
Quando vai di corpo senti un dolore lancinante, come una lama, che continua anche per ore dopo l'evacuazione, tanto che arrivi ad avere paura di andare in bagno?
Sulla carta igienica noti qualche striatura di sangue rosso vivo e non sai se preoccuparti?
Sappi che non sei il solo e che non c'è nulla di cui vergognarsi: è un disturbo frequente, che il Medico conosce bene e che si può affrontare con serenità.
Questi sintomi sono tipici della ragade anale, una piccola ferita del canale anale che, pur essendo minuscola, può causare un dolore davvero intenso e condizionare le giornate, il lavoro e perfino il modo di mangiare.
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi la ragade guarisce senza intervento, con cure semplici da seguire a casa, soprattutto se viene affrontata presto, prima che diventi cronica.
In questa pagina troverai cos'è la ragade, perché si forma, come riconoscerla, come si svolge la visita e quali sono le cure, dalle abitudini quotidiane alle terapie per le forme più ostinate.
Te lo spiega la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare perfezionata in Proctologia, che visita con la massima delicatezza e attenzione al tuo disagio, spiegandoti ogni passaggio prima di farlo.
Cos'è una ragade anale?
la ragade è un piccolo taglio nella mucosa del canale anale
La ragade (o fissura) anale è un piccolo taglio della mucosa che riveste il canale anale, cioè l'ultimo tratto dell'intestino.
Di solito si trova nella parte posteriore, verso il coccige, più raramente in quella anteriore, soprattutto nelle donne.
Il canale anale è una zona molto ricca di terminazioni nervose: per questo anche una lesione di pochi millimetri può dare un dolore così forte, sproporzionato rispetto alle sue dimensioni.
La ragade può essere:
- acuta, cioè recente: somiglia a una piccola ferita arrossata con i bordi netti e di solito guarisce in poche settimane con le cure giuste;
- cronica, quando dura da più di 6-8 settimane: i bordi diventano duri e fibrosi e la ferita si comporta come una piccola ulcera che fatica a chiudersi.
Nella forma cronica possono comparire anche una piccola escrescenza di pelle all'esterno, chiamata marisca sentinella, e un piccolo rilievo all'interno del canale.
ragade anale con mucosa arrossata vista in anoscopia
Sono il segno che la ferita è presente da tempo.
La ragade è un disturbo benigno, frequente a tutte le età, dai bambini agli anziani, e colpisce uomini e donne, compresi i giovani adulti in piena attività.
Non si trasforma in un tumore e non è contagiosa.
Non va però trascurata: una ragade che non viene curata tende a diventare cronica, e più passa il tempo, più la guarigione diventa lenta e difficile.
Il dolore, inoltre, peggiora la qualità della vita molto più di quanto si immagini.
Talvolta le persone scambiano la ragade per le emorroidi, perché entrambe possono dare sangue: la differenza principale è il dolore, molto intenso nella ragade, mentre le emorroidi spesso sanguinano senza fare male.
Perché si forma?
la stitichezza è la causa più frequente della ragade
La causa più comune è il passaggio di feci dure e voluminose, tipiche della stitichezza, che stirano e lacerano la mucosa.
Anche la diarrea frequente può irritarla, perché le evacuazioni ripetute e acide infiammano la zona.
Il problema è che il dolore provoca uno spasmo del muscolo sfintere interno, un muscolo che circonda il canale anale e che non possiamo controllare volontariamente.
Il muscolo si contrae, arriva meno sangue alla ferita e la guarigione rallenta.
Si crea così un circolo vizioso: dolore, spasmo, ferita che non guarisce, di nuovo dolore.
In più, per paura del dolore, molte persone rimandano l'evacuazione: le feci restano più a lungo nell'intestino, diventano ancora più dure e alla volta successiva la ferita si riapre.
fibre e cereali integrali aiutano ad ammorbidire le feci
Altri fattori che possono favorire la ragade sono:
- il parto, per lo sforzo e lo stiramento dei tessuti;
- l'abitudine a spingere con forza o a restare a lungo seduti sul water, magari con il telefono in mano;
- un'alimentazione povera di fibre e di liquidi;
- i rapporti anali;
- più raramente, malattie come il morbo di Crohn o alcune infezioni.
Una ragade in una posizione insolita, o più ragadi insieme, possono essere il segnale di una di queste malattie e vanno sempre valutate con attenzione dal Medico.
Capire cosa ha favorito la tua ragade è importante non solo per guarire, ma anche per evitare che si ripresenti: correggere la stitichezza è spesso la chiave di tutto.
A volte la stitichezza nasce da abitudini facili da modificare: si beve poco, si mangiano poche verdure, si rimanda il bagno per fretta o per disagio fuori casa.
Altre volte dipende da alcuni farmaci o da cambiamenti della routine, come viaggi e periodi di stress: parlarne con il Medico aiuta a trovare la soluzione più adatta a te.
Come posso rendere il momento del bagno meno doloroso?
Oltre ad avere feci morbide, conta molto anche il come vai in bagno.
Qualche piccolo accorgimento può ridurre la tensione sulla ferita già dalla prossima volta:
- appoggia i piedi su un piccolo sgabello mentre sei seduto sul water: le ginocchia più alte dei fianchi facilitano l'evacuazione e riducono la necessità di spingere;
- respira lentamente e lascia fare all'intestino, senza spingere con forza;
- non restare seduto più di qualche minuto: se lo stimolo non arriva, alzati e riprova più tardi;
- lascia fuori dal bagno telefono e giornale, che allungano i tempi senza accorgertene;
- dopo, lava la zona con acqua tiepida invece di sfregare con la carta.
Cerca di dare all'intestino una certa regolarità, per esempio provando ogni giorno alla stessa ora, spesso dopo colazione, quando lo stimolo è più naturale.
Se sei fuori casa e senti lo stimolo, non rimandare per disagio: trattenere le feci le rende più dure, e la volta successiva la ferita fa ancora più male.
Un semicupio tiepido appena rientri aiuta a sciogliere lo spasmo.
Quali sono i sintomi?
la ragade sanguina e fa male durante l'evacuazione
La ragade ha dei sintomi piuttosto caratteristici, che spesso permettono già di sospettarla.
I più tipici sono:
- dolore acuto durante l'evacuazione, spesso descritto come un taglio, una scheggia di vetro o una bruciatura;
- dolore che continua per minuti o ore dopo, a volte come un bruciore sordo;
- piccole quantità di sangue rosso vivo sulla carta igienica o sulle feci;
- prurito e fastidio, a volte con piccole perdite che inumidiscono la biancheria;
- nelle forme croniche, una piccola escrescenza di pelle vicino alla ferita, la marisca sentinella.
Il dolore porta molte persone a trattenere le feci, che diventano ancora più dure, peggiorando la situazione.
Alcune arrivano a mangiare meno per ridurre le evacuazioni: è una reazione comprensibile, ma controproducente.
Il sangue della ragade è in genere poco e di colore rosso vivo.
tracce di sangue rosso vivo sulla carta
Tuttavia il sangue nelle feci non è sempre dovuto a una ragade: può dipendere dalle emorroidi e, più raramente, da infiammazioni intestinali, polipi o tumori.
Per questo va sempre valutato dal Medico, anche se pensi di sapere di cosa si tratta.
Se accanto al dolore compaiono febbre, un gonfiore duro e caldo vicino all'ano o secrezioni di pus, potrebbe trattarsi di un ascesso: in questo caso fatti visitare rapidamente.
Per saperne di più sulle altre cause, leggi anche la pagina sul dolore all'ano.
Può essere utile tenere per qualche giorno un piccolo diario: annota quando compare il dolore, quanto dura, com'erano le feci e se hai visto sangue.
Sono informazioni semplici, ma aiutano molto il Medico a capire la situazione e a valutare poi se le cure stanno funzionando.
Ricorda infine che il dolore della ragade, per quanto intenso, non è pericoloso in sé: è il segnale di una ferita che ha bisogno di essere curata nel modo giusto.
Il dolore mi condiziona la giornata: come posso stare meglio mentre guarisco?
È normale sentirsi stanchi e nervosi quando ogni evacuazione fa così male.
La ferita ha bisogno di tempo, ma nel frattempo puoi rendere le giornate più sopportabili:
- indossa biancheria di cotone e pantaloni non stretti, che non sfreghino sulla zona;
- se hai piccole perdite, metti una garza asciutta e cambiala spesso, per tenere la pelle pulita;
- evita per qualche tempo gli sforzi che aumentano la pressione nella zona, come sollevare pesi, e le attività che ti provocano dolore, come la bicicletta;
- se noti che alcuni cibi, come piccante o alcol, peggiorano il bruciore, riducili.
Per il dolore non affidarti al fai da te: chiedi al Medico quale antidolorifico è adatto a te, anche perché alcuni farmaci possono favorire la stitichezza.
Ricorda che puoi continuare a lavorare e a fare la vita di sempre.
E se il dolore ti porta a mangiare o bere meno, parlane alla visita: è proprio la situazione in cui le cure mirate fanno la differenza.
Come si fa la diagnosi?
la visita si esegue con delicatezza, coperti da un telo
Molte persone rimandano la visita per imbarazzo o per paura di sentire ancora più male.
È un timore comprensibile, ma nella maggior parte dei casi la ragade si riconosce già durante la visita proctologica, osservando delicatamente la zona anale, senza manovre dolorose.
La visita inizia con alcune domande sulle tue abitudini intestinali, sulle caratteristiche del dolore e del sanguinamento e su eventuali altri disturbi.
Poi il Medico ti chiede di sdraiarti sul fianco, con le ginocchia piegate verso il petto, una posizione che permette di esaminare la zona con discrezione.
Divaricando con delicatezza i glutei, il Medico può vedere la ferita, capire se è acuta o cronica e se sono presenti la marisca sentinella o altri problemi, come emorroidi o una fistola.
Poiché la ragade è molto dolorosa, il Medico procede con la massima delicatezza e ti avvisa prima di ogni passaggio.
ragade anale con fibrina vista in anoscopia
L'esplorazione con il dito e gli esami più approfonditi, come la videoproctoscopia, vengono eseguiti quando il dolore lo permette, spesso in un controllo successivo, oppure se servono per escludere altre cause.
Ragadi in posizioni insolite, multiple o che non guariscono con le cure vanno sempre approfondite, perché possono nascondere altre malattie.
In questi casi il Medico può consigliare ulteriori esami, come la colonscopia.
Al termine della visita riceverai indicazioni precise su cosa fare a casa e quando tornare per verificare che la ferita si stia chiudendo.
Non serve una preparazione particolare: se possibile, evita solo di applicare pomate nelle ore precedenti, così il Medico può osservare bene la zona.
Se hai già fatto esami o terapie per lo stesso problema, porta con te i referti e il nome dei prodotti usati: sapere cosa hai già provato permette di scegliere più rapidamente la cura giusta.
Come si cura?
pomate specifiche prescritte dal medico aiutano la guarigione
La maggior parte delle ragadi guarisce senza intervento chirurgico, soprattutto se trattata presto.
L'obiettivo della cura è spezzare il circolo vizioso tra dolore e spasmo e permettere alla ferita di chiudersi.
La cura prevede:
- feci morbide, con fibre, acqua ed eventualmente lassativi delicati prescritti dal Medico;
- semicupi in acqua tiepida, per dieci-quindici minuti, soprattutto dopo l'evacuazione;
- pomate specifiche prescritte dal Medico, che rilassano lo sfintere e migliorano l'afflusso di sangue alla ferita;
- farmaci per il dolore, quando necessario, sempre su indicazione del Medico.
Le comuni pomate per le emorroidi in genere non sono indicate per la ragade e possono ritardare la cura corretta: meglio evitare il fai da te.
ragade cicatrizzata dopo le cure
Qualche consiglio pratico per tutti i giorni: non trattenere lo stimolo, evita di spingere con forza e di restare a lungo sul water, asciuga tamponando delicatamente e senza prodotti profumati, preferisci acqua tiepida alla carta ruvida quando puoi.
Le ragadi acute migliorano spesso in poche settimane; quelle croniche richiedono più tempo e costanza.
È normale che il dolore si attenui prima che la ferita sia completamente chiusa: per questo è importante non sospendere le cure appena ci si sente meglio.
Nelle ragadi croniche che non rispondono a queste cure, si possono utilizzare iniezioni di tossina botulinica nello sfintere, che lo rilassano temporaneamente, oppure, in casi selezionati, un piccolo intervento chirurgico che riduce lo spasmo del muscolo.
La scelta viene fatta dal Medico insieme a te.
In gravidanza e dopo il parto, prima di usare pomate, lassativi o antidolorifici, parlane sempre con il Medico, che sceglierà le cure più sicure per te e per il bambino.
Come capisco se la cura sta funzionando?
La guarigione della ragade è graduale, e i primi segnali positivi arrivano di solito prima che la ferita sia chiusa del tutto.
Di solito ti accorgi che stai migliorando perché:
- il dolore durante l'evacuazione è meno forte;
- il bruciore dopo il bagno dura meno, da ore a pochi minuti;
- il sangue sulla carta igienica compare più raramente o scompare;
- hai meno paura di andare in bagno.
Il diario dei sintomi ti aiuta a vedere questi progressi, che giorno per giorno possono sembrare piccoli.
Qualche giornata storta, per esempio dopo feci più dure, non significa che la cura non funzioni: continua con costanza fino al controllo.
Rivolgiti invece al Medico prima del previsto se dopo alcune settimane non noti alcun miglioramento, se il dolore peggiora, se il sangue aumenta o se compaiono febbre o un gonfiore vicino all'ano.
A volte basta adattare la terapia; altre volte è il segnale che serve una cura diversa.
Soffri di ragade anale a Milano? La Dottoressa può aiutarti
la dott.ssa Luisella Troyer nel suo ambulatorio
Una ragade trascurata tende a diventare cronica e più difficile da curare: non aspettare che il dolore diventi insopportabile e non lasciare che l'imbarazzo ti faccia rimandare.
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la videoproctoscopia digitale eseguita con delicatezza
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Se la ragade si ripresenta nel tempo, la Dottoressa ti aiuta a capire cosa la favorisce e come prevenirla, così da non dover ripartire ogni volta da capo.
Per la visita privata non serve l'impegnativa del medico di famiglia: puoi prenotare direttamente.
Contattala per prenotare una visita.
- American Society of Colon and Rectal Surgeons. The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Management of Anal Fissures. Dis Colon Rectum. 2023. DOILinee guida americane sul trattamento della ragade anale.
- Nelson RL, et al. Non surgical therapy for anal fissure. Cochrane Database Syst Rev. 2012. PubMedRevisione Cochrane sulle terapie non chirurgiche della ragade anale.
- van Tol RR, et al. European Society of ColoProctology: guideline for haemorrhoidal disease. Colorectal Dis. 2020. DOILinee guida europee sulla malattia emorroidaria.
- Hawkins AT, et al. The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Management of Hemorrhoids. Dis Colon Rectum. 2024. DOILinee guida americane sul trattamento delle emorroidi.
- Anal Fissures. StatPearls. NCBI Bookshelf. NCBIScheda clinica sulla ragade anale.
FAQ (domande frequenti)
Spesso si notano piccole striature di sangue rosso vivo sulla carta igienica o sulle feci.
Possono esserci anche prurito e fastidio, e nelle forme croniche una piccola escrescenza di pelle vicino alla ferita, chiamata marisca sentinella.
Solo la visita, però, permette di confermare la diagnosi ed escludere altre cause di dolore all'ano.
A questo si aggiunge lo spasmo del muscolo sfintere interno: il dolore fa contrarre il muscolo, che resta teso anche dopo l'evacuazione, prolungando il fastidio per minuti o ore.
Lo spasmo riduce anche l'afflusso di sangue alla ferita e ne rallenta la guarigione.
Si crea così un circolo vizioso, in cui dolore, contrazione e ferita che non guarisce si alimentano a vicenda.
Le cure servono proprio a spezzarlo.
Per questo il sangue nelle feci va sempre valutato da un Medico, soprattutto se è la prima volta, se è abbondante, se si accompagna a cambiamenti delle abitudini intestinali, dimagrimento o stanchezza, o se hai una familiarità per tumori dell'intestino.
Il Medico ti dirà se servono ulteriori esami.
Senza queste attenzioni, però, il circolo vizioso di dolore e spasmo può impedire la guarigione.
Quando la ragade dura da più di 6-8 settimane diventa cronica: i bordi si induriscono e la ferita si comporta come una piccola ulcera che fatica a chiudersi.
In questo caso serve un trattamento più mirato.
Per questo è meglio farsi visitare presto, senza aspettare.
La ragade è un piccolo taglio della mucosa del canale anale, e il suo sintomo principale è un dolore acuto e intenso durante e dopo l'evacuazione.
Le emorroidi sono invece cuscinetti vascolari che si dilatano e si infiammano: spesso sanguinano senza fare molto male, possono dare prurito, senso di peso o fuoriuscire dall'ano.
Le due condizioni possono anche coesistere.
La visita proctologica chiarisce di cosa si tratta.
Molte pomate per le emorroidi sono pensate per ridurre gonfiore e infiammazione, ma non agiscono sullo spasmo dello sfintere, che è il vero ostacolo alla guarigione.
Esistono invece pomate specifiche, che il Medico può prescriverti, capaci di rilassare lo sfintere e migliorare l'afflusso di sangue alla ferita.
Vanno usate seguendo con precisione le indicazioni ricevute, per il tempo necessario.
Evita il fai da te con prodotti non prescritti, che possono irritare ulteriormente la zona.
Bevi acqua a sufficienza durante la giornata e aumenta gradualmente le fibre, con frutta, verdura, legumi e cereali integrali.
Se il Medico lo consiglia, puoi usare integratori di fibre o lassativi delicati.
Limita i cibi che ti irritano o che tendono a stitichezza o diarrea, e cerca di mangiare a orari regolari.
Aumenta le fibre poco per volta, bevendo di più, per evitare gonfiore addominale.
Anche il movimento quotidiano aiuta l'intestino.
Puoi usare una bacinella apposita da appoggiare sul water, un bidet o la vasca con poca acqua.
Resta seduto per circa dieci-quindici minuti, idealmente dopo l'evacuazione e anche più volte al giorno.
Il calore aiuta a rilassare lo sfintere e allevia il dolore.
Non serve aggiungere sali o prodotti profumati, che possono irritare.
Alla fine asciuga la zona tamponando delicatamente, senza strofinare.
Trattenere le feci, però, le rende più dure e voluminose, peggiorando il dolore e la ferita.
Cerca di andare in bagno appena senti lo stimolo, senza spingere con forza e senza restare seduto a lungo.
Mantenere le feci morbide con acqua e fibre riduce molto il dolore.
Un semicupio tiepido dopo l'evacuazione aiuta a rilassare il muscolo.
Se il dolore è forte, il Medico può prescriverti farmaci adatti per affrontare questa fase.
Nella maggior parte dei casi la ragade si riconosce già osservando con attenzione la zona anale, divaricando appena i glutei, senza bisogno di manovre invasive.
Gli esami più approfonditi, come la videoproctoscopia, vengono eseguiti solo quando il dolore lo permette o se servono per escludere altre cause.
Durante la visita puoi dire in ogni momento se senti dolore.
Non lasciare che il timore della visita ti faccia rimandare le cure.
Nelle ragadi croniche che non rispondono a feci morbide, semicupi e pomate specifiche, il Medico può proporre iniezioni di tossina botulinica nello sfintere, che lo rilassano temporaneamente e favoriscono la cicatrizzazione.
In casi selezionati si valuta un piccolo intervento chirurgico che riduce lo spasmo del muscolo.
La scelta tra queste opzioni dipende dalle caratteristiche della ragade e dalla tua situazione, ed è il Medico a valutarla con te.
In gravidanza la stitichezza è frequente, e il parto stesso può sottoporre la zona anale a una forte tensione.
Le regole di base sono le stesse: acqua, fibre, feci morbide, semicupi tiepidi e nessuna spinta eccessiva.
Prima di usare pomate, lassativi o farmaci per il dolore, però, parlane sempre con il Medico, perché non tutti sono indicati in gravidanza o durante l'allattamento.
Per prevenirla mantieni le feci morbide e regolari, bevendo a sufficienza e mangiando fibre ogni giorno.
Non trattenere lo stimolo, evita di spingere con forza e di restare a lungo seduto sul water, per esempio leggendo o usando il telefono.
Cura l'igiene della zona con acqua tiepida e detergenti delicati, evitando salviette profumate.
Muoviti regolarmente.
Se il dolore ricompare, rivolgiti presto al Medico: una ragade trattata subito guarisce più facilmente.
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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
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Quindi ricorda che...
- la ragade anale (o fissura) è un piccolo taglio della mucosa che riveste il canale anale, di solito nella parte posteriore: minuscola, ma capace di dare un dolore molto intenso;
- la ragade acuta è recente e di solito guarisce in poche settimane con le cure giuste; quando dura più di 6-8 settimane diventa cronica, con bordi duri e fibrosi, e fatica a chiudersi;
- la causa più frequente sono le feci dure e voluminose della stitichezza, che lacerano la mucosa; possono favorirla anche la diarrea frequente, il parto, i rapporti anali e, più raramente, il morbo di Crohn;
- il sintomo tipico è un dolore lancinante durante l'evacuazione, come un taglio o una bruciatura, che continua per minuti o ore, spesso con sangue rosso vivo sulla carta igienica o sulle feci;
- il dolore provoca uno spasmo dello sfintere interno, che riduce l'afflusso di sangue alla ferita e ne rallenta la guarigione: si crea un circolo vizioso che le cure servono a spezzare;
- nelle forme croniche può comparire una piccola escrescenza di pelle vicino alla ferita, la marisca sentinella, insieme a prurito e fastidio persistenti nella zona anale;
- il sangue rosso vivo non è sempre dovuto a una ragade: può dipendere dalle emorroidi e più raramente da infiammazioni intestinali, polipi o tumori, per questo va sempre valutato dal Medico;
- per guarire bisogna ammorbidire le feci: bevi acqua a sufficienza, aumenta gradualmente le fibre con frutta, verdura, legumi e cereali integrali e, se il Medico lo consiglia, usa integratori o lassativi delicati;
- i semicupi in acqua tiepida, per dieci-quindici minuti dopo l'evacuazione, rilassano lo sfintere e alleviano il dolore; asciuga tamponando delicatamente e senza usare prodotti profumati;
- non trattenere lo stimolo, perché le feci diventano più dure e peggiorano la ferita, ed evita di spingere con forza o di restare a lungo seduto sul water;
- le pomate per le emorroidi in genere non sono indicate: esistono pomate specifiche, prescritte dal Medico, che rilassano lo sfintere e migliorano l'afflusso di sangue alla ferita;
- la diagnosi si fa con la visita proctologica, eseguita con la massima delicatezza; ragadi in posizioni insolite, multiple o che non guariscono con le cure vanno sempre approfondite;
- la maggior parte delle ragadi guarisce senza intervento; nelle forme croniche che non rispondono alle cure si può ricorrere alla tossina botulinica o, in casi selezionati, a un piccolo intervento che riduce lo spasmo;
- in gravidanza e dopo il parto la ragade è più frequente: prima di usare pomate, lassativi o antidolorifici parlane con il Medico, e ricorda che una ragade trattata presto guarisce più facilmente

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!









