
Convivi con il linfedema e il gonfiore del braccio o della gamba ti rende difficili i gesti di ogni giorno, ti fa sentire l'arto pesante oppure ti causa infezioni frequenti?
Sappiamo quanto possa essere faticoso, anche emotivamente: la buona notizia è che non sei senza strumenti, e che con la cura giusta puoi stare meglio e riprendere in mano le tue giornate.
Oggi non è ancora possibile ricostruire i vasi linfatici danneggiati, ma esiste un trattamento in grado di ridurre il gonfiore e di mantenerlo sotto controllo nel tempo: la Terapia Complessa Decongestionante, chiamata anche decongestiva o, con la sigla inglese, CDT.
È considerata a livello internazionale il trattamento di riferimento per il linfedema.
In questa pagina la Dott.ssa Luisella Troyer, esperta in Linfologia, ti spiega in cosa consiste la terapia, quali sono i suoi quattro elementi e perché devono lavorare insieme, come si svolgono la fase intensiva e quella di mantenimento, a chi è indicata e chi se ne occupa.
Troverai anche consigli pratici sulla cura della pelle, sulla compressione elastica e sui segnali che richiedono di contattare subito il Medico, perché nel linfedema il tuo ruolo attivo di ogni giorno è una parte importante della cura.
Cos'è la Terapia Complessa Decongestionante?
i vasi linfatici riportano la linfa verso il circolo sanguigno
Per capire la terapia è utile ricordare che cos'è la linfa: un liquido chiaro che si raccoglie negli spazi tra le cellule e che i vasi linfatici riportano verso il circolo sanguigno, passando attraverso i linfonodi.
Quando questo sistema di drenaggio funziona male, il liquido ristagna nei tessuti e l'arto si gonfia: è il linfedema.
La Terapia Complessa Decongestionante è un insieme di trattamenti fisici, non farmacologici, che lavorano insieme per aiutare la linfa a defluire attraverso le vie ancora funzionanti e ridurre così il volume dell'arto gonfio.
È stata sviluppata nella seconda metà del Novecento soprattutto grazie al lavoro dei coniugi Michael ed Etelka Földi, considerati tra i padri della moderna linfologia, ed è oggi il punto di riferimento per la cura del linfedema in tutto il mondo.
La terapia non elimina la causa del linfedema, ma agisce sul suo effetto principale, il gonfiore.
gambe gonfie per il ristagno di linfa nei tessuti
Ridurre il volume dell'arto significa restituire mobilità e comfort, rendere più facile vestirsi e muoversi, e alleggerire la sensazione di pesantezza e tensione.
C'è anche un altro beneficio importante: nei tessuti gonfi la linfa ristagnata favorisce le infezioni della pelle e, con il tempo, un indurimento dei tessuti.
Tenere il gonfiore sotto controllo aiuta a prevenire queste complicanze e a proteggere la salute dell'arto negli anni.
Per questo è importante iniziare la terapia il prima possibile: un linfedema trattato presto risponde in genere meglio di un linfedema trascurato per molto tempo.
Quando il ristagno dura a lungo, infatti, i tessuti tendono a diventare più duri e fibrosi, e ridurre il volume richiede più tempo e più impegno.
Anche se il tuo linfedema è presente da anni, però, la terapia può comunque darti benefici concreti.
In cosa consiste?
il linfodrenaggio manuale è un massaggio dolce e ritmico
La terapia comprende quattro elementi, che vanno eseguiti insieme:
- la cura della pelle: igiene e idratazione accurate per prevenire le infezioni, molto frequenti nel linfedema;
- il linfodrenaggio manuale: un massaggio dolce e ritmico, eseguito da un fisioterapista formato, che guida la linfa verso le vie di scarico ancora funzionanti;
- il bendaggio multistrato: bende a corta estensibilità applicate sull'arto subito dopo il linfodrenaggio, che mantengono i risultati e continuano a "spingere" la linfa durante il movimento;
- gli esercizi decongestivi: movimenti specifici eseguiti con l'arto bendato, che attivano la pompa muscolare.
Nessuno di questi trattamenti, da solo, dà gli stessi risultati: è la loro combinazione a fare la differenza.
Il linfodrenaggio, per esempio, sposta la linfa, ma senza il bendaggio che segue il gonfiore tende a ripresentarsi nel giro di poche ore.
Il linfodrenaggio manuale è molto diverso da un massaggio tradizionale: è delicato, lento e ritmico, non lavora sui muscoli ma sugli strati superficiali della pelle e in genere è rilassante.
il bendaggio multistrato si applica dopo il linfodrenaggio
Non deve mai fare male.
Il bendaggio all'inizio può sembrare ingombrante, ma è uno strumento prezioso: quando muovi l'arto i muscoli spingono contro le bende e questo "massaggio interno" aiuta la linfa a risalire.
Deve essere aderente ma non doloroso: se avverti dolore, formicolio, intorpidimento o noti cambiamenti di colore delle dita, segnalalo subito.
La cura della pelle richiede pochi gesti quotidiani, ma costanti: lavarla con detergenti delicati, asciugarla bene, soprattutto tra le dita, idratarla ogni giorno ed evitare tagli, graffi, punture di insetti e scottature.
Piccoli accorgimenti, come usare guanti per il giardinaggio o i lavori domestici e non camminare a piedi nudi, riducono il rischio che una ferita banale diventi la porta d'ingresso per un'infezione.
Come faccio a lavarmi, dormire e lavorare con il bendaggio?
Le prime giornate con il bendaggio richiedono un po' di pratica, ma con qualche accorgimento la vita quotidiana va avanti.
Il fisioterapista ti spiega come comportarti nel tuo caso: questi sono i consigli più comuni.
- Igiene: le bende non vanno bagnate. Per la doccia puoi proteggere l'arto con una copertura impermeabile, oppure lavarti con una spugna le parti libere.
- Notte: in genere il bendaggio resta anche mentre dormi. Un cuscino sotto la gamba o il braccio può rendere più comoda la posizione.
- Abiti e scarpe: scegli pantaloni e maniche larghi e, per la gamba, una scarpa comoda che contenga il volume delle bende.
- Lavoro e guida: organizzati per il periodo della fase intensiva e chiedi al Medico se puoi guidare con sicurezza con l'arto bendato.
Il bendaggio deve essere aderente, non doloroso.
Se compaiono dolore intenso, formicolio, intorpidimento o dita fredde, pallide o bluastre, allenta o togli le bende e avvisa subito il fisioterapista o il Medico.
Muovere l'arto durante la giornata, invece, è utile: è proprio il movimento che fa lavorare il bendaggio.
Come si svolge?
l'arto viene misurato per seguire l'andamento della terapia
Prima di iniziare è sempre necessaria una visita linfologica, che conferma la diagnosi ed esclude altre cause di gonfiore.
A volte la Dottoressa può richiedere esami come la linfoscintigrafia o un EcoColorDoppler, per studiare il sistema linfatico e le vene.
La Terapia Complessa Decongestionante si divide poi in due fasi:
- la fase intensiva, con sedute frequenti, in genere per alcune settimane, durante la quale il volume dell'arto si riduce in modo significativo;
- la fase di mantenimento, in cui i risultati si conservano con calze o bracciali elastici su misura, esercizi, cura della pelle ed eventuali cicli di linfodrenaggio periodici.
All'inizio della terapia il Medico misura l'arto e documenta il volume, per poterne seguire l'evoluzione nel tempo.
tutori elastici su misura per la fase di mantenimento
Le misurazioni vengono ripetute durante il percorso: vedere i progressi nero su bianco aiuta anche a restare motivati.
Nella fase intensiva ogni seduta comprende di solito il linfodrenaggio, il bendaggio e gli esercizi.
Tra una seduta e l'altra le bende restano sull'arto per il tempo indicato: è un impegno che richiede un po' di organizzazione, ma dura un periodo limitato e i risultati si vedono.
Al termine della fase intensiva, quando il volume si è stabilizzato, si prendono le misure per la compressione elastica su misura, che da quel momento diventa la tua alleata quotidiana.
La fase di mantenimento dura nel tempo, e il ruolo più importante lo hai tu: indossare la compressione, muoverti, curare la pelle e presentarti ai controlli programmati permette di conservare i risultati ottenuti.
Se nel tempo il gonfiore dovesse aumentare di nuovo, per esempio dopo un periodo di minore attenzione o un'infezione, si può ripetere un ciclo intensivo per riportare la situazione sotto controllo.
Come mi prendo cura della calza o del bracciale elastico?
La compressione su misura è il cuore della fase di mantenimento: senza di essa il gonfiore tende a tornare.
Curarla bene la fa durare di più e la mantiene efficace.
- Indossala al mattino, appena ti svegli, quando l'arto è meno gonfio; per infilarla più facilmente possono aiutarti dei guanti di gomma.
- Lavala spesso, a mano o come indicato dal produttore, con un detergente delicato, e falla asciugare lontano da termosifoni e sole diretto.
- Applica la crema idratante la sera, dopo averla tolta, così la pelle la assorbe e il tessuto non si rovina.
- Controlla che non ci siano pieghe o arrotolamenti, che stringono troppo in un punto.
Con l'uso quotidiano il tessuto perde elasticità: va sostituita quando non sostiene più come prima, e la misura va ricontrollata con il Medico, soprattutto se cambi peso.
Avere due capi permette di alternarli durante il lavaggio.
Se l'arto diventa improvvisamente rosso, caldo, più gonfio e dolente, magari con febbre o brividi, contatta subito il Medico: potrebbe essere un'infezione da curare rapidamente.
A chi è indicata?
linfedema delle braccia dopo le cure per un tumore
La terapia è indicata soprattutto in caso di:
- linfedema primario, presente dalla nascita o comparso in giovane età, legato a uno sviluppo incompleto del sistema linfatico;
- linfedema secondario, per esempio dopo interventi oncologici con asportazione di linfonodi o dopo radioterapia;
- lipo-linfedema, quando al lipedema si associa un problema linfatico;
- alcune forme di gonfiore di origine venosa, come quelle che accompagnano l'insufficienza venosa cronica.
Il linfedema secondario è molto frequente dopo le cure per un tumore, per esempio al seno: se hai affrontato un intervento di questo tipo e noti che il braccio è più pesante, più gonfio o che anelli e maniche stringono più del solito, parlane presto con il Medico, senza aspettare che il disturbo peggiori.
Intervenire all'inizio aiuta a tenere il gonfiore sotto controllo con meno fatica.
gambe con lipo-linfedema, un'altra indicazione alla terapia
In alcune situazioni la terapia va rimandata o adattata: per esempio in presenza di un'infezione in corso, di una trombosi recente o di alcune malattie del cuore, in cui spostare rapidamente liquidi verso il circolo potrebbe affaticare l'organismo.
Per questo la valutazione medica prima di iniziare è indispensabile.
Anche il movimento fa parte della cura: camminare, nuotare, andare in bicicletta e gli esercizi in acqua attivano la pompa muscolare e aiutano la linfa a defluire.
Mantenere un peso stabile aiuta a sua volta a controllare il gonfiore, perché il sovrappeso rende più difficile il lavoro dei vasi linfatici.
Ogni percorso viene comunque costruito sulla persona: età, altre malattie, lavoro, abitudini e obiettivi personali vengono considerati per rendere la terapia sostenibile nella tua vita di tutti i giorni.
Chi la esegue?
il Medico valuta l'arto gonfio e imposta il percorso
La terapia è un lavoro di squadra.
Il Medico esperto in Linfologia fa la diagnosi, esclude altre cause di gonfiore, imposta il percorso, controlla i risultati nel tempo e prescrive la compressione elastica più adatta a te.
Il fisioterapista formato esegue il linfodrenaggio e il bendaggio, ti insegna gli esercizi decongestivi e ti mostra i gesti da ripetere a casa.
Con il tempo impari anche a riconoscere i segnali del tuo corpo e a capire quando è il momento di chiedere un controllo.
Presso lo Studio Medico Salus Mea la Dott.ssa Troyer lavora con un'équipe di fisioterapisti formati al linfodrenaggio secondo il metodo Vodder, che segue il paziente in tutte le fasi del trattamento, dalla fase intensiva al mantenimento.
il fisioterapista esegue il linfodrenaggio manuale
Il terzo membro della squadra sei tu.
Nel linfedema il ruolo attivo del paziente è decisivo: indossare ogni giorno la compressione, curare la pelle, muoversi e rispettare i controlli sono gesti che fanno la differenza tanto quanto le sedute in studio.
La collaborazione continua tra Medico e fisioterapista permette di adattare il percorso quando cambia qualcosa, per esempio se il volume dell'arto aumenta, se compare un'infezione o se la calza non è più della misura giusta.
In questo modo non sei mai lasciato solo a gestire il linfedema.
Anche il dialogo è parte della cura: non esitare a porre domande, a raccontare le difficoltà che incontri con il bendaggio o con la calza, o a chiedere consigli per il lavoro, i viaggi e lo sport.
Spesso piccoli aggiustamenti rendono la terapia molto più semplice da seguire.
Posso viaggiare o andare in vacanza con il linfedema?
Sì, con un po' di organizzazione puoi viaggiare serenamente.
Viaggi lunghi e caldo possono aumentare il gonfiore, ma qualche precauzione ti aiuta a tenerlo sotto controllo.
Durante il viaggio in auto, treno o aereo indossa la compressione elastica, bevi acqua, muovi spesso caviglie e dita e, quando puoi, alzati e fai qualche passo.
Nei viaggi lunghi chiedi al Medico se sia utile un bendaggio o una compressione più forte.
Al mare e in montagna ricorda che la pelle dell'arto è fragile:
- proteggila dal sole e dalle scottature;
- usa un repellente contro le punture di insetti;
- non camminare a piedi nudi e usa scarpe adatte sugli scogli;
- evita sauna, bagni molto caldi ed esposizioni prolungate al calore.
L'acqua è invece un'alleata: nuotare e camminare in acqua aiutano la linfa a defluire.
Porta con te il necessario per disinfettare piccole ferite e, se il Medico te lo ha indicato, i farmaci da usare in caso di infezione.
Prima di una partenza importante, un controllo può aiutarti a partire con più serenità.
Soffri di linfedema a Milano? La Dottoressa può aiutarti
la Dott.ssa Luisella Troyer nel suo ambulatorio
Con la terapia giusta e un buon mantenimento, il linfedema si può tenere sotto controllo per molti anni, con meno gonfiore, meno infezioni e una qualità della vita decisamente migliore.
Quando ti rivolgi alla Dott.ssa Luisella Troyer, presso lo Studio Medico Salus Mea, il primo passo è una visita linfologica: la Dottoressa ascolta la tua storia, le cure che hai già affrontato e le difficoltà che vivi ogni giorno, esamina e misura l'arto e, se serve, richiede gli esami utili a confermare la diagnosi ed escludere altre cause di gonfiore.
la visita linfologica è il primo passo del percorso
Sulla base di questa valutazione imposta con te il percorso di Terapia Complessa Decongestionante, coordina il lavoro dei fisioterapisti, prescrive la compressione su misura e programma i controlli nel tempo.
Durante tutto il percorso resta il tuo punto di riferimento, pronta a rivalutare la situazione se qualcosa cambia o se hai dubbi.
Per iniziare, contattala e prenota una visita.
- International Society of Lymphology Executive Committee. The diagnosis and treatment of peripheral lymphedema: 2023 Consensus Document of the International Society of Lymphology. Lymphology. 2023;56:133-151. PubMedLinee guida internazionali su diagnosi, stadiazione e Terapia Complessa Decongestiva del linfedema.
- Grada AA, Phillips TJ. Lymphedema: pathophysiology and clinical manifestations. J Am Acad Dermatol. 2017;77(6):1009-1020. DOIFisiopatologia del linfedema primario e secondario e sue complicanze.
- Lasinski BB, et al. A systematic review of the evidence for complete decongestive therapy in the treatment of lymphedema from 2004 to 2011. PM R. 2012. PubMedRevisione sistematica sulla Terapia Complessa Decongestiva.
- Rockson SG, et al. Cancer-associated secondary lymphoedema. Nat Rev Dis Primers. 2019. PubMedRevisione sul linfedema secondario dopo tumore.
FAQ (domande frequenti)
Agisce però sul suo effetto principale, il gonfiore: riduce il volume dell'arto e permette di mantenerlo sotto controllo nel tempo.
Questo significa più mobilità, meno pesantezza, meno rischio di infezioni e una migliore qualità della vita.
Per questo è considerata a livello internazionale il trattamento di riferimento per il linfedema.
Il linfedema è una condizione cronica, ma con la terapia giusta e un buon mantenimento si può convivere bene con esso per molti anni.
La forza della Terapia Complessa Decongestionante sta nella combinazione dei suoi quattro elementi: cura della pelle, linfodrenaggio manuale, bendaggio multistrato ed esercizi decongestivi.
Il bendaggio, applicato subito dopo il linfodrenaggio, mantiene i risultati e continua a spingere la linfa mentre ti muovi; gli esercizi attivano la pompa muscolare.
Nella fase di mantenimento, poi, è fondamentale la compressione elastica su misura.
La durata precisa viene stabilita dal Medico in base alla tua situazione: conta la gravità del linfedema, da quanto tempo è presente, le caratteristiche dei tessuti e la risposta al trattamento.
All'inizio il Medico misura l'arto e documenta il volume, per poterne seguire l'evoluzione.
Quando la riduzione raggiunge un livello stabile, si passa alla fase di mantenimento, in cui i risultati si conservano con calze o bracciali elastici su misura, esercizi e cura della pelle.
A differenza di un massaggio profondo, non lavora sui muscoli ma sugli strati superficiali della pelle, dove scorrono i vasi linfatici, e guida la linfa verso le vie di scarico ancora funzionanti.
Anche il bendaggio multistrato non deve causare dolore: deve essere aderente ma confortevole.
Se il bendaggio provoca dolore, formicolio, cambiamenti di colore delle dita o sensazione di intorpidimento, va segnalato subito al fisioterapista o al Medico, perché potrebbe essere necessario riapplicarlo.
La prima è mantenere la riduzione del gonfiore ottenuta con il massaggio, impedendo ai liquidi di riaccumularsi.
La seconda è lavorare insieme ai muscoli: quando ti muovi, i muscoli premono contro il bendaggio, che non si allunga, e questo spinge la linfa verso l'alto.
Durante la fase intensiva il bendaggio viene in genere tenuto a lungo tra una seduta e l'altra, secondo le indicazioni del Medico e del fisioterapista.
Per questo gli esercizi si eseguono proprio con l'arto bendato.
La calza o il bracciale sostituiscono il bendaggio e sostengono i tessuti ogni giorno, aiutando la linfa a defluire mentre ti muovi.
Per funzionare devono essere indossati tutti i giorni, essere della misura giusta e mantenere la loro elasticità.
Con il tempo il tessuto perde efficacia, per questo va sostituito periodicamente.
Anche la misura va controllata con il Medico, perché il volume dell'arto può cambiare nel tempo.
È utile anche nel lipo-linfedema, quando al lipedema si associa un problema linfatico, e in alcune forme di gonfiore di origine venosa.
Prima di iniziare è sempre necessaria una visita linfologica, che conferma la diagnosi, valuta lo stadio del linfedema ed esclude altre cause di gonfiore.
In alcuni casi possono servire esami come la linfoscintigrafia o l'EcoColorDoppler.
Per esempio in presenza di un'infezione in corso nell'arto, come un'erisipela, di una trombosi recente o di alcune malattie del cuore, perché spostare rapidamente molti liquidi verso il centro del corpo potrebbe non essere sicuro.
Anche alcune malattie delle arterie richiedono cautela nell'uso della compressione.
Se hai avuto un tumore, è importante che il Medico conosca la tua storia clinica e i controlli in corso.
Riferisci sempre tutti i tuoi problemi di salute e i farmaci che assumi.
Per questo la cura della pelle fa parte a pieno titolo della terapia.
Ogni giorno lava l'arto con detergenti delicati, asciugalo bene, soprattutto tra le dita, e applica una crema idratante.
Evita tagli, graffi, punture di insetti, scottature e manovre aggressive sulle unghie.
Se l'arto diventa improvvisamente rosso, caldo, più gonfio e dolente, magari con febbre o brividi, contatta subito il Medico, perché potrebbe essere un'infezione da trattare rapidamente.
Il Medico esperto in Linfologia fa la diagnosi, imposta il percorso, controlla i risultati nel tempo e prescrive la compressione su misura.
Il fisioterapista formato esegue il linfodrenaggio, applica il bendaggio e ti insegna gli esercizi decongestivi.
Presso lo Studio Medico Salus Mea la Dott.ssa Troyer lavora con un'équipe di fisioterapisti formati al linfodrenaggio secondo il metodo Vodder, che ti segue in tutte le fasi del trattamento.
Anche tu hai un ruolo attivo: cura della pelle, esercizi e uso quotidiano della compressione dipendono da te.
Anche nella vita di tutti i giorni il movimento è un alleato prezioso: camminare, nuotare, andare in bicicletta o fare esercizi in acqua sono in genere attività molto utili.
Durante l'attività fisica è di solito consigliato indossare la compressione, secondo le indicazioni ricevute.
Gli sport con movimenti molto bruschi o a rischio di traumi vanno valutati con il Medico.
Mantenere un peso stabile aiuta a controllare il gonfiore.
Il gonfiore aumenta, e i tessuti, a causa del ristagno di linfa, diventano progressivamente più duri e fibrosi, rendendo più difficile ridurre il volume dell'arto.
Crescono anche il rischio di infezioni ripetute della pelle, la pesantezza, le difficoltà nei movimenti e nel trovare abiti e calzature adatti, con un impatto importante sulla qualità della vita.
Per questo è utile iniziare la terapia il prima possibile, quando i tessuti sono ancora morbidi.
Se noti un gonfiore persistente di un braccio o di una gamba, prenota una visita.
il tuo angiologo d'eccellenza a milano
la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:
- Insufficienza venosa cronica;
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- Tromboflebite;
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Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
se vuoi raggiungere lo studio in autovettura, ricorda che lo studio non è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il relativo pass di accesso.
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Quindi ricorda che...
- il linfedema è un gonfiore cronico di un braccio o di una gamba dovuto al cattivo funzionamento dei vasi linfatici, che oggi non è ancora possibile ricostruire quando sono danneggiati;
- la Terapia Complessa Decongestionante, o CDT, è considerata a livello internazionale il trattamento di riferimento per il linfedema: un insieme di trattamenti fisici, non farmacologici;
- la terapia non elimina la causa del linfedema, ma riduce il gonfiore e permette di mantenerlo sotto controllo, con più mobilità, meno pesantezza e meno rischio di infezioni;
- comprende quattro elementi da eseguire insieme: cura della pelle, linfodrenaggio manuale, bendaggio multistrato ed esercizi decongestivi; il linfodrenaggio da solo dà risultati che durano poco;
- il linfodrenaggio manuale è un massaggio molto delicato, lento e ritmico, in genere rilassante, che non lavora sui muscoli ma sugli strati superficiali della pelle e guida la linfa verso le vie di scarico ancora funzionanti;
- il bendaggio multistrato, con bende a corta estensibilità, mantiene i risultati e, lavorando insieme ai muscoli, spinge la linfa; segnala subito dolore, formicolio, intorpidimento o cambiamenti di colore delle dita;
- nella fase intensiva, con sedute frequenti per alcune settimane, il volume dell'arto si riduce; all'inizio il Medico misura l'arto per seguirne l'evoluzione nel tempo;
- nella fase di mantenimento la compressione elastica su misura, calza o bracciale, è fondamentale: va indossata ogni giorno, sostituita quando perde efficacia e ricontrollata nella misura;
- è indicata nel linfedema primario e secondario, per esempio dopo asportazione di linfonodi o radioterapia, nel lipo-linfedema e in alcune forme di gonfiore di origine venosa;
- serve sempre una visita linfologica, che conferma la diagnosi ed esclude altre cause di gonfiore, a volte con linfoscintigrafia o EcoColorDoppler; con infezioni in corso, trombosi recenti o alcune malattie del cuore la terapia va rimandata o adattata;
- nel linfedema la pelle è fragile: lavala con detergenti delicati, asciugala bene, idratala ogni giorno ed evita tagli, graffi, punture di insetti e scottature;
- se l'arto diventa improvvisamente rosso, caldo, più gonfio e dolente, magari con febbre o brividi, contatta subito il Medico, perché potrebbe essere un'infezione da trattare rapidamente;
- il movimento è un alleato: camminare, nuotare, andare in bicicletta e gli esercizi in acqua attivano la pompa muscolare, e mantenere un peso stabile aiuta a controllare il gonfiore;
- la terapia è un lavoro di squadra: il Medico esperto in Linfologia imposta il percorso e prescrive la compressione, il fisioterapista formato al metodo Vodder esegue linfodrenaggio e bendaggio e tu hai un ruolo attivo ogni giorno

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!









