
Il Medico ti ha detto che un'arteria delle tue gambe è ristretta o chiusa, e che per far arrivare di nuovo il sangue potrebbe essere necessaria un'angioplastica?
È normale sentirsi preoccupati e avere tante domande.
Forse da tempo fai fatica a camminare per il dolore ai polpacci, oppure hai una ferita al piede che non guarisce.
Sapere cosa ti aspetta, passo dopo passo, aiuta ad affrontare il percorso con più serenità e a fare le scelte giuste insieme al Medico.
L'angioplastica fa parte della cosiddetta chirurgia endovascolare: invece di aprire la gamba con un intervento tradizionale, l'arteria viene riaperta dall'interno, attraverso un piccolo accesso con l'ago.
In molti casi si completa con il posizionamento di uno stent, una piccola rete metallica che mantiene l'arteria aperta.
In questa pagina trovi spiegato perché le arterie si restringono, quali disturbi provocano, come funzionano angioplastica e stent, quando vengono proposti, come si svolge la procedura e cosa fare dopo per proteggere le arterie nel tempo.
La Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, ti aiuta a capire le tue arterie e ti accompagna nella scelta del percorso di cura più adatto a te, con spiegazioni chiare in ogni fase, dalla diagnosi ai controlli.
Perché le arterie si restringono?
una placca di aterosclerosi restringe il lume dell'arteria
Le arterie sono i vasi che portano il sangue ricco di ossigeno dal cuore a tutto il corpo, gambe e piedi compresi.
Quando sono sane hanno una parete liscia ed elastica, che lascia scorrere il sangue senza ostacoli, anche quando i muscoli ne chiedono di più, per esempio camminando in salita.
La causa più frequente del restringimento è l'aterosclerosi: nella parete dell'arteria si formano delle placche di grasso, calcio e tessuto fibroso che, lentamente e nel corso di anni, riducono lo spazio in cui scorre il sangue, fino talvolta a chiuderlo del tutto.
A favorire le placche sono soprattutto il fumo, il diabete, la pressione alta, il colesterolo alto, l'età e la sedentarietà.
dolore al polpaccio durante il movimento
Spesso questi fattori si sommano tra loro, e l'aterosclerosi delle gambe si accompagna a quella delle arterie del cuore e del collo.
Nelle gambe il restringimento può causare dolore ai polpacci, alle cosce o ai glutei camminando, che passa fermandosi per qualche minuto: è la Claudicatio Intermittens.
Con il tempo la distanza che riesci a percorrere senza dolore può ridursi, e molte persone iniziano, quasi senza accorgersene, a camminare di meno.
Nei casi più gravi compaiono dolore a riposo, soprattutto di notte, piedi freddi e pallidi e ferite che non guariscono, in particolare nelle persone con diabete, che spesso avvertono meno il dolore e se ne accorgono più tardi.
Per questo è importante non sottovalutare un dolore che compare sempre camminando e passa con il riposo: una diagnosi precoce permette di agire sui fattori di rischio prima che il problema si aggravi, e spesso di evitare procedure più impegnative.
Quando un problema alle arterie delle gambe diventa urgente?
Il dolore che compare camminando e passa fermandosi è un segnale da far valutare con calma, ma di solito non è un'emergenza.
Diverso è quando i disturbi cambiano all'improvviso: in questi casi il sangue può non arrivare più alla gamba e ogni ora conta.
Chiama subito il 112 o vai in Pronto Soccorso se, in modo improvviso, una gamba o un piede:
- diventa freddo e pallido, o assume un colore violaceo;
- fa molto male, anche stando fermo;
- perde sensibilità o forza, per esempio non riesci a muovere bene le dita.
Serve invece una visita in pochi giorni se compare un dolore al piede che ti sveglia di notte e migliora lasciando la gamba giù dal letto, oppure una ferita alle dita o al tallone che si allarga, si arrossa o diventa scura.
Se hai il diabete, controlla i piedi ogni giorno, anche con uno specchio: potresti non sentire dolore anche quando la circolazione è molto ridotta, e accorgerti presto di una piccola lesione può fare una grande differenza.
Cos'è l'angioplastica?
L'angioplastica è una procedura in cui si introduce nell'arteria, attraverso una piccola puntura della pelle, un sottile catetere, cioè un tubicino flessibile, con un palloncino sgonfio all'estremità.
Non servono tagli come in un intervento tradizionale.
Sotto controllo radiologico, con l'aiuto di un mezzo di contrasto che rende visibili le arterie sullo schermo, il catetere viene guidato fino al punto ristretto.
Qui il palloncino viene gonfiato per pochi istanti: schiaccia la placca contro la parete e riapre il passaggio del sangue.
Al termine il palloncino viene sgonfiato e rimosso, mentre l'arteria resta più aperta di prima.
Il sangue può così tornare a raggiungere i muscoli e i tessuti del piede, con un miglioramento del dolore camminando e, quando presenti, delle condizioni per la guarigione delle ferite.
L'intera procedura, a seconda della complessità, può durare da meno di un'ora a qualche ora.
Spesso si utilizzano palloncini medicati, rivestiti di un farmaco che viene rilasciato nella parete dell'arteria e aiuta a ridurre il rischio di restenosi, cioè che l'arteria si restringa di nuovo nel punto trattato.
È importante sapere che l'angioplastica agisce sul tratto di arteria ristretto, ma non guarisce l'aterosclerosi, che è una condizione che riguarda tutte le arterie.
Per questo, dopo la procedura, le cure e lo stile di vita restano fondamentali per mantenere il risultato.
Ogni procedura viene pianificata in base alla sede, alla lunghezza e alle caratteristiche del restringimento, che il Medico studia con gli esami prima di decidere come intervenire.
In alcuni casi, nella stessa seduta, si possono trattare più punti ristretti della stessa gamba.
Non esitare a chiedere di vedere le immagini e a farti spiegare quale tratto verrà trattato e perché.
Cos'è uno stent?
Lo stent è un piccolo tubicino a rete metallica che viene portato nel punto trattato con lo stesso catetere dell'angioplastica.
Una volta posizionato, si espande e fa da impalcatura alla parete dell'arteria, mantenendola aperta.
Non sempre è necessario: il Medico decide se posizionarlo in base al tipo di restringimento, alla sede e al risultato ottenuto con il solo palloncino.
Per esempio, se dopo il gonfiaggio la parete tende a richiudersi o presenta piccole irregolarità, lo stent aiuta a stabilizzarla.
Anche gli stent possono essere medicati, cioè rivestiti di un farmaco che viene rilasciato lentamente e aiuta a limitare la crescita di tessuto all'interno, riducendo il rischio che l'arteria si restringa di nuovo.
Lo stent non si sente: non dà fastidio, non limita i movimenti e non impedisce di fare le normali attività quotidiane o sportive consentite dal Medico.
Resta per sempre nell'arteria e, con il tempo, viene ricoperto dal tessuto della parete, diventandone parte.
Se ti è stato posizionato uno stent, conserva la documentazione dell'intervento e mostrala ai medici che ti seguiranno in futuro, anche per altri problemi di salute: sapere dove si trova e di che tipo è può essere utile in molte situazioni.
Come l'arteria trattata con il solo palloncino, anche quella con lo stent va controllata nel tempo con l'EcoColorDoppler, per verificare che rimanga aperta e intervenire presto in caso di nuovo restringimento.
Anche se ti senti bene, non saltare i controlli programmati: un eventuale problema, scoperto per tempo, è di solito più semplice da risolvere.
Se in futuro dovessi fare una risonanza magnetica, informa sempre il personale della presenza dello stent.
Dovrò prendere i farmaci per sempre? E se devo andare dal dentista?
Dopo un'angioplastica, con o senza stent, i farmaci antiaggreganti sono una parte essenziale della cura.
Spesso per un primo periodo se ne prescrivono due insieme, poi di solito si prosegue con uno solo a lungo, in molti casi per tutta la vita, perché protegge l'arteria trattata ma anche cuore e cervello.
Durata e dosi le stabilisce il Medico in base al tuo caso.
Prima di cure dal dentista, esami invasivi o altri interventi, informa sempre chi ti cura che assumi antiaggreganti e porta con te l'elenco dei farmaci.
Molte cure dentistiche si possono eseguire senza sospenderli: sarà il Medico che ti segue a dirti se e come modificarli, mai di tua iniziativa.
Con questi farmaci è normale avere qualche livido in più o un piccolo sanguinamento delle gengive.
Contatta invece subito il Medico se noti feci nere, sangue nelle urine o sanguinamenti che non si fermano.
Anche i farmaci per il colesterolo vanno presi con costanza, anche quando gli esami migliorano: è proprio grazie a loro che i valori restano buoni.
Quando è indicata?
la scelta del trattamento si basa sull'EcoColorDoppler delle arterie
Non tutte le arterie ristrette devono essere trattate con un'angioplastica.
Nelle forme lievi spesso bastano farmaci, un programma di esercizio fisico, in particolare la camminata regolare, e il controllo dei fattori di rischio, a partire dallo stop al fumo.
L'angioplastica viene presa in considerazione quando:
- il dolore camminando limita molto la vita quotidiana nonostante le cure mediche e l'esercizio;
- compare dolore a riposo, soprattutto di notte, che a volte migliora lasciando la gamba fuori dal letto;
- sono presenti ferite o ulcere ai piedi che non guariscono per la scarsa circolazione, perché senza un buon afflusso di sangue i tessuti non riescono a ripararsi.
Prima di decidere servono esami accurati: l'EcoColorDoppler arterioso, spesso la misura dell'indice caviglia-braccio, che confronta la pressione alla caviglia con quella al braccio, e, per programmare la procedura, un'AngioTAC o un'angiografia, che mostrano con precisione dove si trovano le placche e quanto sono estese.
il Medico esamina le gambe durante la visita
In alcuni casi, per esempio quando il tratto chiuso è molto lungo o le arterie hanno caratteristiche particolari, può essere preferibile un by-pass chirurgico, che crea una nuova strada per il sangue aggirando l'ostacolo.
La scelta dipende dalla situazione delle arterie, dal tuo stato di salute generale, da eventuali altre malattie e dai tuoi disturbi.
La decisione viene presa insieme a te, dopo averti spiegato i benefici attesi, le possibili alternative e i rischi, perché ogni persona e ogni arteria sono diverse.
Puoi portare con te un familiare alla visita e annotare prima le domande che vuoi fare: avere tutto chiaro aiuta a decidere con serenità.
Ricorda che anche dopo una decisione presa, puoi sempre chiedere chiarimenti prima della procedura.
Come si svolge e cosa fare dopo?
la procedura si esegue in ambiente sterile
La procedura si esegue in ospedale, in una sala attrezzata, di solito in anestesia locale: si accede all'arteria con una piccola puntura, spesso all'inguine, senza tagli.
Resti sveglio per tutto il tempo e al massimo avverti una sensazione di calore o un fastidio passeggero quando si gonfia il palloncino.
Prima della procedura riceverai indicazioni precise su digiuno, farmaci da sospendere o da continuare ed esami del sangue, in particolare per la funzione dei reni, che eliminano il mezzo di contrasto.
Dopo l'intervento:
- si rimane a riposo per alcune ore, per permettere la chiusura del punto di accesso;
- la degenza è in genere breve e il ritorno alle attività leggere è rapido, secondo le indicazioni ricevute;
- vengono prescritti farmaci antiaggreganti e spesso farmaci per il colesterolo, da assumere con regolarità;
- si programmano controlli con EcoColorDoppler per verificare che l'arteria resti aperta.
Avvisa subito il Medico se aumenta il dolore, se compare gonfiore all'inguine nel punto della puntura o se il piede diventa freddo, pallido o molto dolente.
Riferisci anche se, nei mesi successivi, tornano il dolore camminando o nuove ferite ai piedi: possono essere segno che l'arteria si sta restringendo di nuovo e meritano un controllo senza aspettare la visita programmata.
Nelle settimane successive la camminata quotidiana diventa una vera e propria cura: allena i muscoli, favorisce la circolazione e aiuta a mantenere il risultato.
Controlla ogni giorno i piedi, soprattutto se hai il diabete, e segui con costanza le indicazioni su alimentazione, pressione e glicemia.
Se fumi, questo è il momento migliore per smettere: il fumo è il principale nemico delle arterie trattate, e il Medico può indicarti i percorsi di aiuto disponibili.
Come devo camminare se le gambe mi fanno male?
Camminare è una vera e propria terapia per le arterie delle gambe, prima e dopo un'angioplastica.
Il dolore che compare durante la camminata può spaventare, ma nella maggior parte dei casi non è pericoloso: è il segnale che i muscoli ricevono meno sangue di quanto chiedono.
Un metodo semplice, da concordare con il Medico, è questo:
- cammina a passo regolare finché il dolore diventa moderato, senza arrivare al limite;
- fermati e riposa finché il dolore passa del tutto;
- riparti e ripeti, per circa mezz'ora, almeno tre volte alla settimana, meglio se ogni giorno.
Con il tempo i muscoli si allenano, si sviluppano piccole vie alternative per il sangue e la distanza che riesci a percorrere tende ad aumentare.
Tenere nota dei metri o dei minuti di cammino ti aiuta a vedere i progressi.
Dopo la procedura, riprendi la camminata con gradualità, secondo le indicazioni ricevute alla dimissione.
Fermati e contatta il Medico se il dolore compare a riposo, se il piede diventa freddo o pallido o se noti una nuova ferita.
Hai le arterie delle gambe ristrette? La Dottoressa può aiutarti a Milano
la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare a Milano
Il primo passo è capire con precisione lo stato delle tue arterie.
La Dott.ssa Luisella Troyer ti riceve presso lo Studio Medico Salus Mea per la visita angiologica, durante la quale esegue l'EcoColorDoppler arterioso.
Ti chiederà dei tuoi disturbi, di quanta strada riesci a percorrere senza dolore, dei fattori di rischio e dei farmaci che assumi, e controllerà i polsi e i piedi.
Al termine ti spiegherà con chiarezza cosa ha visto e quali sono le possibilità.
la visita angiologica è il primo passo
Se basta una terapia medica, ti seguirà nel tempo con controlli periodici; quando serve un intervento, ti indirizza verso la struttura ospedaliera più adatta.
Porta con te esami precedenti, eventuali referti di interventi già eseguiti ed elenco dei farmaci che assumi, così da avere un quadro completo fin dal primo incontro.
Se hai già ricevuto un'indicazione all'intervento, la visita può essere anche l'occasione per un confronto e per chiarire i tuoi dubbi.
Contattala per prenotare una visita.
- Aboyans V, et al. 2017 ESC Guidelines on the Diagnosis and Treatment of Peripheral Arterial Diseases, in collaboration with the European Society for Vascular Surgery (ESVS). Eur Heart J. 2018;39(9):763-816. Testo completoLinee guida europee sulle arteriopatie periferiche.
- Gerhard-Herman MD, et al. 2016 AHA/ACC Guideline on the Management of Patients With Lower Extremity Peripheral Artery Disease. Circulation. 2017. PubMedLinee guida americane sulle arteriopatie degli arti inferiori, inclusa la claudicatio.
FAQ (domande frequenti)
Non richiede tagli chirurgici tradizionali: si accede all'arteria con una piccola puntura, spesso all'inguine, e attraverso un sottile catetere si porta un palloncino fino al punto ristretto.
Si esegue comunque in ospedale, in una sala attrezzata, con controllo radiologico e da parte di un'équipe specializzata.
Rispetto a un intervento a cielo aperto è meno invasiva, di solito si fa in anestesia locale e la degenza è in genere breve.
Sotto controllo radiologico il palloncino viene portato fino al punto ristretto e gonfiato: schiaccia la placca contro la parete dell'arteria e riapre il passaggio del sangue.
Poi viene sgonfiato e rimosso.
Spesso si usano palloncini medicati, rivestiti di un farmaco che aiuta a ridurre il rischio che l'arteria si restringa di nuovo.
Se il risultato del solo palloncino non è sufficiente, il Medico può completare la procedura posizionando uno stent.
Non è sempre necessario: il Medico decide se usarlo in base al tipo di restringimento, alla sua sede e al risultato ottenuto con il solo palloncino.
Anche gli stent possono essere medicati, cioè rivestiti di un farmaco che aiuta a contrastare un nuovo restringimento.
La scelta viene fatta dall'équipe che esegue la procedura, anche durante l'intervento stesso.
È un dispositivo molto piccolo che si trova all'interno dell'arteria e, una volta posizionato, non dà sensazioni né limita i movimenti.
Resta per sempre nell'arteria e, con il tempo, viene ricoperto dal tessuto della parete, diventando parte di essa.
Non si può spostare con i movimenti normali della vita quotidiana.
Se dopo la procedura avverti di nuovo dolore camminando, freddo al piede o altri disturbi, non è lo stent che senti, ma può essere un segnale da riferire subito al Medico per un controllo.
I principali fattori che la favoriscono sono il fumo, il diabete, la pressione alta, il colesterolo alto, l'età e la sedentarietà.
Nelle gambe il restringimento può causare dolore camminando, la Claudicatio Intermittens, e nei casi più gravi dolore a riposo e ferite che non guariscono.
L'aterosclerosi è una malattia che riguarda tutte le arterie, anche quelle del cuore e del cervello.
Non tutti i restringimenti vanno trattati: nelle forme lievi spesso bastano farmaci, esercizio fisico e controllo dei fattori di rischio.
La decisione si basa sui sintomi, sullo stato generale e su esami accurati delle arterie, e spetta al Medico insieme all'équipe che eseguirà la procedura.
Spesso si misura anche l'indice caviglia-braccio, confrontando la pressione alle gambe e alle braccia.
Per programmare la procedura con precisione possono servire un'AngioTAC o un'angiografia, che mostrano la mappa completa delle arterie.
Prima dell'intervento l'ospedale esegue inoltre gli esami del sangue e i controlli generali necessari, e verifica i farmaci che assumi e la funzione dei reni, perché durante la procedura si usa un mezzo di contrasto.
Si esegue di solito in anestesia locale nel punto di accesso, per cui senti solo la puntura iniziale; durante la procedura puoi avvertire una sensazione di calore quando viene iniettato il mezzo di contrasto, o un fastidio passeggero quando il palloncino viene gonfiato.
Si resta svegli e si può parlare con l'équipe.
Dopo l'intervento il punto di accesso può essere un po' dolente o presentare un piccolo livido per qualche giorno.
Se il dolore aumenta, compare gonfiore all'inguine o il piede diventa freddo, avvisa subito il Medico.
Dopo l'intervento si resta a riposo per alcune ore, per permettere la chiusura del punto di accesso.
Nei giorni successivi è consigliabile evitare sforzi intensi e sollevare pesi, secondo le indicazioni ricevute alla dimissione.
La ripresa del lavoro e della guida dipende dal tuo caso e dall'attività che svolgi.
Il Medico ti indicherà anche quando iniziare a camminare con regolarità, che resta un aspetto importante della cura.
Nel punto trattato l'arteria può restringersi di nuovo nel tempo, per una reazione della parete o per la progressione dell'aterosclerosi, e placche nuove possono formarsi anche in altri tratti.
Per ridurre questo rischio sono fondamentali i farmaci prescritti, da assumere con regolarità, uno stile di vita sano e i controlli periodici con EcoColorDoppler, che permettono di accorgersi presto di un nuovo restringimento.
Se tornano il dolore camminando, il dolore a riposo o compaiono ferite ai piedi, contatta il Medico senza aspettare il controllo programmato.
Spesso si aggiungono farmaci per il colesterolo e, se necessario, per la pressione e il diabete, che proteggono tutte le arterie.
Quali farmaci, a che dose e per quanto tempo lo decide il Medico in base al tuo caso.
È importante assumerli con regolarità e non sospenderli mai di tua iniziativa, nemmeno prima di un intervento o di una cura dal dentista, senza averne parlato con chi ti segue.
La cosa più importante è smettere di fumare, completamente.
Controlla con regolarità pressione, colesterolo e glicemia, segui un'alimentazione equilibrata con poca carne rossa e pochi grassi saturi e mantieni un peso adeguato.
Cammina ogni giorno, con costanza, secondo le indicazioni del Medico.
Prenditi cura dei piedi, soprattutto se hai il diabete.
Queste misure riducono il rischio che l'arteria si restringa di nuovo e proteggono anche cuore e cervello.
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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
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Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
se vuoi raggiungere lo studio in autovettura, ricorda che lo studio non è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il relativo pass di accesso.
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Quindi ricorda che...
- l'angioplastica è una procedura di chirurgia endovascolare che riapre dall'interno un'arteria ristretta o chiusa, attraverso una piccola puntura, senza i tagli di un intervento tradizionale;
- la causa più frequente del restringimento è l'aterosclerosi, con placche di grasso, calcio e tessuto fibroso favorite da fumo, diabete, pressione alta, colesterolo alto, età e sedentarietà;
- nelle gambe le arterie ristrette causano dolore camminando, la Claudicatio Intermittens, e nei casi più gravi dolore a riposo e ferite che non guariscono, soprattutto nelle persone con diabete;
- durante la procedura un sottile catetere con un palloncino raggiunge sotto controllo radiologico il punto ristretto e, gonfiandosi, schiaccia la placca contro la parete riaprendo il passaggio del sangue;
- spesso si usano palloncini medicati, rivestiti di un farmaco che aiuta a ridurre il rischio di restenosi, cioè che l'arteria si restringa di nuovo nel punto trattato;
- lo stent è un piccolo tubicino a rete metallica che fa da impalcatura alla parete e mantiene aperta l'arteria; non serve sempre e la decisione si prende in base al tipo di restringimento e al risultato;
- lo stent non si sente, non limita i movimenti e resta per sempre nell'arteria, dove col tempo viene ricoperto dal tessuto della parete; anche gli stent possono essere medicati;
- l'angioplastica si considera quando il dolore camminando limita molto la vita nonostante cure ed esercizio, quando c'è dolore a riposo o quando ci sono ulcere ai piedi per la scarsa circolazione;
- nelle forme lievi spesso bastano farmaci, esercizio fisico e controllo dei fattori di rischio, mentre quando il tratto chiuso è molto lungo può essere preferibile un by-pass chirurgico;
- prima di decidere servono esami accurati: l'EcoColorDoppler arterioso, spesso l'indice caviglia-braccio e, per programmare la procedura, un'AngioTAC o un'angiografia che mostrano la mappa delle arterie;
- la procedura si esegue in ospedale, di solito in anestesia locale con accesso spesso all'inguine; si resta svegli, si avverte al massimo calore o un fastidio passeggero e la degenza è in genere breve;
- dopo l'intervento si resta a riposo alcune ore; avvisa subito il Medico se aumenta il dolore, compare gonfiore all'inguine o il piede diventa freddo, e se tornano dolore camminando o ferite ai piedi;
- vengono prescritti farmaci antiaggreganti e spesso farmaci per il colesterolo, da assumere con regolarità e da non sospendere mai di tua iniziativa, nemmeno prima di cure dal dentista;
- l'angioplastica non guarisce l'aterosclerosi: smettere di fumare, controllare pressione, colesterolo e glicemia, camminare ogni giorno e fare controlli periodici con EcoColorDoppler protegge arterie, cuore e cervello

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!








