedi e circolazione sono collegati, quali sintomi meritano attenzione e cosa puoi fare concretamente, dalle scarpe agli esercizi.
Te lo spiega la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, che ti aiuta anche a capire quando il gonfiore dipende da altro e ti indica, caso per caso, a quale specialista rivolgerti per l'appoggio del piede.
Cos'è il piede piatto?
l'arco plantare ammortizza il peso del corpo e dà stabilità al passo
Nella pianta del piede c'è una zona che normalmente non tocca terra: l'arco plantare.
Funziona come una molla elastica, che ammortizza il peso del corpo, assorbe gli urti del passo e della corsa e dà stabilità, adattandosi anche ai terreni irregolari.
Si parla di piede piatto quando l'arco è molto basso o assente, e quasi tutta la pianta appoggia a terra.
Spesso il piede tende anche a ruotare verso l'interno durante l'appoggio, e la caviglia sembra "cadere" verso dentro.
Nei bambini piccoli il piede è fisiologicamente piatto: l'arco si forma durante la crescita, di solito entro i 7-8 anni, a volte anche più tardi.
piede piatto: l'arco plantare è basso e appoggia a terra
Per questo, nei più piccoli, un piede che appare piatto non deve preoccupare, a meno che il bambino non lamenti dolore o si stanchi molto presto quando corre e gioca.
Negli adulti il piede piatto può essere congenito, cioè presente fin dalla nascita e spesso comune in famiglia, oppure acquisito nel tempo, per esempio a causa di:
- sovrappeso;
- gravidanza, per l'aumento di peso e le modifiche dei legamenti;
- invecchiamento e artrosi;
- lavori che obbligano a stare molte ore in piedi;
- traumi, diabete e alcune malattie dei tendini o dei nervi.
Un semplice indizio che puoi osservare da solo è l'impronta del piede bagnato sul pavimento: se si vede quasi tutta la pianta, senza la tipica "rientranza" sul lato interno, l'arco è probabilmente basso.
È solo un'osservazione orientativa, non una diagnosi.
Molte persone con il piede piatto non hanno alcun disturbo e possono condurre una vita del tutto normale, anche sportiva: il piede piatto diventa un problema da affrontare solo quando causa dolore o altri sintomi.
Mio figlio ha i piedi piatti: devo preoccuparmi?
Nella grande maggioranza dei casi no.
Nei bambini piccoli il piede piatto è una fase normale della crescita e l'arco si forma da solo, con i suoi tempi.
Non servono scarpe "correttive" né plantari per prevenirlo: il piede cresce meglio con scarpe comode, della misura giusta, e con tanto movimento libero.
Un piccolo test da fare a casa: chiedi al bambino di alzarsi sulle punte.
Se l'arco ricompare, il piede è flessibile, ed è la situazione più comune e tranquilla.
Vale invece la pena parlarne con il pediatra, che potrà indirizzarvi all'ortopedico pediatrico, se noti che:
- il bambino lamenta spesso dolore ai piedi o alle gambe;
- si stanca molto prima dei coetanei quando corre o gioca;
- il piede resta rigido e piatto anche sulle punte;
- il problema riguarda un solo piede o zoppica;
- l'arco non compare nemmeno crescendo.
Ricorda che giocare all'aperto, correre, saltare e camminare su superfici diverse sono l'allenamento migliore per i muscoli del piede.
Cosa c'entrano i piedi con la circolazione?
a ogni passo la pianta del piede spinge il sangue verso l'alto
Per tornare al cuore, il sangue delle gambe deve risalire vincendo la forza di gravità.
Le vene hanno delle piccole valvole che impediscono al sangue di tornare indietro, ma da sole non bastano: serve una spinta.
A fornirla ci pensano due "pompe" naturali:
- la pompa plantare: a ogni appoggio, le vene della pianta del piede vengono schiacciate e il sangue viene spinto verso l'alto;
- la pompa del polpaccio: i muscoli del polpaccio, contraendosi mentre camminiamo, spremono le vene profonde come farebbe una mano che stringe una spugna.
Queste due pompe lavorano insieme e al meglio durante una camminata sciolta, in cui il piede si appoggia prima sul tallone, poi rotola sulla pianta e infine spinge sulle dita.
Se l'appoggio del piede non è corretto, oppure la postura costringe a camminare in modo rigido o con passi corti, queste pompe lavorano meno bene: il sangue tende a ristagnare nella parte bassa delle gambe e compaiono gonfiore e pesantezza.
le vene della gamba riportano il sangue verso il cuore
È importante essere chiari: il piede piatto non è una causa diretta delle vene varicose, che dipendono soprattutto da predisposizione familiare, età, gravidanze e molte ore in piedi.
Può però peggiorare i disturbi di chi ha già vene deboli o un'insufficienza venosa.
Lo stesso vale per chi resta a lungo fermo, seduto o in piedi, per lavoro: senza movimento le pompe restano quasi inattive.
Ecco perché piccoli gesti, come alzarsi sulle punte o fare due passi ogni ora, possono dare sollievo alle gambe.
Anche il peso corporeo e l'abbigliamento contano: pantaloni o calze troppo stretti in vita e sotto il ginocchio ostacolano il ritorno del sangue, mentre un peso adeguato riduce il carico sia sull'arco plantare sia sulle vene delle gambe.
Sono aspetti semplici, ma nel tempo fanno la differenza.
Quali sono i sintomi?
dolore alla pianta del piede dopo molte ore in piedi
Quando il piede piatto o un difetto posturale danno disturbi, di solito lo fanno in modo graduale, peggiorando con la stanchezza e con le ore trascorse in piedi.
I segnali più comuni sono:
- dolore alla pianta del piede o all'interno della caviglia, soprattutto dopo lunghe camminate;
- gonfiore delle caviglie a fine giornata;
- polpacci stanchi, dolenti, a volte con crampi;
- sensazione di gambe pesanti;
- dolore a ginocchia, anche o schiena, perché un appoggio scorretto si ripercuote su tutta la postura;
- scarpe che si consumano in modo irregolare, di solito sul lato interno.
Molte persone notano anche di non riuscire a camminare a lungo senza fermarsi, o di sentire il bisogno di togliersi le scarpe appena rientrano a casa.
È utile fare attenzione a quando compaiono i disturbi: un gonfiore che si presenta la sera e si riduce durante la notte, con le gambe distese, è diverso da un gonfiore che resta anche al mattino.
piedi e dita gonfi a fine giornata
Annotare questi dettagli aiuta molto il Medico durante la visita.
Conta anche se il gonfiore riguarda una sola gamba o entrambe: quando è simmetrico e legato alla stanchezza è più spesso collegato a postura e vene, mentre un gonfiore di un solo lato merita sempre un controllo più attento.
Lo stesso vale per un dolore che compare anche a riposo o di notte, che va raccontato al Medico perché può avere cause diverse dall'appoggio del piede.
Alcuni segnali, però, non hanno nulla a che fare con la postura.
Se una gamba si gonfia all'improvviso ed è dolente, oppure compaiono affanno o dolore al petto, chiama il 112 o vai in Pronto Soccorso: potrebbe trattarsi di una trombosi.
Ho le gambe gonfie e i piedi stanchi: cosa posso fare già stasera?
Se il gonfiore è quello tipico di fine giornata, simmetrico e senza dolore improvviso, ci sono alcuni gesti semplici che danno sollievo in pochi minuti e che puoi trasformare in un'abitudine:
- togli subito le scarpe strette e le calze con elastici che segnano la pelle;
- sdraiati con le gambe sollevate su un cuscino, un po' più in alto del cuore, per una ventina di minuti;
- da sdraiato, muovi le caviglie avanti e indietro come se pedalassi: riattivi la pompa del polpaccio;
- fai scorrere sulle gambe un getto d'acqua fresca, dal piede verso l'alto;
- fai rotolare sotto la pianta una pallina, con una pressione leggera.
Evita invece le fonti di calore, come bagni molto caldi o piedi vicino al termosifone, che dilatano le vene e aumentano il gonfiore.
Se il gonfiore non si riduce nemmeno dopo la notte, ti lascia sulla pelle un segno profondo quando premi con il dito o compare da poco senza motivo, è il momento di una visita: i rimedi di casa aiutano, ma non sostituiscono una diagnosi.
Come si fa la diagnosi?
valutazione dell'appoggio di talloni e caviglie su pedana
Il piede piatto si valuta osservando il piede in piedi, da seduti e durante la camminata.
Il Medico o lo specialista guarda la forma dell'arco, la posizione del tallone e della caviglia, e verifica se l'arco ricompare quando ti alzi sulle punte, un segno che il piede è ancora flessibile.
Quando serve un approfondimento, si può eseguire un esame dell'appoggio plantare, per esempio con una pedana che mostra come si distribuisce il peso sulla pianta, affidandosi a un podologo o a un ortopedico.
In alcuni casi l'ortopedico può richiedere anche una radiografia del piede sotto carico.
Se invece ci sono gonfiore, pesantezza o vene in evidenza, è utile guardare anche alla circolazione.
Una visita angiologica con EcoColorDoppler permette di capire se esiste anche un problema delle vene, come un'insufficienza venosa, o del sistema linfatico.
l'esame dell'appoggio plantare mostra come si distribuisce il peso
L'EcoColorDoppler è un esame indolore, senza radiazioni e senza preparazione: con una sonda appoggiata sulla pelle il Medico osserva le vene, il funzionamento delle valvole e la direzione del flusso del sangue.
Mettere insieme queste informazioni è fondamentale: solo così si capisce quanto dei tuoi disturbi dipende dal piede e dalla postura e quanto dalle vene o dai linfatici.
Le due cose, del resto, possono convivere e sommarsi, e in quel caso vanno affrontate entrambe per ottenere un vero sollievo.
A volte, per esempio, un plantare ben fatto riduce il dolore ai piedi, ma il gonfiore serale resta finché non si curano anche le vene.
Nella maggior parte dei casi non servono altri esami complessi: una visita accurata e un EcoColorDoppler sono sufficienti per orientarsi.
Alla visita porta eventuali esami precedenti, l'elenco dei farmaci che assumi e annota da quanto tempo hai i disturbi e in quali momenti della giornata peggiorano.
Cosa si può fare?
camminare e muoversi ogni giorno aiuta piedi e circolazione
Le soluzioni dipendono dalla causa e dai disturbi.
Nella maggior parte dei casi bastano misure semplici, da seguire con costanza:
- plantari su misura, prescritti dallo specialista, che sostengono l'arco e correggono l'appoggio;
- scarpe comode e stabili, con un tacco basso ma non completamente piatto e una buona tenuta del tallone;
- esercizi per rinforzare i muscoli del piede e del polpaccio;
- camminare ogni giorno, per tenere attive le pompe plantare e del polpaccio;
- controllare il peso, che grava direttamente sull'arco plantare;
- nelle persone con vene deboli, calze elastiche prescritte dal Medico.
Qualche esercizio semplice da fare a casa: alzarti lentamente sulle punte e tornare giù, ripetendo più volte; afferrare con le dita dei piedi un asciugamano steso a terra; disegnare dei cerchi con le caviglie mentre sei seduto.
Se hai dolore, chiedi prima consiglio allo specialista.
una gamba senza e una con calza elastica
Durante le giornate di lavoro fermo prova a fare delle pause attive, anche brevi, e la sera concediti qualche minuto con le gambe leggermente sollevate.
I tacchi alti vanno bene nelle occasioni, non come calzatura di tutti i giorni.
I plantari "da banco" non sono sempre adatti: un plantare sbagliato può peggiorare i disturbi, per questo è meglio che sia prescritto dopo una valutazione.
Nei rari casi più seri, quando il dolore non migliora, l'ortopedico può valutare altre soluzioni.
Se la visita evidenzia vene varicose o insufficienza venosa, queste andranno curate in modo specifico, perché correggere l'appoggio da solo non basta a risolvere un problema delle vene.
Allo stesso modo, curare le vene non corregge un appoggio scorretto: spesso il risultato migliore si ottiene lavorando su entrambi i fronti, con pazienza e costanza.
Con il piede piatto posso continuare a correre e fare sport?
Nella maggior parte dei casi sì, e anzi il movimento è uno dei tuoi migliori alleati: rinforza i muscoli del piede e tiene attive le pompe che aiutano il ritorno del sangue.
L'importante è farlo nel modo giusto.
Qualche consiglio pratico:
- scegli scarpe sportive stabili e adatte alla tua attività, e sostituiscile quando la suola è consumata;
- se hai un plantare prescritto, usalo anche nelle scarpe da sport, chiedendo allo specialista se serve un modello dedicato;
- aumenta distanze e intensità in modo graduale;
- alterna la corsa con attività a basso impatto, come nuoto, bicicletta o camminata veloce, ottime anche per la circolazione delle gambe.
Un leggero indolenzimento dopo un allenamento più impegnativo è normale.
Se invece il dolore alla pianta o all'interno della caviglia compare a ogni uscita, dura fino al giorno dopo o ti costringe a zoppicare, fermati e fatti valutare: spesso basta correggere scarpe o appoggio per tornare ad allenarti senza fastidi.
Gambe gonfie e stanche? La Dottoressa può aiutarti a Milano
la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare
Se soffri di gambe gonfie, pesanti o dolenti, la Dott.ssa Luisella Troyer può aiutarti a capire se il problema riguarda le vene, il sistema linfatico o la postura, e indirizzarti verso le cure più adatte.
Durante la visita la Dottoressa raccoglie la tua storia, osserva gambe e piedi in piedi e da sdraiato e, quando serve, esegue un EcoColorDoppler per studiare la circolazione.
Al termine ti spiega con parole semplici cosa ha trovato, risponde alle tue domande e ti indica quali passi seguire, a partire dai piccoli cambiamenti quotidiani.
l'EcoColorDoppler per studiare la circolazione delle gambe
Se emerge un problema di appoggio, ti indica come affrontarlo; presso lo Studio Medico Salus Mea è disponibile anche la consulenza podologica, così puoi completare la valutazione nello stesso luogo.
Se invece il gonfiore dipende da un problema delle vene o dei linfatici, la Dottoressa ti propone il percorso di cura più adatto e i controlli da programmare nel tempo.
Contattala per prenotare una visita.
- Diagnosis and treatment of adult flatfoot. J Foot Ankle Surg. 2005. PubMedLinee guida cliniche sul piede piatto dell'adulto.
- Pinney SJ, Lin SS. Current concept review: acquired adult flatfoot deformity. Foot Ankle Int. 2006. PubMedRevisione sul piede piatto acquisito dell'adulto.
- Pes Planus. StatPearls. NCBI Bookshelf. NCBIScheda clinica sul piede piatto.
- Adult Acquired Flatfoot Deformity: A Narrative Review about Imaging Findings. 2023. PubMedRevisione sull'imaging del piede piatto acquisito dell'adulto.
FAQ (domande frequenti)
Un appoggio scorretto, però, può ridurre l'efficacia della pompa plantare e della pompa del polpaccio, che spingono il sangue verso il cuore.
In chi è già predisposto, questo può favorire il ristagno di sangue e peggiorare disturbi come gonfiore e pesantezza.
Se hai vene in evidenza, una visita angiologica aiuta a capire quanto contino le vene e quanto l'appoggio del piede.
La pompa plantare funziona a ogni passo: quando appoggi il piede, le vene della pianta vengono schiacciate e il sangue viene spinto verso l'alto.
La pompa del polpaccio entra in azione quando i muscoli del polpaccio si contraggono camminando e spremono le vene profonde.
Perché lavorino bene servono un appoggio corretto e una camminata sciolta, con un buon movimento della caviglia.
Possono esserci anche dolore alla pianta del piede dopo lunghe camminate o fastidi a ginocchia e schiena.
Per una valutazione precisa serve però lo specialista, che osserva il piede in piedi e durante la camminata ed eventualmente esegue un esame dell'appoggio plantare.
Diventa un problema da affrontare solo quando provoca sintomi, come dolore alla pianta del piede, stanchezza e crampi ai polpacci, gonfiore delle caviglie o dolori a ginocchia, anche e schiena.
Anche nei bambini piccoli il piede è fisiologicamente piatto e l'arco si forma durante la crescita, di solito entro i 7-8 anni.
Sarà lo specialista a valutare se e come intervenire.
Quando servono, devono essere su misura e prescritti dallo specialista dopo aver valutato il piede e la camminata: sostengono l'arco, correggono l'appoggio e distribuiscono meglio il peso.
I plantari acquistati già pronti non sempre si adattano al tuo piede e possono anche risultare scomodi.
Ricorda che vanno controllati nel tempo e sostituiti quando si consumano o quando cambia la situazione del piede.
Può dipendere dalle lunghe ore in piedi o seduti, dal caldo, da un appoggio scorretto che riduce l'efficacia delle pompe plantare e del polpaccio, ma anche da un'insufficienza venosa, da un problema del sistema linfatico, del cuore, dei reni o da alcuni farmaci.
Per questo, prima di attribuirlo al piede piatto, è bene che un Medico valuti la situazione con una visita e, se serve, con un EcoColorDoppler.
Vai invece subito in Pronto Soccorso o chiama il 112 se una gamba si gonfia all'improvviso ed è dolente, oppure se al gonfiore si aggiungono affanno, fiato corto o dolore al petto: possono essere segnali di una trombosi o di un problema che richiede cure immediate.
In questi casi la postura non c'entra.
Questo può favorire gonfiore e pesantezza, soprattutto se li indossi per molte ore.
Anche le scarpe completamente piatte, come alcune ballerine o infradito, non sono l'ideale perché offrono poco sostegno.
La scelta migliore per l'uso quotidiano è una scarpa comoda e stabile, con un tacco basso ma non del tutto assente.
Riserva i tacchi alti alle occasioni.
Non è però indicato per tutti.
Chi ha il diabete o una ridotta sensibilità ai piedi dovrebbe evitarlo, perché rischia di ferirsi senza accorgersene.
Anche chi ha dolore alla pianta del piede o un piede piatto molto sintomatico potrebbe stare peggio senza sostegno.
In caso di dubbi, chiedi allo specialista cosa è adatto a te.
Puoi provare ad alzarti sulle punte e ridiscendere lentamente, muovere le caviglie disegnando dei cerchi, afferrare con le dita dei piedi un asciugamano steso a terra o una piccola pallina, e fare flessioni ed estensioni del piede anche da seduto, per esempio in ufficio.
Camminare ogni giorno resta l'esercizio più utile per tenere attive le pompe.
Se hai dolore o problemi articolari, fatti consigliare dallo specialista.
Se il tuo lavoro lo richiede, cerca di muoverti spesso: fai qualche passo ogni tanto, alzati sulle punte, muovi le caviglie.
Indossa scarpe comode e stabili e, se hai vene deboli, chiedi al Medico se sono indicate calze elastiche.
A fine giornata tenere le gambe un po' sollevate può dare sollievo.
Può essere favorito dal sovrappeso, dalla gravidanza, dall'invecchiamento e dall'artrosi, dai lavori che obbligano a stare molte ore in piedi, da traumi, dal diabete e da alcune malattie dei tendini o dei nervi.
Se noti che l'arco del piede si abbassa, soprattutto da un solo lato, o compare dolore sul lato interno della caviglia, è utile farti valutare da uno specialista.
Per l'appoggio del piede, i plantari e il dolore alla pianta possono essere indicati il podologo o l'ortopedico.
Se invece hai gambe gonfie, pesanti, dolenti o vene in evidenza, è utile una visita angiologica con EcoColorDoppler, per capire se il problema riguarda le vene, il sistema linfatico o la postura.
La Dott.ssa Luisella Troyer valuta la circolazione delle gambe e ti indirizza verso le cure più adatte; presso lo Studio Medico Salus Mea è disponibile anche la consulenza podologica.
il tuo angiologo d'eccellenza a milano
la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:
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- Vene varicose;
- Tromboflebite;
- Linfedema;
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- Piede diabetico
Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
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- l'arco plantare è la zona della pianta che normalmente non tocca terra: ammortizza il peso del corpo, assorbe gli urti del passo e dà stabilità alla camminata;
- si parla di piede piatto quando l'arco è molto basso o assente; nei bambini piccoli è fisiologico, perché l'arco si forma durante la crescita, di solito entro i 7-8 anni;
- negli adulti può essere congenito o acquisito, favorito da sovrappeso, gravidanza, invecchiamento e artrosi, molte ore in piedi, traumi, diabete e alcune malattie dei tendini o dei nervi;
- il piede piatto è molto frequente e spesso non dà disturbi: va curato solo quando provoca sintomi, come dolore alla pianta, polpacci stanchi o dolori a ginocchia, anche e schiena;
- a ogni passo la pompa plantare e la pompa del polpaccio spingono il sangue delle gambe verso il cuore, vincendo la gravità, ma lavorano bene solo con un appoggio corretto e una camminata sciolta;
- un appoggio scorretto o una postura rigida riducono l'efficacia di queste pompe: il sangue tende a ristagnare e compaiono gonfiore e pesantezza, soprattutto in chi è già predisposto alle vene varicose;
- il piede piatto non è una causa diretta delle vene varicose, che dipendono soprattutto da predisposizione familiare, età, gravidanze e ore in piedi, ma può peggiorare i disturbi di chi ha vene deboli;
- i segnali più comuni sono dolore alla pianta del piede dopo lunghe camminate, gonfiore delle caviglie a fine giornata, polpacci stanchi con crampi, gambe pesanti e scarpe che si consumano in modo storto;
- il gonfiore delle gambe ha molte cause diverse, dalle vene al sistema linfatico, dal cuore ai reni fino ad alcuni farmaci: prima di attribuirlo al piede serve una visita, se necessario con EcoColorDoppler;
- chiama il 112 o vai in Pronto Soccorso se una gamba si gonfia all'improvviso ed è dolente, o se compaiono affanno o dolore al petto: possono essere segnali di una trombosi, e la postura non c'entra;
- l'appoggio si valuta osservando il piede in piedi e durante la camminata, eventualmente con un esame dell'appoggio plantare da podologo o ortopedico; per gonfiore e vene serve la visita angiologica;
- quando servono, i plantari devono essere su misura e prescritti dallo specialista; per tutti valgono scarpe comode e stabili, con tacco basso ma non del tutto assente, e tacchi alti solo nelle occasioni;
- camminare ogni giorno, alzarsi sulle punte, muovere le caviglie, esercitare i muscoli del piede, controllare il peso e fare pause dal lavoro fermo aiutano piedi e circolazione; per le vene deboli il Medico può prescrivere calze elastiche

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!









