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La tromboflebite

Quando una vena della gamba diventa dura, rossa e dolorante
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Tromboflebite - Angiologo a Milano

Lungo una vena della gamba, magari una vena varicosa, senti un cordone duro, caldo e dolorante, con la pelle arrossata intorno, e ti stai chiedendo cosa sia successo e se sia qualcosa di grave?

È una situazione che spaventa, soprattutto perché si sente parlare spesso di trombosi.

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Prova a restare tranquillo: capire di cosa si tratta ti aiuta a fare le scelte giuste, senza allarmismi ma anche senza sottovalutare il problema.

Con buona probabilità si tratta di una tromboflebite, chiamata anche semplicemente flebite o, in termini medici, trombosi venosa superficiale.

Nella maggior parte dei casi è un problema benigno, che guarisce in qualche settimana con la terapia giusta.

Va però sempre valutata da un Medico, con un EcoColorDoppler, per capire quanto è esteso il coagulo ed escludere che si stia avvicinando alle vene profonde.

In questa pagina troverai come riconoscere la flebite, in cosa si differenzia dalla trombosi profonda, quali segnali richiedono un intervento urgente, perché si forma e come si cura, compresi i consigli pratici per i giorni della guarigione.

Te lo spiega la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, che ti aiuta anche a capire come evitare che si ripresenti e quando è il momento di curare le vene che l'hanno favorita.

Cos'è la tromboflebite?

la grande safena è una delle vene superficiali più colpite

la grande safena è una delle vene superficiali più colpite

La tromboflebite è la formazione di un coagulo di sangue (trombo) all'interno di una vena superficiale, cioè una vena che scorre appena sotto la pelle, accompagnata da un'infiammazione della parete della vena stessa.

È proprio l'infiammazione a dare arrossamento, calore e dolore.

Colpisce soprattutto le gambe, in particolare la vena grande safena, che percorre il lato interno della gamba dalla caviglia all'inguine, la piccola safena, che sale lungo il polpaccio fino al ginocchio, e i loro rami.

Più raramente può interessare le braccia, per esempio dopo un'iniezione o il posizionamento di un ago cannula, o altre zone del corpo.

Quando il coagulo si forma dentro una vena varicosa si parla più precisamente di varicoflebite, la forma più frequente.

Le varici, infatti, sono vene dilatate in cui il sangue scorre lentamente e tende a ristagnare.

vene superficiali e profonde della gamba sono collegate tra loro

vene superficiali e profonde della gamba sono collegate tra loro

La tromboflebite non va confusa con la Trombosi Venosa Profonda, che riguarda le vene profonde, all'interno dei muscoli, ed è una condizione ben più seria perché può causare un'embolia polmonare.

Le vene superficiali e quelle profonde, però, sono collegate tra loro in alcuni punti, soprattutto all'inguine e dietro al ginocchio, dove le safene si gettano nel sistema profondo.

Se il coagulo si estende verso questi punti, può raggiungere le vene profonde: ecco perché anche una flebite apparentemente banale va sempre controllata.

In alcuni casi la flebite superficiale e una trombosi profonda sono presenti contemporaneamente, anche se i sintomi fanno pensare solo alla prima.

È un altro motivo per cui l'esame con l'EcoColorDoppler è così importante.

Nella grande maggioranza dei casi, comunque, la flebite resta limitata alle vene superficiali e, curata nel modo giusto, guarisce senza lasciare conseguenze importanti.

Quali sono i sintomi?

il Medico palpa con le dita le vene del polpaccio

il Medico palpa con le dita le vene del polpaccio

La tromboflebite ha segni piuttosto caratteristici, che spesso compaiono nell'arco di poche ore o di un giorno.

I più tipici sono:

  • un cordone duro e dolente lungo il percorso di una vena, che si sente bene sotto le dita;
  • arrossamento della pelle sopra la vena, a volte a forma di striscia;
  • calore nella zona colpita;
  • dolore, che aumenta toccando la vena o premendo sulla zona;
  • a volte un leggero gonfiore intorno.

Di solito chi ne soffre riesce a camminare normalmente, e il gonfiore resta limitato alla zona della vena.

Può comparire una leggera febbricola, ma in genere non ci si sente davvero malati.

In genere i disturbi si attenuano in alcune settimane, con la terapia giusta.

la mano guantata preme lungo una vena varicosa

la mano guantata preme lungo una vena varicosa

Il cordone indurito, però, può restare palpabile anche per mesi, e la pelle sopra la vena può rimanere un po' più scura per qualche tempo: sono i segni della guarigione, che col tempo si riducono.

A volte la flebite viene scambiata per un'infezione della pelle, per una puntura d'insetto o per uno strappo muscolare.

Il fatto che l'arrossamento segua il percorso di una vena, e che si senta un cordone duro, è l'indizio più utile per distinguerla.

Nei primi giorni può aiutarti tenere la gamba sollevata quando sei seduto o sdraiato, appoggiandola su un cuscino, e applicare un impacco freddo avvolto in un panno per qualche minuto.

Sono piccoli accorgimenti che danno sollievo, ma non sostituiscono la visita.

Se i sintomi non migliorano nei giorni successivi, se il rossore si allarga o se il cordone si estende verso l'inguine o il ginocchio, torna a farti visitare: potrebbe essere necessario rivedere la terapia.

Consigli dell'angiologo

È "solo" una flebite o devo correre in Pronto Soccorso?

Nella maggior parte dei casi una flebite non è un'emergenza, ma va fatta vedere in tempi brevi, nei giorni immediatamente successivi, con un EcoColorDoppler: non aspettare che passi da sola.

Diventa invece urgente se, oltre alla vena dolente, noti che:

  • tutta la gamba si gonfia, non solo la zona intorno alla vena;
  • il dolore è profondo nel polpaccio o nella coscia;
  • il rossore sale rapidamente verso l'inguine.

In questi casi rivolgiti subito a un Medico o al Pronto Soccorso.

Chiama il 112 se compaiono affanno, fiato corto, dolore al petto, battito accelerato o tosse con sangue: possono essere i segnali di una trombosi profonda o di un'embolia polmonare.

In attesa della visita, continua a muoverti normalmente e tieni la gamba sollevata quando riposi.

Evita invece di massaggiare la vena, di applicare fonti di calore e di prendere farmaci di tua iniziativa.

Se puoi, segna con una penna il bordo della zona arrossata: ti aiuterà a capire se si sta allargando.

Perché viene la tromboflebite?

le vene varicose sono il principale fattore di rischio

le vene varicose sono il principale fattore di rischio

Il coagulo si forma più facilmente quando si verificano una o più di queste condizioni: il sangue scorre lentamente, la parete della vena è danneggiata oppure il sangue tende a coagulare più del normale.

I fattori di rischio più comuni sono:

  • le vene varicose, di gran lunga la causa più frequente;
  • lunghi periodi di immobilità, per esempio dopo un intervento, con un gesso o durante un lungo viaggio;
  • la gravidanza e il periodo dopo il parto;
  • la pillola anticoncezionale e le terapie ormonali;
  • il sovrappeso;
  • precedenti episodi di trombosi e alterazioni della coagulazione (trombofilia);
  • iniezioni o cateteri in vena;
  • alcune malattie, come i tumori o le malattie autoimmuni.

Spesso la flebite compare in estate, quando il caldo dilata le vene, oppure dopo un piccolo trauma su una vena varicosa, come un colpo contro un mobile.

vena normale e vena varicosa dilatata e tortuosa

vena normale e vena varicosa dilatata e tortuosa

Quando la flebite colpisce una vena sana, cioè non varicosa, senza una causa evidente, oppure si ripresenta più volte in punti diversi, il Medico può ritenere opportuno approfondire con esami della coagulazione o altri controlli, per escludere condizioni che favoriscono la formazione dei trombi.

Conoscere i propri fattori di rischio è utile anche per il futuro: se hai già avuto una flebite, segnalalo sempre al Medico prima di un intervento, di una gravidanza o di una terapia ormonale, così da valutare insieme eventuali misure di prevenzione.

Anche nelle situazioni quotidiane puoi fare molto: muoverti spesso durante i viaggi lunghi, evitare di restare immobile per ore e curare le varici quando il Medico lo consiglia.

Anche mantenere un peso adeguato e bere a sufficienza, soprattutto d'estate, aiuta la circolazione delle gambe.

Come si fa la diagnosi?

l'EcoColorDoppler mostra quanto è esteso il coagulo

l'EcoColorDoppler mostra quanto è esteso il coagulo

Il Medico riconosce la tromboflebite già con la visita, osservando e toccando con delicatezza la zona e chiedendoti quando sono iniziati i disturbi, se hai vene varicose, se hai avuto interventi, viaggi lunghi o altri episodi simili.

Per sapere quanto è esteso il coagulo e se si avvicina alle vene profonde, però, è indispensabile l'EcoColorDoppler.

Solo guardando all'interno della vena si può capire dove inizia e dove finisce il trombo.

È un esame indolore, rapido e senza radiazioni: il Medico stende un po' di gel sulla pelle e fa scorrere una sonda lungo la gamba, premendo leggermente per verificare se la vena si lascia comprimere.

Una vena che non si schiaccia contiene un coagulo.

L'esame permette di vedere il trombo, di misurarne la lunghezza e la distanza dai punti di collegamento con le vene profonde, e di controllare che il sistema profondo sia libero.

varici della safena e immagini dell'EcoColorDoppler

varici della safena e immagini dell'EcoColorDoppler

In base a queste informazioni il Medico decide la terapia più adatta.

Una flebite vicina all'inguine o al ginocchio, dove la safena si getta nelle vene profonde, va trattata con maggiore attenzione, così come una flebite particolarmente lunga.

Spesso il Medico programma un secondo EcoColorDoppler dopo qualche giorno o settimana, per verificare che il coagulo non si stia estendendo e che la terapia stia funzionando.

Anche se ti senti meglio, presentati sempre al controllo: il miglioramento dei sintomi non sempre corrisponde alla situazione all'interno della vena.

Porta alla visita l'elenco dei farmaci che assumi, compresa la pillola o eventuali terapie ormonali, ed eventuali referti di EcoColorDoppler precedenti: aiutano il Medico a inquadrare meglio la situazione.

In gravidanza una vena dura, rossa e dolente va fatta vedere presto: l'EcoColorDoppler è un esame sicuro anche per il bambino.

Consigli dell'angiologo

Ho avuto una flebite: posso partire per un viaggio lungo?

Nella maggior parte dei casi sì, ma è meglio parlarne prima con il Medico, soprattutto se la flebite è recente o stai facendo una terapia anticoagulante.

Ti dirà se è il caso di rimandare o se servono precauzioni particolari.

In aereo, in treno o in auto, qualche abitudine aiuta molto le tue vene:

  • indossa le calze elastiche prescritte già dalla partenza;
  • alzati e cammina ogni ora o due, oppure fai una sosta se guidi;
  • da seduto, muovi spesso caviglie e piedi, come se premessi un pedale;
  • bevi acqua a sufficienza ed evita alcol e sonniferi, che ti fanno restare immobile a lungo;
  • scegli, se puoi, un posto dal lato del corridoio.

Se sei in terapia, porta con te i farmaci necessari per tutto il viaggio, nel bagaglio a mano, insieme ai referti più recenti.

Una volta arrivato, se noti un gonfiore nuovo della gamba o compaiono fiato corto o dolore al petto, rivolgiti subito a un medico del posto o chiama i soccorsi.

Come si cura?

calze elastiche a compressione in diversi colori e modelli

calze elastiche a compressione in diversi colori e modelli

La terapia viene decisa dal Medico in base all'estensione e alla posizione del coagulo, alle tue condizioni generali e agli eventuali fattori di rischio.

Di solito comprende:

  • farmaci anticoagulanti per un periodo di alcune settimane, quando indicati;
  • calze elastiche a compressione, che riducono il dolore e aiutano la vena a guarire;
  • camminare: il riposo assoluto a letto non serve, anzi è sconsigliato;
  • a volte creme o impacchi freddi per alleviare il fastidio locale.

Camminare con le calze elastiche attiva la pompa del polpaccio, che spinge il sangue verso l'alto e riduce il rischio che il coagulo si estenda.

Gli sport intensi, invece, è meglio rimandarli finché il dolore non si è attenuato.

Gli antibiotici non servono, perché la flebite non è un'infezione.

superata la fase acuta si curano le vene varicose

superata la fase acuta si curano le vene varicose

Non assumere di tua iniziativa antinfiammatori o altri farmaci senza averne parlato con il Medico, soprattutto se stai già facendo una terapia anticoagulante, perché potrebbero aumentare il rischio di sanguinamento.

Se stai seguendo una terapia anticoagulante, segnala al Medico eventuali sanguinamenti insoliti, come lividi estesi, sangue dal naso o dalle gengive o feci scure.

In gravidanza la terapia va scelta dal Medico tra quelle sicure per te e per il bambino.

Una volta superata la fase acuta, è importante curare le vene varicose che hanno causato la flebite, per evitare che il problema si ripresenti.

Il Medico ti indicherà il momento più adatto e il trattamento più indicato per il tuo caso.

Durante la guarigione è normale che il cordone resti duro e un po' sensibile per diverso tempo: non massaggiarlo con forza e non cercare di "scioglierlo" da solo.

Se però il dolore aumenta, il rossore si allarga o compare gonfiore di tutta la gamba, contatta subito il Medico.

Consigli dell'angiologo

Mi hanno prescritto le iniezioni sotto la pelle: come le faccio a casa?

Molte terapie anticoagulanti per la flebite si fanno con piccole iniezioni sotto la pelle, di solito nella pancia.

All'inizio possono intimorire, ma con un po' di pratica diventano un gesto di pochi secondi, che puoi fare da solo o con l'aiuto di un familiare.

Segui sempre le istruzioni ricevute e il foglietto del farmaco.

In generale:

  • lavati le mani e scegli un punto della pancia a qualche centimetro dall'ombelico, alternando ogni giorno il lato destro e sinistro;
  • solleva una piega di pelle tra pollice e indice e inserisci l'ago tutto, dritto;
  • inietta lentamente e lascia la piega solo alla fine;
  • non massaggiare la zona dopo l'iniezione.

Un piccolo livido nel punto dell'iniezione è frequente e non deve preoccupare.

Segnala invece al Medico lividi estesi, sangue dal naso o dalle gengive che non si ferma, urine rosse o feci scure.

Fai le iniezioni sempre alla stessa ora e non interrompere la terapia prima del tempo stabilito, anche se la vena non fa più male.

Hai una flebite a Milano? La Dottoressa può aiutarti

la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare a Milano

la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare a Milano

Se pensi di avere una tromboflebite non aspettare che passi da sola: una visita con EcoColorDoppler ti permette di capire subito se è un problema semplice o se serve un'attenzione maggiore.

La Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, visita presso lo Studio Medico Salus Mea.

Durante la visita ascolta i tuoi disturbi, esamina la gamba ed esegue l'EcoColorDoppler per valutare l'estensione del coagulo e lo stato delle vene profonde.

Al termine ti spiega con parole semplici cosa ha trovato e cosa significa per te, imposta la terapia più adatta e ti indica quando tornare per il controllo.

una visita con EcoColorDoppler chiarisce subito la situazione

una visita con EcoColorDoppler chiarisce subito la situazione

Ti dà anche consigli pratici per affrontare i giorni della guarigione con più serenità: come indossare le calze, quanto camminare e quali segnali tenere d'occhio.

Se la flebite si ripete, valuta con te se servono ulteriori approfondimenti.

Per la visita privata non serve l'impegnativa del medico di famiglia.

Contattala per una visita: potrà anche valutare le vene varicose che hanno favorito la flebite e proporti il trattamento più adatto.

Fonti scientifiche
  1. Kakkos SK, et al. European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2021 Clinical Practice Guidelines on the Management of Venous Thrombosis. Eur J Vasc Endovasc Surg. 2021. PubMedLinee guida europee su trombosi venosa profonda e superficiale.
  2. Di Nisio M, et al. Treatment for superficial thrombophlebitis of the leg. Cochrane Database Syst Rev. 2018. DOIRevisione Cochrane sul trattamento della tromboflebite superficiale.
  3. Ortel TL, et al. American Society of Hematology 2020 guidelines for management of venous thromboembolism: treatment of deep vein thrombosis and pulmonary embolism. Blood Adv. 2020;4(19):4693. Testo completoLinee guida americane sul trattamento della trombosi venosa profonda.
  4. De Maeseneer MG, et al. European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2022 Clinical Practice Guidelines on the Management of Chronic Venous Disease of the Lower Limbs. Eur J Vasc Endovasc Surg. 2022;63:184-267. Testo completoLinee guida europee sulla malattia venosa cronica.

FAQ (domande frequenti)

+ Come faccio a riconoscere una tromboflebite?
Il segno più tipico è un cordone duro e dolente che si sente sotto le dita lungo il percorso di una vena superficiale, spesso una vena varicosa della gamba.
La pelle sopra la vena è arrossata e calda, il dolore aumenta toccando la zona e a volte c'è un leggero gonfiore intorno.
Di solito si riesce a camminare normalmente.
Questi segni permettono al Medico di sospettare la tromboflebite già alla visita, ma per capire quanto è esteso il coagulo serve sempre un EcoColorDoppler.
+ La tromboflebite è pericolosa?
Nella maggior parte dei casi è un problema benigno, che guarisce in qualche settimana con la terapia giusta.
In alcuni casi, però, il coagulo può estendersi verso le vene profonde, soprattutto quando si trova vicino all'inguine o al ginocchio, dove le safene si gettano nel sistema profondo.
Per questo la tromboflebite va sempre valutata da un Medico con un EcoColorDoppler, che permette di decidere la terapia più adatta.
Non sottovalutarla e non aspettare che passi da sola.
+ Che differenza c'è tra tromboflebite e trombosi venosa profonda?
La tromboflebite è un coagulo in una vena superficiale, cioè una vena che scorre appena sotto la pelle, con infiammazione della sua parete: si vede e si sente come un cordone rosso e dolente.
La Trombosi Venosa Profonda riguarda invece le vene profonde, all'interno dei muscoli, e di solito si manifesta con gonfiore di tutta la gamba e dolore profondo al polpaccio o alla coscia.
La trombosi profonda è più seria, perché può causare un'embolia polmonare.
Le due condizioni possono anche essere presenti insieme.
+ Quando devo andare subito al Pronto Soccorso?
Rivolgiti subito a un Medico o al Pronto Soccorso se, oltre alla vena dolente, tutta la gamba si gonfia, se il dolore è profondo nel polpaccio o nella coscia, oppure se la zona arrossata si estende rapidamente verso l'inguine.
Chiama il 112 se compaiono affanno, fiato corto, dolore al petto, battito accelerato o tosse con sangue: possono essere i segnali di un'embolia polmonare, che richiede cure immediate.
Anche febbre alta con brividi merita una valutazione rapida.
+ Perché mi è venuta la tromboflebite?
Il coagulo si forma più facilmente quando il sangue scorre lentamente, quando la parete della vena è danneggiata o quando il sangue coagula più del normale.
La causa più frequente sono le vene varicose.
Altri fattori di rischio sono lunghi periodi di immobilità, per esempio dopo un intervento o un lungo viaggio, la gravidanza e il periodo dopo il parto, la pillola e le terapie ormonali, il sovrappeso, precedenti trombosi, alterazioni della coagulazione, iniezioni o cateteri in vena e alcune malattie.
Il Medico valuta se servono approfondimenti.
+ Come si cura la tromboflebite?
La terapia viene decisa dal Medico in base all'estensione e alla posizione del coagulo, valutate con l'EcoColorDoppler.
Spesso comprende farmaci anticoagulanti per un periodo di alcune settimane, quando indicati, e calze elastiche a compressione, che riducono dolore e gonfiore.
È importante continuare a camminare.
Per alleviare il fastidio locale possono essere utili creme o impacchi freddi.
Superata la fase acuta, è importante curare le vene varicose che hanno favorito la flebite, per ridurre il rischio che si ripresenti.
+ Devo stare a riposo a letto?
No. Salvo diversa indicazione del Medico, il riposo assoluto a letto non serve ed è anzi sconsigliato, perché l'immobilità rallenta la circolazione e favorisce la formazione di coaguli.
Camminare con le calze elastiche aiuta la pompa del polpaccio a spingere il sangue verso l'alto e favorisce la guarigione.
Puoi continuare le normali attività quotidiane, evitando di restare a lungo fermo in piedi o seduto.
Quando riposi, tenere la gamba un po' sollevata può dare sollievo al dolore e al gonfiore.
+ Servono gli antibiotici o gli antinfiammatori?
Gli antibiotici non servono, perché la tromboflebite non è un'infezione batterica ma un'infiammazione legata al coagulo, anche se la pelle è rossa e calda.
Per quanto riguarda gli antinfiammatori o altri farmaci, non assumerli di tua iniziativa senza averne parlato con il Medico, soprattutto se stai già facendo una terapia anticoagulante, perché alcune combinazioni aumentano il rischio di sanguinamento.
Il Medico sceglierà la terapia più adatta, che nella maggior parte dei casi si basa su anticoagulanti e compressione elastica.
+ Quanto dura una flebite?
In genere i sintomi più fastidiosi, come arrossamento, calore e dolore, migliorano nel giro di alcune settimane con la terapia giusta.
Il cordone indurito, però, può restare palpabile più a lungo, anche per diversi mesi, riassorbendosi lentamente.
A volte sulla pelle resta per un po' una leggera colorazione scura lungo il percorso della vena.
La durata della terapia anticoagulante, quando prescritta, viene stabilita dal Medico.
Se i sintomi non migliorano o peggiorano, torna a farti visitare per un nuovo controllo.
+ Posso continuare a lavorare e fare sport?
Nella maggior parte dei casi puoi continuare a lavorare, soprattutto se il tuo lavoro ti permette di muoverti; se richiede di stare molte ore fermo in piedi o seduto, cerca di fare pause per camminare e muovere le caviglie.
Le attività leggere come la camminata sono utili.
Gli sport intensi, di contatto o con salti è meglio rimandarli finché il dolore non si è attenuato, e se assumi anticoagulanti bisogna evitare le attività a rischio di traumi.
Chiedi al Medico quando e come riprendere lo sport abituale.
+ La tromboflebite può venire in gravidanza?
Sì, la gravidanza e il periodo dopo il parto sono momenti in cui il rischio di coaguli aumenta, perché cambiano la coagulazione del sangue e la circolazione nelle gambe, e spesso le vene varicose peggiorano.
Se in gravidanza noti una vena dura, rossa e dolente, rivolgiti presto al Medico: serve un EcoColorDoppler per valutare l'estensione del coagulo.
Non assumere farmaci di tua iniziativa, perché non tutti sono adatti in gravidanza o in allattamento: sarà il Medico a scegliere la terapia sicura per te e per il bambino.
+ Può tornare?
Sì, la tromboflebite può ripresentarsi, soprattutto se ci sono vene varicose, che sono il principale fattore di rischio.
Trattare le varici una volta superata la fase acuta riduce il rischio di nuovi episodi.
Aiutano anche camminare ogni giorno, evitare di restare a lungo immobile, mantenere un peso adeguato e indossare le calze elastiche se il Medico le consiglia.
Se le flebiti si ripetono senza una causa evidente, o in vene non varicose, il Medico può valutare esami per studiare la coagulazione del sangue.
+ Dopo la flebite devo operare le vene varicose?
Spesso è consigliabile curare le vene varicose che hanno favorito la flebite, per ridurre il rischio che il problema si ripresenti.
Il trattamento non si fa durante la fase acuta, ma dopo che l'infiammazione si è risolta, secondo i tempi indicati dal Medico.
Oggi esistono diverse possibilità, dalla terapia sclerosante alla termoablazione e alla chirurgia, scelte in base al tipo di vene e al risultato dell'EcoColorDoppler.
La Dottoressa valuterà con te la soluzione più adatta.

il tuo angiologo d'eccellenza a milano

la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.

nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:

Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.

lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).

se vuoi raggiungere lo studio in autovettura, ricorda che lo studio non è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il relativo pass di accesso.

se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale o Porta Garibaldi, prendere la linea MM2 (Linea Verde), scendere a Loreto e prendere poi la linea bus 56, per scendere alla fermata Via Esterle.

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Quindi ricorda che...
  • la tromboflebite, o flebite, è la formazione di un coagulo in una vena superficiale, appena sotto la pelle, con infiammazione della parete della vena; colpisce soprattutto le gambe, in particolare le safene e i loro rami;
  • quando il coagulo si forma dentro una vena varicosa si parla di varicoflebite, la forma più frequente: le vene varicose sono di gran lunga il principale fattore di rischio;
  • altri fattori di rischio sono immobilità prolungata dopo interventi o lunghi viaggi, gravidanza e post-parto, pillola e terapie ormonali, sovrappeso, precedenti trombosi, trombofilia, cateteri in vena e alcune malattie;
  • si riconosce da un cordone duro e dolente lungo una vena, con pelle arrossata e calda sopra, dolore che aumenta toccando la zona e a volte un leggero gonfiore; di solito si cammina normalmente;
  • non va confusa con la trombosi venosa profonda, che riguarda le vene all'interno dei muscoli, dà gonfiore di tutta la gamba ed è più seria perché può causare un'embolia polmonare;
  • nella maggior parte dei casi è benigna e guarisce in qualche settimana, ma il coagulo può estendersi alle vene profonde, soprattutto vicino all'inguine o al ginocchio, dove le safene si gettano nel sistema profondo;
  • per questo va sempre controllata con l'EcoColorDoppler, esame rapido e indolore che mostra quanto è esteso il coagulo e permette al Medico di scegliere la terapia più adatta;
  • rivolgiti subito al Medico o al Pronto Soccorso se tutta la gamba si gonfia o il dolore è profondo nel polpaccio; chiama il 112 se compaiono affanno, dolore al petto, battito accelerato o tosse con sangue;
  • la terapia la decide il Medico in base a estensione e posizione del coagulo e spesso comprende anticoagulanti per alcune settimane e calze elastiche a compressione; creme o impacchi freddi alleviano il fastidio locale;
  • il riposo a letto non serve ed è anzi sconsigliato: camminare con le calze elastiche aiuta la pompa del polpaccio e la guarigione, mentre gli sport intensi vanno rimandati finché il dolore non si attenua;
  • gli antibiotici non servono, perché la flebite non è un'infezione; non prendere antinfiammatori o altri farmaci di tua iniziativa, soprattutto se fai già una terapia anticoagulante;
  • in gravidanza una vena dura, rossa e dolente va fatta vedere presto con un EcoColorDoppler, e la terapia va scelta dal Medico tra quelle sicure per te e per il bambino;
  • i disturbi migliorano in alcune settimane, ma il cordone indurito può restare palpabile anche per mesi; se i sintomi non migliorano o peggiorano torna a farti visitare;
  • la flebite può ripresentarsi: superata la fase acuta è importante curare le vene varicose che l'hanno favorita e, se gli episodi si ripetono senza causa evidente, il Medico può valutare esami della coagulazione
Angiologo Chirurgo Vascolare a Milano Dott.ssa Luisella Troyer

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

mercoledì 30 settembre, 2026

La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.

Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.

Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.

Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.

Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.

Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.

È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.

Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.

Scopri di più sulla Dottoressa

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Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia

Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.

Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.

Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.

Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).

Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.

La storia di Teresa

La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.

Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.

Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.

Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!

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La storia di Sara

Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.

Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.

Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.

Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!

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La storia di Marilù

La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.

La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.

Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.

Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!

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Senti cosa dicono della Dottoressa i suoi pazienti su mioDottore.it:
Recensione di Patrizia, paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
Recensioni per Angiologo a Milano
‟Brava, preparata e splendido approccio con mia suocera.”
Patrizia
Recensione di S.B., paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
Recensioni per Angiologo a Milano
‟Ho effettuato una visita angiologica con EcoColorDoppler per approfondire un sospetto lipedema. La dottoressa è stata molto scrupolosa e professionale. Ho ricevuto indicazioni chiare sul mio caso clinico. La consiglio per la sua competenza.”
S.B.
Recensione di Elisa, paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
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‟Mi sono sentita ben accolta e ascoltata. La dottoressa ha spiegato in maniera dettagliata e dato indicazioni precise.”
Elisa
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