
Hai il diabete e ti hanno raccomandato di fare molta attenzione ai piedi, ma non ti è del tutto chiaro il perché, né cosa dovresti fare in concreto ogni giorno?
È una domanda importante: nei piedi di chi ha il diabete anche una piccola ferita, un callo o una vescica possono trasformarsi in un'ulcera difficile da guarire, a volte senza fare alcun male.
Il cosiddetto piede diabetico è una delle complicanze più rilevanti del diabete e, nei casi più gravi, può portare anche a un'amputazione.
Non è però un destino inevitabile: gran parte dei problemi si può prevenire con gesti semplici, un po' di costanza e controlli regolari.
In questa pagina troverai spiegato in modo semplice perché il diabete mette a rischio i piedi, chi deve stare più attento, quali segnali non vanno mai sottovalutati e come si proteggono i piedi nella vita di tutti i giorni.
Vedrai anche come si cura un'ulcera quando compare, cosa aspettarti dal percorso di cura e perché intervenire presto fa davvero la differenza.
A guidarti è la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare esperta nella cura delle ferite croniche, che ogni giorno aiuta persone con il diabete a proteggere i propri piedi e a curare le lesioni quando compaiono.
Cos'è il piede diabetico?
il diabete può danneggiare le arterie che portano sangue ai piedi
Con il passare degli anni, soprattutto quando la glicemia resta a lungo alta, il diabete può danneggiare due "sistemi" fondamentali per la salute dei piedi.
Capire come funzionano ti aiuta a comprendere perché le regole di prevenzione sono così importanti.
- i nervi: la sensibilità si riduce, per cui non ti accorgi di un taglio, di una vescica, di un sassolino nella scarpa o di una calzatura che stringe (si parla di neuropatia);
- le arterie: al piede arriva meno sangue, e con esso meno ossigeno e nutrienti, per cui le ferite guariscono con più difficoltà (si parla di arteriopatia).
Per piede diabetico si intende l'insieme dei problemi che nascono da questi danni: lesioni che non si sentono, che si infettano facilmente e che faticano a chiudersi.
Spesso i due meccanismi sono presenti insieme e si sommano, rendendo il piede ancora più vulnerabile.
col tempo possono cambiare la forma e l'appoggio del piede
Pensa a una scarpa nuova che sfrega sul tallone: normalmente il dolore ti costringerebbe a toglierla dopo poco.
Con una sensibilità ridotta, invece, puoi camminare per ore senza accorgerti di nulla, e la sera trovare una vescica già aperta.
La neuropatia può dare anche disturbi opposti, come formicolio, bruciore o crampi, soprattutto di notte.
Inoltre il diabete può rendere la pelle secca e soggetta a screpolature, che diventano una facile porta d'ingresso per i germi.
Con il tempo possono cambiare anche la forma del piede e i punti di appoggio: si formano calli e duroni nelle zone più caricate, e proprio sotto un callo può nascondersi una piccola lesione.
Per questo calli e duroni, nel diabete, non vanno mai considerati un semplice fastidio estetico.
Chi rischia di più?
dita deformate e unghie ispessite aumentano il rischio
Tutte le persone con diabete, di tipo 1 o di tipo 2, dovrebbero prendersi cura dei propri piedi.
Il rischio, però, non è uguale per tutti, ed è più alto in chi:
- ha il diabete da molti anni;
- ha una glicemia non ben controllata;
- ha già una ridotta sensibilità ai piedi;
- ha le arterie delle gambe ristrette, per esempio con dolore ai polpacci quando cammina;
- ha già avuto ulcere o amputazioni;
- fuma;
- ha deformità del piede, calli, duroni o unghie incarnite;
- ha difficoltà a vedere o a raggiungere i propri piedi per controllarli.
Conoscere il proprio livello di rischio è il primo passo: lo stabilisce il Medico valutando sensibilità, polsi e circolazione, forma del piede ed eventuali ferite passate, e da questo dipende quanto spesso dovrai fare i controlli.
anche un'unghia incarnita può diventare un problema
Se hai già avuto un'ulcera, anche guarita da tempo, fai parte delle persone da seguire con più attenzione: la pelle cicatrizzata è più fragile e il rischio che la lesione si ripresenti resta.
Anche chi vive da solo o ha una vista ridotta merita un'attenzione particolare: in questi casi può essere utile coinvolgere un familiare o una persona di fiducia nel controllo quotidiano dei piedi, magari insegnandogli cosa guardare e come riconoscere un cambiamento.
Anche altre complicanze del diabete, come i problemi ai reni o alla vista, si accompagnano spesso a un rischio maggiore per i piedi, perché indicano che la malattia ha già interessato i piccoli vasi e i nervi.
Un'ultima indicazione pratica: porta sempre alla visita le analisi recenti, l'emoglobina glicata e l'elenco dei farmaci che assumi, così il Medico ha subito un quadro completo e può confrontarsi, se serve, con il tuo diabetologo.
I miei piedi stanno bene e il diabete è sotto controllo: devo preoccuparmi lo stesso?
Preoccuparti no, fare attenzione sì.
Un buon controllo della glicemia protegge nervi e arterie, ma i danni del diabete possono comparire lentamente e senza sintomi: potresti avere una sensibilità già un po' ridotta senza essertene mai accorto.
Per questo anche chi sta bene fa bene a farsi valutare i piedi almeno una volta, così da conoscere il proprio punto di partenza.
Se tutto è in ordine, ti basteranno l'autocontrollo quotidiano e le verifiche periodiche che il Medico ti indicherà.
Ci sono poi alcuni piccoli segnali che vale la pena riferire già alla prossima visita, anche se non ti sembrano importanti:
- piedi spesso freddi o formicolanti, soprattutto la sera;
- polpacci che fanno male camminando e passano da fermo;
- calli che si riformano sempre nello stesso punto;
- pelle molto secca o screpolata sul tallone.
Sono informazioni preziose: aiutano il Medico a capire se il tuo rischio è cambiato e a proteggerti prima che compaia una ferita.
Quali sono i segnali da non sottovalutare?
controllare i piedi ogni giorno, compresa la pianta
Dato che il dolore potrebbe non avvisarti, sono i tuoi occhi a dover fare da campanello d'allarme.
Scegli un momento fisso, per esempio la sera, e osserva pianta, tallone, dorso, spazi tra le dita e unghie, aiutandoti con uno specchio o con un familiare.
Bastano due o tre minuti, ma devono diventare un'abitudine quotidiana, come lavarsi i denti.
Rivolgiti al Medico se noti:
- ferite, vesciche, tagli o screpolature;
- arrossamento, gonfiore o una zona più calda del resto del piede;
- cambiamenti di colore della pelle o delle unghie;
- calli che si scuriscono o sanguinano;
- cattivo odore o secrezioni, anche solo una macchia sulla calza;
- formicolio, bruciore o, al contrario, perdita di sensibilità.
una vescica sul piede va sempre fatta vedere
Tieni presente che nel piede diabetico un'infezione può dare pochi segni: a volte l'unico indizio è una glicemia che sale senza motivo apparente, oppure una calza macchiata.
Non sottovalutare questi dettagli.
Una ferita che non mostra segni di miglioramento in pochi giorni va sempre fatta vedere: aspettare che "si chiuda da sola" è l'errore più comune e più rischioso.
Nel frattempo proteggila con una garza pulita, evita di camminarci sopra e non applicare prodotti irritanti o rimedi fai da te.
Ci sono poi situazioni urgenti: se compaiono dolore intenso improvviso, un piede freddo e pallido, dita bluastre o nere, oppure febbre alta con malessere generale insieme a una lesione, vai in Pronto Soccorso o chiama il 112.
Anche un piede che diventa all'improvviso gonfio, caldo e arrossato, pur senza ferite visibili, merita una valutazione rapida: nel diabete alcune infiammazioni delle ossa e delle articolazioni del piede possono presentarsi proprio così, e riconoscerle presto aiuta a evitare deformità permanenti.
Ho trovato una vescica o un taglietto: cosa faccio subito a casa?
Niente panico, ma nemmeno "aspettiamo e vediamo".
Nel diabete la cosa giusta è proteggere la lesione oggi stesso e farla vedere al Medico in tempi brevi, anche se non fa male.
Nel frattempo puoi fare così:
- lava delicatamente la zona con acqua tiepida o soluzione fisiologica e asciuga tamponando;
- non bucare la vescica e non strappare la pelle sollevata;
- copri con una garza sterile, fissandola senza stringere;
- togli la scarpa che ha provocato il problema e cammina il meno possibile;
- evita callifughi, pomate fai da te, alcol o impacchi caldi.
Se la ferita si trova sotto un callo, non provare a ripulirla da solo con forbici o lamette: è proprio lì che le lesioni nascoste si aggravano più facilmente.
Affidala al Medico o alla pedicure sanitaria.
Annota il giorno in cui l'hai scoperta e, se puoi, scatta una foto: sarà utile per capire come evolve.
Se nel frattempo compaiono febbre, arrossamento che si allarga o cattivo odore, non aspettare l'appuntamento: fatti valutare subito.
Come si previene?
le scarpe che sfregano possono causare vesciche e ferite
La prevenzione è l'arma più efficace, e in gran parte è nelle tue mani.
Bastano pochi minuti al giorno e qualche abitudine da trasformare in routine:
- controlla i piedi ogni giorno, compreso l'interno delle scarpe prima di indossarle;
- lavali ogni giorno con acqua tiepida, verificando la temperatura con il gomito, e asciugali bene, soprattutto tra le dita;
- idrata la pelle con una crema, ma non tra le dita, dove l'umidità favorisce le infezioni;
- non camminare mai scalzo, nemmeno in casa, in piscina o al mare;
- usa scarpe comode, della misura giusta, larghe e profonde, e calze senza cuciture cambiate ogni giorno;
- evita fonti di calore dirette come borse dell'acqua calda, stufe o camini;
- tieni sotto controllo glicemia, pressione e colesterolo e non fumare;
- fai controllare regolarmente i piedi dal Medico, anche con un EcoColorDoppler delle arterie quando indicato.
Le scarpe nuove andrebbero comprate nel pomeriggio, quando il piede è un po' più gonfio, e usate all'inizio per poche ore, controllando poi se hanno lasciato segni o arrossamenti.
piedi puliti, asciutti e con la pelle integra
Smettere di fumare è uno dei gesti più utili per la circolazione: il fumo restringe le arterie e rallenta la guarigione delle ferite.
Se da solo fai fatica, chiedi aiuto al tuo medico di famiglia.
Anche il movimento regolare è prezioso, perché aiuta a controllare glicemia e peso; se hai una ridotta sensibilità o deformità, scegli con il Medico l'attività più adatta e, dopo ogni camminata, dai sempre un'occhiata ai piedi.
Infine, ricorda di asciugare con cura i piedi anche dopo la doccia o la piscina e di cambiare le calze se sono umide: l'umidità tra le dita favorisce funghi e piccole screpolature, che sono una porta d'ingresso per le infezioni.
Come si cura?
ulcera su un dito del piede diabetico
Ricevere la notizia di avere un'ulcera può spaventare, ma sapere cosa aspettarsi aiuta ad affrontare il percorso con più serenità.
Quando compare una ferita, la cura deve essere tempestiva e seguita da personale esperto, perché ogni giorno di ritardo può permettere alla lesione di allargarsi o di infettarsi.
Di solito comprende:
- la pulizia della ferita e la rimozione dei tessuti morti, che ostacolano la guarigione;
- medicazioni avanzate, scelte in base al tipo di lesione e cambiate con la frequenza indicata;
- lo scarico del piede, cioè evitare che il peso gravi sulla ferita, con calzature o tutori specifici;
- il trattamento delle infezioni, quando presenti, spesso con antibiotici;
- la valutazione delle arterie: se il sangue non arriva bene, può essere necessario riaprire l'arteria con l'angioplastica o con la chirurgia;
- il controllo del diabete, insieme al diabetologo.
Lo scarico è spesso la parte più difficile da rispettare, proprio perché la ferita non fa male: eppure continuare a camminarci sopra impedisce alla lesione di chiudersi, anche con le migliori medicazioni.
il piede viene esaminato con cura a ogni controllo
I tempi di guarigione possono essere lunghi e richiedono pazienza e costanza.
È importante presentarsi a tutte le medicazioni programmate e segnalare subito eventuali cambiamenti, come più dolore, gonfiore, cattivo odore o febbre.
Più presto si interviene, più alte sono le possibilità di guarigione e più basso è il rischio di complicazioni.
Anche dopo la chiusura della ferita, controlli e prevenzione restano indispensabili: spesso il Medico consiglia calzature o plantari su misura per proteggere la zona cicatrizzata e ridurre il rischio che la lesione si riapra.
Per saperne di più sulle lesioni che faticano a chiudersi, leggi anche la pagina sulle ferite che non guariscono.
Il Medico mi ha detto di scaricare il piede: come faccio nella vita di tutti i giorni?
Lo scarico è una parte della cura, non un consiglio facoltativo: ogni passo fatto sulla ferita la "riapre" un po', anche se non senti dolore.
La difficoltà più grande, di solito, è ricordarsene a casa.
Qualche accorgimento pratico può aiutarti:
- indossa la calzatura o il tutore prescritto anche per i brevi tragitti in casa, compresa la notte per andare in bagno;
- organizza la giornata per ridurre i passi: tieni a portata di mano ciò che usi più spesso e fatti aiutare per la spesa;
- quando sei seduto, tieni il piede sollevato su uno sgabello;
- per la doccia, chiedi come proteggere la medicazione senza bagnarla.
Se lavori in piedi o guidi, parlane con il Medico: con alcuni tutori guidare può non essere sicuro, e a volte conviene rivedere per un periodo le proprie attività.
Non è per sempre: rispettare lo scarico con costanza è proprio ciò che permette alla ferita di chiudersi prima.
Hai il diabete e un problema ai piedi? La Dottoressa può aiutarti a Milano
la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare a Milano
La Dott.ssa Luisella Troyer si occupa da molti anni della cura delle ulcere e del piede diabetico, con medicazioni avanzate e controlli regolari presso lo Studio Medico Salus Mea, dove è disponibile anche la pedicure sanitaria.
Durante la visita la Dottoressa ascolta la tua storia, osserva con attenzione i piedi, valuta sensibilità e circolazione e, quando serve, completa il controllo con un EcoColorDoppler delle arterie delle gambe.
Se è presente una ferita, imposta il percorso di medicazione e ti spiega con chiarezza cosa fare a casa, come scaricare il piede, quali segnali osservare e quando tornare per il controllo successivo.
una visita accurata del piede per prevenire le complicazioni
Se non ci sono ferite, ti aiuta a capire il tuo livello di rischio e a organizzare la prevenzione.
Per le persone con piede diabetico è inoltre attiva una convenzione con il SSN presso il Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Se hai il diabete e noti una ferita, un'alterazione della pelle o un problema alle unghie dei piedi, contattala per una visita.
- Schaper NC, et al. Practical guidelines on the prevention and management of diabetes-related foot disease (IWGDF 2023 update). Diabetes Metab Res Rev. 2024. DOILinee guida internazionali IWGDF sul piede diabetico.
- Armstrong DG, Boulton AJM, Bus SA. Diabetic foot ulcers and their recurrence. N Engl J Med. 2017;376(24):2367-2375. DOIRevisione sulle ulcere del piede diabetico e sulla loro recidiva.
- O'Donnell TF Jr, et al. Management of venous leg ulcers: clinical practice guidelines of the Society for Vascular Surgery and the American Venous Forum. J Vasc Surg. 2014. PubMedLinee guida sulla gestione delle ulcere venose degli arti inferiori.
- European Pressure Ulcer Advisory Panel, National Pressure Injury Advisory Panel, Pan Pacific Pressure Injury Alliance. Prevention and Treatment of Pressure Ulcers/Injuries: Clinical Practice Guideline. The International Guideline. 2019. EPUAPLinee guida internazionali su prevenzione e cura delle piaghe da decubito.
- Rogers LC, et al. The Charcot foot in diabetes. Diabetes Care. 2011;34(9):2123. Testo completoDocumento di consenso sul piede di Charcot.
- Diabetic Foot Ulceration and Complications. StatPearls. NCBI Bookshelf. NCBIScheda clinica su ulcere e complicanze del piede diabetico.
FAQ (domande frequenti)
La sensibilità si riduce: un taglio, una vescica, un sassolino nella scarpa o una calzatura troppo stretta possono non fare male, e quindi passare inosservati per giorni.
Nel frattempo la piccola lesione può infettarsi o allargarsi.
Per questo è così importante guardare i piedi ogni giorno invece di affidarsi al dolore come campanello d'allarme.
A volte la neuropatia dà invece formicolio, bruciore o crampi, soprattutto di notte.
Nelle persone con diabete le arterie delle gambe possono restringersi (si parla di arteriopatia) e al piede arriva meno sangue.
A questo si aggiungono una glicemia alta, che rende i tessuti più fragili e favorisce le infezioni, e la difficoltà a togliere il peso dalla zona ferita quando non si sente dolore.
Per questo anche una piccola lesione può trasformarsi in un'ulcera che fatica a chiudersi e richiede cure specialistiche.
Se fai fatica a piegarti o a vedere bene, usa uno specchio o chiedi aiuto a un familiare.
Cerca ferite, vesciche, screpolature, arrossamenti, zone calde o gonfie, calli che si scuriscono, cambiamenti di colore della pelle o delle unghie, secrezioni o cattivo odore.
Controlla anche l'interno delle scarpe prima di indossarle.
Se noti qualcosa di nuovo, non aspettare: fatti visitare.
Affidati invece regolarmente alla pedicure sanitaria, eseguita da un podologo o da personale esperto, che tratta calli, duroni e unghie in sicurezza.
Se il Medico ti autorizza a limare le unghie a casa, fallo con delicatezza, seguendo la forma naturale e senza tagliare gli angoli.
Evita tacchi alti, punte strette e calzature aperte che lasciano il piede esposto.
Acquistale preferibilmente nel pomeriggio, quando il piede è un po' più gonfio, e usale all'inizio per poche ore.
Le calze devono essere senza cuciture in rilievo, non strette all'elastico e cambiate ogni giorno.
In alcuni casi il Medico può consigliare calzature o plantari specifici.
Senza protezione il piede è esposto a tagli, schegge, sassi, oggetti appuntiti e superfici molto calde, come la sabbia o le piastrelle al sole, che possono provocare ferite o ustioni senza che tu te ne accorga.
Usa sempre ciabatte chiuse o scarpette adatte.
Per lo stesso motivo evita di scaldare i piedi con borse dell'acqua calda, stufe o camini: se hai i piedi freddi, preferisci calze di lana senza cuciture.
Anche la febbre insieme a una lesione del piede, o un piede improvvisamente gonfio e caldo pur senza ferite, vanno valutati senza ritardo.
Se compaiono dolore intenso improvviso, piede freddo e pallido o febbre alta con malessere generale, vai in Pronto Soccorso o chiama il 112.
Il rischio aumenta anche in chi ha le arterie delle gambe ristrette, ha già avuto ulcere o amputazioni, fuma, ha deformità del piede, calli o unghie incarnite, oppure ha difficoltà a vedere o a raggiungere i propri piedi.
Il Medico valuta il tuo livello di rischio e ti indica come proteggerti.
Tutte le persone con diabete dovrebbero far controllare i piedi almeno periodicamente; chi ha neuropatia, arteriopatia, deformità o ha già avuto un'ulcera ha bisogno di controlli più frequenti.
Quando indicato, la visita può essere completata da un EcoColorDoppler delle arterie delle gambe.
Tra un controllo e l'altro, l'autocontrollo quotidiano resta fondamentale.
Comprende la pulizia della ferita e la rimozione dei tessuti morti, medicazioni avanzate scelte in base al tipo di lesione e lo scarico del piede, cioè evitare che il peso gravi sulla ferita con calzature o tutori specifici.
Se c'è un'infezione va trattata, spesso con antibiotici.
Si valuta sempre la circolazione: se il sangue non arriva bene può servire riaprire l'arteria con l'angioplastica o con la chirurgia.
Fondamentale anche il controllo del diabete con il diabetologo.
I tempi possono però essere lunghi e richiedono costanza nelle medicazioni e nello scarico del piede.
Anche dopo la guarigione il rischio che si formi una nuova lesione resta, perché nervi e arterie restano fragili.
Per questo la prevenzione quotidiana e i controlli regolari sono la strategia migliore.
Tieni sotto controllo la glicemia, seguendo le indicazioni del diabetologo, e anche pressione e colesterolo, che influiscono sulla salute delle arterie.
Smettere di fumare è uno dei gesti più importanti per proteggere la circolazione.
Lava i piedi ogni giorno con acqua tiepida, asciugali bene soprattutto tra le dita e idrata la pelle con una crema, evitando gli spazi tra le dita.
Muoviti regolarmente con scarpe adatte e partecipa ai controlli programmati.
Se però hai una ridotta sensibilità, deformità o un'ulcera, va scelta con il Medico.
In presenza di una ferita aperta bisogna di solito evitare di caricare il piede e preferire attività che non gravano sulla zona, come esercizi da seduti per braccia e busto, secondo le indicazioni del Medico.
Senza lesioni, camminare con scarpe adatte è in genere indicato.
Dopo ogni attività controlla sempre i piedi.
il tuo angiologo d'eccellenza a milano
la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:
- Insufficienza venosa cronica;
- Vene varicose;
- Tromboflebite;
- Linfedema;
- Lipedema;
- Ulcere;
- Piede diabetico
Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
se vuoi raggiungere lo studio in autovettura, ricorda che lo studio non è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il relativo pass di accesso.
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- con il tempo il diabete può danneggiare i nervi dei piedi, riducendo la sensibilità (neuropatia), e le arterie, riducendo l'afflusso di sangue (arteriopatia): da questi danni nasce il piede diabetico;
- con una sensibilità ridotta un taglio, una vescica, un sassolino o una scarpa stretta possono non fare male e passare inosservati per giorni, mentre la lesione si infetta o si allarga;
- quando arriva meno sangue e la glicemia è alta, anche una piccola ferita può trasformarsi in un'ulcera difficile da guarire e, nei casi più gravi, portare a un'amputazione;
- il rischio è più alto in chi ha il diabete da molti anni, una glicemia non ben controllata, arterie ristrette, deformità del piede, calli o unghie incarnite, ulcere precedenti o l'abitudine al fumo;
- controlla i piedi ogni giorno, pianta, tallone, spazi tra le dita e unghie, con l'aiuto di uno specchio o di un familiare, e guarda anche l'interno delle scarpe prima di indossarle;
- fatti visitare se noti ferite, vesciche o screpolature, arrossamento, gonfiore o calore, cambiamenti di colore, calli che si scuriscono, cattivo odore o secrezioni, formicolio o perdita di sensibilità: non aspettare che guariscano da sole;
- vai in Pronto Soccorso o chiama il 112 se compaiono dolore intenso improvviso, piede freddo e pallido, dita bluastre o nere, oppure febbre alta con malessere generale insieme a una lesione;
- lava i piedi ogni giorno con acqua tiepida, asciugali bene soprattutto tra le dita e idrata la pelle con una crema, evitando gli spazi tra le dita; evita borse dell'acqua calda, stufe e camini;
- non camminare mai scalzo, nemmeno in casa, in piscina o al mare, e usa scarpe comode della misura giusta, larghe e profonde, con calze senza cuciture cambiate ogni giorno;
- non fare la pedicure da solo con forbici, lamette o callifughi, che possono provocare ferite che non avverti: affidati regolarmente alla pedicure sanitaria eseguita da un podologo o da personale esperto;
- tieni sotto controllo glicemia, pressione e colesterolo con il diabetologo e smetti di fumare, uno dei gesti più importanti per proteggere la circolazione; muoviti regolarmente con scarpe adatte;
- fai controllare i piedi dal Medico con una frequenza stabilita in base al tuo livello di rischio, completando la visita, quando indicato, con un EcoColorDoppler delle arterie delle gambe;
- la cura di un'ulcera deve essere tempestiva: pulizia della ferita, medicazioni avanzate, scarico del piede con calzature o tutori, trattamento delle infezioni e, se serve, riapertura dell'arteria con angioplastica o chirurgia;
- anche dopo la guarigione il rischio di nuove lesioni resta, perché nervi e arterie restano fragili: la prevenzione quotidiana e i controlli regolari sono la strategia migliore

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!









