
Quando cammini, dopo un certo numero di passi, senti un dolore crampiforme al polpaccio, alla coscia o al gluteo che ti costringe a fermarti?
E dopo qualche minuto di sosta il dolore passa, per poi ricomparire quando riprendi a camminare?
Forse hai cominciato a fare soste davanti alle vetrine per non farlo notare, o hai rinunciato a passeggiate che prima facevi volentieri: non sei il solo, e non devi rassegnarti.
Questo tipo di dolore ha un nome preciso, Claudicatio Intermittens, ed è quasi sempre il segnale che le arterie delle gambe sono ristrette e non portano abbastanza sangue ai muscoli durante lo sforzo.
Non è un fenomeno normale dell'età e merita sempre una valutazione: il dolore in sé non è pericoloso, ma è un campanello d'allarme che riguarda la salute di tutte le arterie, comprese quelle del cuore e del cervello.
In questa pagina la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, ti spiega perché le gambe fanno male camminando, chi rischia di più, quali altre cause possono dare disturbi simili, quali segnali richiedono un aiuto immediato e cosa si può fare, a partire da scelte quotidiane che dipendono in gran parte da te.
Perché le gambe fanno male camminando?
una placca di aterosclerosi restringe l'interno dell'arteria
Quando camminiamo, i muscoli delle gambe lavorano di più e hanno bisogno di più ossigeno, che arriva attraverso il sangue delle arterie.
È un po' come un motore che, sotto sforzo, consuma più carburante.
Se le arterie sono ristrette dalle placche dell'aterosclerosi, cioè depositi di grassi, calcio e cellule infiammatorie sulla parete del vaso, il sangue che arriva basta a riposo ma non è sufficiente durante lo sforzo: il muscolo va in sofferenza e fa male, con una sensazione di crampo, morsa o stanchezza intensa.
Fermandosi, il bisogno di ossigeno cala e il dolore scompare in pochi minuti, anche restando in piedi, senza bisogno di sedersi.
Riprendendo a camminare, il dolore ricompare di solito sempre dopo una distanza simile.
le arterie, in rosso, portano sangue ai muscoli della gamba
Il punto in cui senti il dolore dà indicazioni sulla sede del restringimento: il dolore al polpaccio è il più frequente, mentre quello alla coscia o al gluteo fa pensare a un problema delle arterie più in alto, nel bacino.
Più è breve la distanza che riesci a percorrere prima del dolore, più il restringimento è importante.
Può essere utile misurarla: conta i passi, i minuti o gli isolati che riesci a fare prima di doverti fermare, e annotalo.
Anche il cammino in salita, le scale o un passo veloce fanno comparire il dolore prima.
Questa informazione è preziosa per il Medico, sia per la diagnosi sia per capire, nel tempo, se la cura sta funzionando.
Se ti accorgi che la distanza si accorcia rapidamente nel giro di poche settimane, non aspettare il controllo programmato e contatta il Medico.
Chi rischia di più?
Il dolore camminando di origine arteriosa è più frequente in chi presenta alcuni fattori di rischio, cioè condizioni che favoriscono la formazione delle placche nelle arterie:
- chi fuma o ha fumato, anche se ha smesso da qualche anno;
- chi ha il diabete;
- chi ha il colesterolo alto o la pressione alta;
- chi ha più di sessant'anni;
- chi ha già avuto problemi al cuore o alle carotidi;
- chi conduce una vita sedentaria o è in sovrappeso.
Il fumo è uno dei nemici più potenti delle arterie: danneggia la loro parete, favorisce le placche e fa peggiorare più rapidamente la malattia.
Il diabete agisce in modo simile e, in più, può ridurre la sensibilità dei piedi, facendo passare inosservate piccole ferite.
Quando più fattori sono presenti insieme, il rischio non si somma soltanto, ma si moltiplica.
Per questo il Medico non si limita a guardare le gambe, ma valuta la tua situazione nel suo insieme.
È importante sapere che l'aterosclerosi raramente colpisce solo le gambe: se le arterie degli arti inferiori sono ristrette, è probabile che anche altre arterie, come quelle del cuore e del cervello, siano coinvolte.
Il dolore camminando diventa così un'occasione preziosa per scoprire e ridurre il rischio di infarto e ictus.
Se hai uno o più di questi fattori, anche senza disturbi, parla con il tuo Medico della possibilità di un controllo delle arterie.
Anche chi ha familiari che hanno avuto infarto, ictus o problemi alle arterie in età non avanzata merita un'attenzione in più: scoprire presto un restringimento permette di agire prima che dia disturbi importanti.
Quali altre cause esistono?
anche le vene varicose possono dare dolore alle gambe
Non tutti i dolori alle gambe durante la camminata dipendono dalle arterie.
Altre cause possibili sono:
- problemi della colonna, come il restringimento del canale vertebrale, che dà dolore, formicolio o debolezza che migliorano sedendosi o piegandosi in avanti, per esempio appoggiandosi a un carrello della spesa;
- l'artrosi di anca o ginocchio, con dolore localizzato all'articolazione, rigidità al mattino e fastidio nei primi passi;
- problemi delle vene, con gambe pesanti e gonfie che peggiorano stando fermi in piedi e migliorano sollevando le gambe;
- problemi muscolari o dei tendini, spesso legati a sforzi o sovraccarichi;
- disturbi dei piedi, come il piede piatto o altri difetti di appoggio.
Alcuni dettagli aiutano a distinguere le diverse cause.
anche i problemi della schiena possono dare dolore camminando
Il dolore delle arterie compare camminando e passa fermandosi anche in piedi, dopo pochi minuti; quello della schiena spesso richiede di sedersi o di piegarsi in avanti e può comparire anche stando in piedi fermi; quello delle articolazioni è legato al movimento del ginocchio o dell'anca e può esserci già dai primi passi.
Non è raro, soprattutto dopo una certa età, che più cause siano presenti insieme: per esempio arterie un po' ristrette e artrosi del ginocchio.
Per questo non conviene cercare di arrivare alla diagnosi da solo, ma farsi valutare da un Medico che possa esaminare arterie, vene, articolazioni e schiena.
Quando la causa non è vascolare, il Medico ti indirizza allo specialista più adatto, come l'ortopedico, il fisiatra o il neurologo.
Alla visita descrivi con precisione dove senti il dolore, cosa lo fa comparire e cosa lo fa passare: sono proprio questi dettagli a orientare la diagnosi.
Come mi preparo alla visita per sfruttarla al meglio?
Qualche informazione raccolta prima rende la visita più utile e ti aiuta a non dimenticare nulla.
Nei giorni precedenti prova ad annotare su un foglio:
- quanta strada riesci a fare prima di doverti fermare, in passi, minuti o isolati;
- dove senti il dolore e se passa fermandoti in piedi o solo sedendoti;
- da quanto tempo c'è e se la distanza si sta accorciando;
- gli ultimi valori di pressione, glicemia e colesterolo, se li conosci.
Porta con te l'elenco completo dei farmaci che assumi e gli esami già fatti.
Non sospendere le medicine abituali prima della visita, a meno che non ti venga indicato.
Indossa abiti comodi che ti permettano di scoprire facilmente gambe e piedi.
Se nell'attesa il dolore compare anche a riposo, il piede diventa freddo e pallido o si apre una ferita, non aspettare l'appuntamento e contatta subito il Medico.
Un dolore improvviso e violento con gamba fredda e difficoltà a muoverla è un'emergenza: chiama il 112.
Cosa fare?
l'EcoColorDoppler della gamba aiuta a chiarire la causa del dolore
Il primo passo è una visita angiologica: il Medico ascolta la descrizione del dolore, ti chiede dei fattori di rischio e dei farmaci che assumi, controlla i polsi del piede e misura l'indice caviglia-braccio, un esame semplice e indolore che confronta la pressione alla caviglia con quella al braccio.
L'EcoColorDoppler arterioso mostra se e dove le arterie sono ristrette e quanto il flusso è ridotto.
Se la causa sono le arterie, la cura si basa su alcuni pilastri:
- smettere di fumare, una delle cose più importanti che puoi fare, a qualsiasi età;
- camminare ogni giorno, secondo un programma indicato dal Medico;
- controllare diabete, colesterolo e pressione;
- i farmaci prescritti per proteggere le arterie;
- nei casi più gravi, riaprire l'arteria con l'angioplastica o con un intervento chirurgico.
esame EcoColorDoppler sul polpaccio, con la paziente in piedi
Camminare può sembrare un controsenso, visto che proprio camminando compare il dolore.
In realtà, un allenamento regolare, fermandosi quando il dolore si fa sentire e ripartendo appena passa, non peggiora la malattia: allena i muscoli e favorisce la formazione di piccoli vasi alternativi, aumentando spesso la distanza che riesci a percorrere.
Quando le arterie sono ristrette anche una piccola ferita guarisce male: controlla i piedi ogni giorno, usa scarpe comode, non camminare scalzo, evita borse dell'acqua calda e fonti di calore dirette, e fai vedere al Medico ogni ferita che non migliora.
Ricorda che la cura non finisce con una singola visita: i controlli periodici permettono di verificare l'andamento della malattia, adattare i farmaci e sostenerti nei cambiamenti di stile di vita, che danno i risultati migliori quando vengono mantenuti nel tempo.
Cosa è meglio evitare se le arterie delle gambe sono ristrette?
Accanto alle cose da fare, ci sono alcune abitudini che possono peggiorare la situazione o rendere le gambe più vulnerabili.
Meglio evitare:
- calze o bende elastiche di tua iniziativa: stringendo la gamba possono ridurre ancora il flusso di sangue;
- anche poche sigarette al giorno, che continuano a danneggiare le arterie;
- di sospendere i farmaci prescritti perché stai meglio o prima di una cura dal dentista, senza averne parlato con il Medico;
- scarpe strette e il fai da te su calli e unghie incarnite;
- di lasciare i piedi al freddo: meglio calze morbide e calde, senza però avvicinarli a termosifoni o borse dell'acqua calda;
- di smettere di camminare per paura del dolore.
Un'attenzione in più riguarda la notte: se a letto il piede fa male e trovi sollievo lasciandolo giù, non cercare di tenerlo sollevato e riferiscilo al Medico il prima possibile.
Piccoli cambiamenti mantenuti ogni giorno fanno la differenza nel tempo: non devi fare tutto subito, ma cominciare, con l'aiuto di chi ti segue.
Hai dolore alle gambe quando cammini? La Dottoressa può aiutarti a Milano
la Dottoressa ti aspetta nello studio di Milano
La Dott.ssa Luisella Troyer visita presso lo Studio Medico Salus Mea di Milano ed esegue personalmente l'EcoColorDoppler arterioso.
Durante la visita ascolta come e quando compare il tuo dolore, raccoglie la tua storia e i tuoi fattori di rischio, controlla i polsi e misura l'indice caviglia-braccio.
Con l'ecografia verifica lo stato delle arterie e ti spiega con parole semplici cosa ha trovato.
la Dottoressa durante un esame in ambulatorio
Se la causa è arteriosa, imposta con te un percorso concreto: consigli su stile di vita e cammino, controllo dei fattori di rischio insieme al tuo Medico curante e, se necessario, la valutazione di un trattamento per riaprire l'arteria.
Se invece il dolore ha un'altra origine, ti indirizza allo specialista giusto.
Nel tempo ti segue con controlli regolari, per verificare come stanno le arterie e come cambia la distanza che riesci a percorrere.
Non aspettare che la distanza percorsa si riduca ancora: contattala per prenotare una visita.
- Aboyans V, et al. 2017 ESC Guidelines on the Diagnosis and Treatment of Peripheral Arterial Diseases, in collaboration with the European Society for Vascular Surgery (ESVS). Eur Heart J. 2018;39(9):763-816. Testo completoLinee guida europee sulle arteriopatie periferiche.
- Gerhard-Herman MD, et al. 2016 AHA/ACC Guideline on the Management of Patients With Lower Extremity Peripheral Artery Disease. Circulation. 2017. PubMedLinee guida americane sulle arteriopatie degli arti inferiori, inclusa la claudicatio.
FAQ (domande frequenti)
Molto spesso è il segnale che le arterie delle gambe sono ristrette e non portano abbastanza sangue ai muscoli durante lo sforzo.
Questo disturbo si chiama Claudicatio Intermittens.
Anche quando la causa è un'altra, come la schiena o le articolazioni, merita comunque una valutazione.
Riconoscerlo presto permette di proteggere non solo le gambe, ma anche il cuore e il cervello.
Se le arterie sono ristrette dalle placche dell'aterosclerosi, il sangue che arriva basta a riposo ma non durante lo sforzo: il muscolo va in sofferenza e compare un dolore crampiforme.
Quando ti fermi, il bisogno di ossigeno cala e il dolore scompare in pochi minuti, di solito anche restando in piedi.
È proprio questo andamento, sempre alla stessa distanza, a far pensare alle arterie.
Più è breve la distanza percorsa prima del dolore, più il restringimento è importante.
Contano anche la familiarità, il sovrappeso e la sedentarietà.
Questi fattori danneggiano le arterie di tutto il corpo, non solo quelle delle gambe.
Se ti riconosci in uno o più di questi fattori e hai dolore camminando, è importante farti visitare senza rimandare.
Se dipende dal restringimento delle arterie, indica che l'aterosclerosi è presente e, spesso, può riguardare anche le arterie del cuore e del cervello, aumentando il rischio di infarto e ictus.
Nella maggior parte delle persone, con le cure giuste, la situazione resta stabile o migliora.
In alcuni casi, però, il restringimento può peggiorare fino a dare dolore a riposo o ferite ai piedi.
Per questo una diagnosi precoce e il controllo dei fattori di rischio sono fondamentali.
Allo stesso modo non aspettare se il piede è molto freddo e pallido, se la pelle cambia colore o se compaiono ferite sulle dita o sul piede che non guariscono.
Sono segni che il sangue arriva in quantità insufficiente anche senza sforzo.
Se invece il dolore è improvviso e violento, con gamba fredda, pallida, formicolii o difficoltà a muoverla, si tratta di un'emergenza: chiama subito il 112.
Problemi della colonna, come il restringimento del canale vertebrale, possono dare dolore, formicolio o debolezza che migliorano sedendosi o piegandosi in avanti.
L'artrosi di anca o ginocchio dà dolore alle articolazioni, spesso già ai primi passi.
I problemi delle vene danno gambe pesanti e gonfie, che migliorano sollevando le gambe.
Esistono poi cause muscolari o tendinee e disturbi dei piedi, come il piede piatto.
La visita serve proprio a distinguere queste situazioni.
Il più noto è il restringimento del canale vertebrale, che comprime i nervi diretti alle gambe.
In questo caso il dolore è spesso accompagnato da formicolio, bruciore o debolezza, può comparire anche solo stando in piedi fermi e non passa semplicemente fermandosi: migliora invece sedendosi o piegandosi in avanti, per esempio appoggiandosi a un carrello della spesa.
Nel dolore arterioso, invece, basta fermarsi in piedi per qualche minuto.
A volte le due condizioni sono presenti insieme: la visita e gli esami aiutano a capire quale pesa di più.
Il Medico ascolta la descrizione del dolore, controlla i polsi dei piedi e misura l'indice caviglia-braccio, un esame semplice e indolore che confronta la pressione alla caviglia con quella al braccio.
L'EcoColorDoppler arterioso mostra se e dove le arterie sono ristrette e quanto il flusso è ridotto.
In base ai risultati possono essere utili esami del sangue per glicemia e colesterolo e, se si valuta un intervento, esami di immagine più specifici.
Porta con te gli esami che hai già e l'elenco dei farmaci.
L'esercizio costante stimola l'organismo a sviluppare piccoli vasi alternativi e allena i muscoli a usare meglio l'ossigeno, così con il tempo la distanza che riesci a percorrere senza dolore spesso aumenta.
In genere si consiglia di camminare ogni giorno fino a quando il dolore diventa moderato, fermarsi finché passa e poi ripartire, ripetendo più volte.
Il programma va però indicato dal Medico, in base alla tua situazione e alle condizioni del cuore.
Se hai ferite ai piedi o dolore a riposo, segui indicazioni specifiche.
A questo si aggiungono i farmaci prescritti dal Medico per proteggere le arterie e ridurre il rischio di infarto e ictus.
Nei casi più gravi, o quando il dolore limita molto la vita quotidiana, si può valutare di riaprire l'arteria con l'angioplastica, eventualmente con uno stent, o con un intervento chirurgico.
La scelta dipende da dove si trova il restringimento e dalla tua situazione generale, e viene fatta dallo specialista.
Il fumo è tra i principali nemici delle arterie: favorisce la formazione delle placche, restringe i vasi e rende il sangue più incline a coagulare.
Chi continua a fumare tende ad avere una malattia che peggiora più rapidamente, con maggior rischio di ferite, interventi e complicazioni, e anche i risultati degli interventi durano meno.
Smettere porta benefici a qualsiasi età e in qualsiasi fase, anche se hai fumato per molti anni.
Se da solo è difficile, chiedi aiuto al tuo Medico: esistono percorsi e centri dedicati.
Controlla i piedi ogni giorno, soprattutto se hai anche il diabete, cercando arrossamenti, vesciche, tagli o cambi di colore.
Usa scarpe comode e calze senza cuciture che stringono, evita di camminare scalzo e fai attenzione quando tagli le unghie, meglio se affidandoti a un podologo.
Non usare borse dell'acqua calda o fonti di calore dirette sui piedi, perché la sensibilità può essere ridotta.
Qualsiasi ferita che non migliora in pochi giorni va fatta vedere al Medico.
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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:
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Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
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Quindi ricorda che...
- un dolore crampiforme al polpaccio, alla coscia o al gluteo che compare dopo un certo numero di passi, costringe a fermarsi e passa in pochi minuti di sosta si chiama Claudicatio Intermittens e non è normale con l'età;
- è quasi sempre dovuto al restringimento delle arterie delle gambe per le placche di aterosclerosi: il sangue basta a riposo ma non durante lo sforzo, e il muscolo senza abbastanza ossigeno fa male;
- il dolore arterioso ricompare di solito sempre alla stessa distanza e passa fermandosi anche in piedi; più è breve la distanza percorsa prima del dolore, più il restringimento è importante;
- sono più a rischio chi fuma o ha fumato, chi ha il diabete, il colesterolo alto o la pressione alta, chi ha più di sessant'anni o ha già avuto problemi al cuore o alle carotidi, oltre a chi è sedentario o in sovrappeso;
- il dolore in sé non è pericoloso, ma è un campanello d'allarme: l'aterosclerosi può riguardare anche le arterie del cuore e del cervello, aumentando il rischio di infarto e ictus;
- anche altre cause possono dare dolore camminando: il restringimento del canale vertebrale, con formicolio che migliora sedendosi o piegandosi in avanti, l'artrosi di anca o ginocchio, le vene malate con gambe pesanti e gonfie, muscoli, tendini e piedi;
- rivolgiti subito al Medico se il dolore compare anche a riposo, soprattutto di notte, se il piede è freddo e pallido o se compaiono ferite sulle dita o sul piede che non guariscono;
- un dolore improvviso e violento con gamba fredda, pallida, formicolii o difficoltà a muoverla è un'emergenza: chiama subito il 112 senza aspettare;
- il primo passo è la visita angiologica, in cui il Medico ascolta la descrizione del dolore, controlla i polsi del piede e misura l'indice caviglia-braccio, un esame semplice e indolore;
- l'EcoColorDoppler arterioso mostra se e dove le arterie sono ristrette e quanto il flusso è ridotto; in base ai risultati possono servire esami del sangue per glicemia e colesterolo o esami di immagine più specifici;
- smettere di fumare è una delle cose più importanti che puoi fare, a qualsiasi età: il fumo favorisce le placche e fa peggiorare più rapidamente la malattia, e se da solo è difficile puoi chiedere aiuto al Medico;
- camminare ogni giorno secondo il programma indicato dal Medico non peggiora la malattia, anzi è una delle cure più efficaci: allena i muscoli e favorisce piccoli vasi alternativi, aumentando spesso la distanza percorsa senza dolore;
- la cura comprende anche il controllo di diabete, colesterolo e pressione e i farmaci che proteggono le arterie; nei casi più gravi si può riaprire l'arteria con l'angioplastica, eventualmente con stent, o con un intervento chirurgico;
- quando le arterie sono ristrette anche una piccola ferita guarisce male: controlla i piedi ogni giorno, usa scarpe comode, non camminare scalzo, evita fonti di calore dirette e fai vedere al Medico ogni ferita che non migliora in pochi giorni

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!








