
A fine giornata senti le gambe pesanti e gonfie, le caviglie si segnano con l'elastico delle calze e sulle cosce compaiono vene sempre più evidenti?
Questi sono alcuni dei segnali più comuni dell'insufficienza venosa cronica, una delle malattie delle vene più diffuse in assoluto, soprattutto tra le donne.
Se ti riconosci in questa descrizione, sappi che non si tratta di "semplice stanchezza" da sopportare.
È una condizione che tende a peggiorare lentamente negli anni, ma che, riconosciuta per tempo, si può trattare con ottimi risultati, spesso con tecniche poco invasive e senza rinunciare alle tue attività.
La Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, ti spiega in questa pagina come funzionano le vene delle gambe, perché a un certo punto smettono di lavorare bene e cosa si può fare per stare meglio.
Troverai i sintomi da riconoscere, i fattori che favoriscono la malattia, come si arriva a una diagnosi precisa con l'EcoColorDoppler e quali sono le cure disponibili: dalle calze elastiche e dalle buone abitudini di ogni giorno ai trattamenti per chiudere le vene malate.
Capire cosa succede alle tue gambe ti aiuterà a fare le scelte giuste, al momento giusto, insieme al Medico.
Cos'è l'insufficienza venosa cronica?
le vene (in blu) riportano il sangue dalla gamba verso il cuore
Le arterie portano il sangue ricco di ossigeno dal cuore a tutto il corpo; le vene fanno il percorso inverso, riportando il sangue al cuore.
Nelle gambe ci sono due reti di vene: quelle superficiali, appena sotto la pelle, e quelle profonde, tra i muscoli, collegate tra loro.
Nelle gambe questo ritorno è una piccola impresa: il sangue deve salire verso l'alto, contro la forza di gravità, per oltre un metro di distanza, sia quando stai in piedi sia quando sei seduto.
Per riuscirci, le vene hanno al loro interno delle valvole, piccole "porticine" che si aprono per far passare il sangue verso l'alto e si chiudono per impedirgli di tornare indietro.
A spingere il sangue ci pensano i muscoli del polpaccio, che a ogni passo schiacciano le vene come una pompa.
una vena sfiancata dal reflusso si dilata e diventa tortuosa
Si parla di insufficienza venosa quando queste valvole non chiudono più bene: il sangue ristagna o torna indietro (si parla di reflusso), la pressione dentro le vene aumenta e le vene, col tempo, si dilatano e si deformano.
L'aumento di pressione non riguarda solo le vene: si trasmette ai tessuti circostanti, e spiega il gonfiore, la pesantezza e, negli anni, i cambiamenti della pelle intorno alle caviglie.
Per questo si parla di malattia cronica, che evolve lentamente.
Il segno più visibile di questo processo sono le vene varicose, ma la malattia può essere presente anche quando le varici non si vedono ancora.
Riconoscerla presto permette di rallentarne l'evoluzione e di scegliere trattamenti più semplici.
Non è quindi solo una questione estetica: è la salute delle tue gambe, oggi e negli anni futuri.
Perché le vene si ammalano?
in visita il Medico chiede se ci sono altri casi in famiglia
La causa principale è ereditaria: non si eredita la malattia in sé, ma la qualità delle pareti delle vene.
Se le pareti sono poco elastiche, le valvole tendono a cedere più facilmente e le vene si dilatano sotto la pressione del sangue.
Per questo, durante la visita, il Medico ti chiederà quasi sempre se nella tua famiglia ci sono o ci sono stati casi di varici, flebiti o ulcere alle gambe.
A questa predisposizione si aggiungono alcuni fattori di rischio:
- stare molte ore in piedi e fermi, oppure seduti, per lavoro;
- essere donna, per l'influenza degli ormoni;
- le gravidanze, durante le quali aumentano il volume del sangue e la pressione sulle vene del bacino;
- il sovrappeso;
- la sedentarietà, che lascia "a riposo" la pompa muscolare del polpaccio;
- aver avuto in passato una trombosi venosa profonda, che può danneggiare le valvole.
in gravidanza aumenta il carico sulle vene
Spesso più fattori sono presenti insieme e si sommano tra loro.
Anche l'età conta: con gli anni le pareti delle vene perdono elasticità e i disturbi tendono ad aumentare.
Se non puoi cambiare la tua predisposizione, puoi però agire su molti degli altri fattori.
Muoverti ogni giorno, fare delle pause se lavori fermo, sollevare le gambe quando riposi e mantenere un peso adeguato aiuta le vene a lavorare meglio.
Anche piccoli gesti contano: durante un lungo viaggio in auto o in aereo, per esempio, alzati e cammina quando puoi, oppure muovi spesso i piedi e le caviglie, così da attivare la pompa del polpaccio ed evitare che il sangue ristagni nelle gambe.
Devo fare un lungo viaggio: come proteggo le mie gambe?
Le ore passate seduti in aereo, in treno o in auto lasciano a riposo la pompa del polpaccio e fanno ristagnare il sangue nelle gambe.
Non devi rinunciare a viaggiare: bastano alcune attenzioni semplici.
- scegli, se puoi, un posto sul corridoio, così da alzarti più facilmente;
- ogni ora circa cammina un po' o, da seduto, muovi spesso piedi e caviglie come se pedalassi;
- in auto programma soste regolari per sgranchirti le gambe;
- bevi acqua a sufficienza e limita alcolici e sonniferi, che ti tengono immobile;
- indossa abiti comodi, che non stringano in vita o alle ginocchia.
Se il Medico ti ha prescritto le calze elastiche, mettile anche durante il viaggio.
Se in passato hai avuto una trombosi, sei in gravidanza o hai subito da poco un intervento, parlane con il Medico prima di partire: potrebbe consigliarti misure di prevenzione specifiche.
All'arrivo, una breve camminata aiuta le gambe a riprendersi dal viaggio.
Quali sono i sintomi?
gonfiore e macchie brunastre intorno alla caviglia
I sintomi possono essere molto diversi da persona a persona, e all'inizio a volte mancano del tutto.
I più comuni sono:
- pesantezza e stanchezza alle gambe, soprattutto la sera o dopo tanto tempo in piedi;
- gonfiore alle caviglie, che migliora con il riposo a gambe sollevate;
- crampi notturni ai polpacci e, a volte, la sensazione di gambe "senza pace" a letto;
- prurito e bruciore sulla pelle delle gambe;
- capillari, vene reticolari e vene varicose sempre più visibili;
- nei casi più avanzati, macchie brunastre vicino alle caviglie e ferite che faticano a guarire, le ulcere.
Il caldo, in genere, peggiora tutti questi disturbi, perché le vene tendono a dilatarsi ancora di più.
Per questo molte persone notano un peggioramento in estate, dopo un bagno caldo o dopo una giornata passata al sole.
vene varicose e capillari violacei sul polpaccio
Un segno tipico è che i sintomi migliorano al mattino e quando tieni le gambe sollevate, mentre aumentano con il passare delle ore.
Anche il movimento, per esempio una camminata, spesso dà sollievo.
Stare fermi a lungo, invece, li accentua.
Nelle fasi iniziali l'insufficienza venosa non è grave, ma se trascurata può portare a complicanze come le flebiti, cioè l'infiammazione di una vena superficiale con un cordone arrossato e dolente, la trombosi e le alterazioni della pelle.
Se una gamba si gonfia all'improvviso, diventa calda, arrossata e dolente, fatti vedere senza aspettare, perché potrebbe trattarsi di una trombosi venosa profonda; se compaiono affanno improvviso o dolore al petto chiama subito il 112 o vai al Pronto Soccorso.
Cosa faccio se una varice sanguina o si infiamma?
A volte una varice molto superficiale, vicino alla caviglia, può rompersi anche per un piccolo urto e sanguinare in modo abbondante.
Mantieni la calma: nella maggior parte dei casi basta un semplice primo soccorso.
- sdraiati e solleva la gamba più in alto del cuore, appoggiandola su cuscini o su una sedia;
- premi con decisione sul punto che sanguina con una garza o un panno pulito, senza sollevarlo per controllare, per almeno dieci minuti;
- non usare lacci stretti sopra la ferita.
Se il sangue non si ferma o ti senti debole, chiama il 112.
Anche se si ferma, fai vedere la varice al Medico: il sanguinamento può ripetersi, e spesso conviene trattarla.
Se invece compare un cordone arrossato, duro e dolente lungo una vena, può trattarsi di una flebite: non massaggiarla e non applicare calore, ma fatti visitare in tempi brevi, perché serve un EcoColorDoppler per verificare che il coagulo non si estenda verso le vene profonde.
Come si fa la diagnosi?
l'EcoColorDoppler della coscia eseguito con la paziente in piedi
La diagnosi si fa con la visita angiologica e con l'esame EcoColorDoppler.
Durante la visita il Medico ti chiede quali disturbi hai, quando compaiono, se in famiglia ci sono casi di varici e se hai avuto gravidanze, flebiti o trombosi.
Poi osserva con attenzione le gambe, di solito mentre sei in piedi, perché in questa posizione le vene dilatate si vedono meglio, e valuta la pelle, il gonfiore e la presenza di capillari, varici o macchie, confrontando le due gambe tra loro.
Può anche palpare i polsi dei piedi, per controllare che le arterie funzionino bene.
L'EcoColorDoppler è un'ecografia che, grazie agli ultrasuoni, permette di vedere le vene, sia superficiali sia profonde, e di capire in quale direzione scorre il sangue.
varici della gamba e immagini EcoColorDoppler del reflusso
È un esame indolore, innocuo e senza alcuna preparazione: basta indossare abiti comodi, facili da togliere.
Grazie a questo esame il Medico individua con precisione quali vene sono malate e quanto è grave il reflusso, verifica che le vene profonde siano sane e prive di trombi, e può così proporti il trattamento più adatto.
Per descrivere la gravità della malattia, gli specialisti di tutto il mondo usano una classificazione chiamata CEAP, aggiornata nel 2020: si va dalla classe C0, senza segni visibili, fino alla classe C6, in cui è presente un'ulcera aperta.
Conoscere la classe della tua malattia aiuta a capire a che punto sei, a scegliere la cura e a programmare i controlli nel tempo.
Anche dopo un trattamento, infatti, è utile ripetere periodicamente l'EcoColorDoppler, perché altre vene potrebbero ammalarsi negli anni, anche se ti senti bene.
Come si cura?
le calze elastiche a compressione graduata aiutano il sangue a risalire
Le vene che si sono sfiancate non tornano più come prima; si può però fermare l'avanzata della malattia, eliminare le vene malate e far sparire o ridurre molto i disturbi.
Quando l'insufficienza è iniziale, spesso basta una terapia conservativa:
- calze elastiche a compressione graduata, prescritte dal Medico e indossate al mattino, che aiutano il sangue a risalire;
- camminare ogni giorno e muoversi, per tenere attiva la pompa del polpaccio: sono ottimi anche il nuoto, la bicicletta e l'acquagym;
- tenere le gambe sollevate quando si riposa ed evitare il caldo eccessivo, come saune, bagni molto caldi o l'esposizione prolungata al sole.
Le calze non fanno sparire le varici, ma riducono pesantezza e gonfiore e rallentano il peggioramento.
Il Medico ti indicherà il tipo e la compressione più adatti, perché non vanno scelte da sé.
calze elastiche di diverse lunghezze e colori
Quando invece una vena importante è malata, la si può chiudere o eliminare con tecniche moderne e poco invasive, come la termoablazione con laser o radiofrequenza e la terapia sclerosante con scleromousse.
Si eseguono in ambulatorio e permettono un rapido ritorno alle attività.
Questi trattamenti riguardano solo le vene superficiali: il sangue trova comunque la strada per tornare al cuore attraverso le vene profonde, che restano sane.
La vena malata, anzi, era un ostacolo al corretto ritorno del sangue.
In gravidanza le vene spesso peggiorano: in questo periodo si usano soprattutto calze e buone abitudini, mentre i trattamenti si rimandano, di solito, a dopo il parto, quando spesso le vene migliorano almeno in parte.
La scelta della cura, in ogni caso, spetta al Medico dopo la visita.
Come si indossano le calze elastiche senza fatica?
Le calze elastiche funzionano solo se le porti davvero, e all'inizio metterle può sembrare un'impresa.
Con il metodo giusto diventa un gesto di pochi minuti.
- indossale al mattino, appena alzato, quando le gambe sono meno gonfie, con la pelle asciutta;
- rovescia la calza fino al tallone, infila il piede e poi srotola il tessuto verso l'alto a poco a poco, senza tirare dal bordo;
- usa guanti di gomma, che aiutano a far scorrere la calza e a distribuirla senza pieghe;
- se la fatica resta, chiedi in farmacia o in sanitaria un infila-calze.
Lavale spesso a mano in acqua tiepida e falle asciugare lontano da termosifoni e sole, per non rovinare le fibre.
Con l'uso perdono compressione, quindi vanno sostituite periodicamente, come ti indicherà il Medico.
Se la calza ti provoca dolore, formicolii, dita fredde o segni profondi sulla pelle, toglila e parlane con il Medico: forse la misura o la compressione vanno riviste.
Soffri di gambe pesanti a Milano? La Dottoressa può aiutarti
la Dottoressa, specialista delle malattie delle vene
L'insufficienza venosa cronica è una malattia che peggiora lentamente: prima viene riconosciuta, più semplici e meno invasivi sono i trattamenti.
Se ti riconosci nei sintomi descritti in questa pagina, non aspettare che compaiano complicazioni come trombosi o ulcere: una visita oggi può risparmiarti cure più impegnative domani.
La Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, visita presso lo Studio Medico Salus Mea ed esegue personalmente l'esame EcoColorDoppler.
la visita delle gambe sul lettino
Durante l'appuntamento ascolta i tuoi disturbi, studia le tue vene e ti spiega con parole semplici cosa è emerso e a che punto è la malattia.
Insieme valuterete se bastano calze e buone abitudini o se è utile un trattamento, e con quali controlli seguire le tue gambe nel tempo.
Riceverai anche consigli pratici su calze, movimento e abitudini quotidiane, utili fin da subito.
Contattala per prenotare una visita e capire, finalmente, lo stato di salute delle tue vene.
- De Maeseneer MG, et al. European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2022 Clinical Practice Guidelines on the Management of Chronic Venous Disease of the Lower Limbs. Eur J Vasc Endovasc Surg. 2022;63:184-267. Testo completoLinee guida europee sulla malattia venosa cronica.
- Lurie F, et al. The 2020 update of the CEAP classification system and reporting standards. J Vasc Surg Venous Lymphat Disord. 2020. Testo completoLa classificazione CEAP della malattia venosa cronica.
- Eberhardt RT, Raffetto JD. Chronic venous insufficiency. Circulation. 2014. PubMedRevisione sull'insufficienza venosa cronica.
- Rabe E, et al. European guidelines for sclerotherapy in chronic venous disorders. Phlebology. 2014. PubMedLinee guida europee sulla scleroterapia.
FAQ (domande frequenti)
È una condizione che tende a peggiorare lentamente negli anni e, se trascurata, può portare a complicazioni come flebiti, cioè infiammazioni con coaguli nelle vene superficiali, trombosi, alterazioni della pelle con macchie brunastre e, nei casi avanzati, ulcere vicino alla caviglia.
Per questo va riconosciuta e seguita per tempo.
Una visita con EcoColorDoppler permette di capire a che punto è la malattia e di scegliere il trattamento più adatto.
Sono però molto utili: aiutano il sangue a risalire, riducono pesantezza, gonfiore e crampi e contribuiscono a rallentare il peggioramento della malattia.
Per funzionare devono essere a compressione graduata, della misura giusta e con il grado di compressione adatto a te, e vanno indossate al mattino, quando le gambe sono meno gonfie.
Devono essere prescritte dal Medico, anche perché in presenza di arterie molto ristrette possono essere controindicate.
Le calze "riposanti" da negozio hanno un effetto molto più limitato.
Le tecniche come la termoablazione e la scleroterapia riguardano solo le vene superficiali malate, quelle in cui le valvole non chiudono più.
Una vena malata, in realtà, non aiuta il ritorno del sangue: lo fa ristagnare e tornare indietro, ed è quindi un ostacolo alla corretta circolazione.
Eliminarla permette al sangue di scorrere nelle vene sane.
Prima di qualsiasi trattamento, l'EcoColorDoppler verifica che le vene profonde funzionino bene.
Nei mesi caldi è utile muoversi di più, per esempio camminando in acqua, evitare di stare a lungo fermi al sole o vicino a fonti di calore diretto come stufe, termosifoni, sabbia rovente o ceretta a caldo, e rinfrescare le gambe con getti d'acqua fresca dal basso verso l'alto.
Riposare con le gambe sollevate e bere a sufficienza aiuta.
Anche nei mesi caldi le calze elastiche prescritte restano utili.
È un'ecografia che, con gli ultrasuoni, permette di vedere le vene superficiali e profonde e di capire in quale direzione scorre il sangue, individuando con precisione le vene malate e l'entità del reflusso.
È indolore, innocuo e non richiede alcuna preparazione: ti basta indossare abiti comodi che permettano di scoprire facilmente le gambe.
In genere si esegue anche in piedi, perché in questa posizione il reflusso si vede meglio.
Sulla base del risultato il Medico ti propone il trattamento più adatto.
Al contrario, avere qualche capillare in vista non significa per forza avere una malattia importante: spesso si tratta di un problema soprattutto estetico.
Per questo non ci si può basare solo sull'aspetto delle gambe.
L'unico modo per sapere con certezza come stanno le tue vene è una visita con EcoColorDoppler, che mostra lo stato delle vene anche dove l'occhio non arriva.
Non si eredita la malattia in sé, ma la qualità delle pareti delle vene: se sono poco elastiche, le valvole tendono a cedere più facilmente.
Per questo, se in famiglia ci sono o ci sono stati casi di varici, soprattutto nei genitori, è più probabile che tu possa svilupparle.
A questa predisposizione si sommano altri fattori, come stare molte ore in piedi o seduti, le gravidanze, il sovrappeso e la sedentarietà.
Sapere di avere familiarità è utile: ti permette di adottare presto buone abitudini e di fare un controllo con EcoColorDoppler quando compaiono i primi sintomi.
In gravidanza gli ormoni rendono le pareti delle vene più rilassate, il volume di sangue aumenta e l'utero che cresce ostacola il ritorno del sangue dalle gambe: per questo possono comparire o peggiorare pesantezza, gonfiore, capillari e varici, anche nella zona vulvare.
Dopo il parto molte vene migliorano, ma con ogni gravidanza la situazione può peggiorare un po'.
È utile camminare ogni giorno, riposare con le gambe sollevate e, se prescritte dal Medico, indossare calze elastiche adatte alla gravidanza.
I trattamenti come termoablazione e scleroterapia di solito si rimandano a dopo il parto e l'allattamento.
Se il tuo lavoro lo richiede, cerca di interrompere spesso l'immobilità: cammina qualche minuto quando puoi, sali e scendi sulle punte dei piedi, muovi caviglie e piedi anche da seduto, come se pedalassi.
Evita di stare a lungo con le gambe accavallate e preferisci scarpe comode con un tacco basso.
Se il Medico te le ha prescritte, indossa le calze elastiche durante l'orario di lavoro.
La sera, riposare qualche minuto con le gambe sollevate aiuta a ridurre il gonfiore.
Anche ballare, fare escursioni o usare la cyclette va bene.
Sono meno indicate le attività con sforzi intensi e prolungati a gambe ferme, come il sollevamento di pesi molto elevati, che aumentano la pressione nell'addome e nelle vene.
Più che il tipo di sport conta la regolarità: muoverti ogni giorno è una delle terapie più efficaci.
Se hai dubbi, chiedi al Medico quali attività sono adatte a te.
La termoablazione con laser o radiofrequenza chiude dall'interno la vena malata con il calore, attraverso un piccolo accesso con un ago, sotto guida ecografica.
La terapia sclerosante con scleromousse utilizza una schiuma iniettata nella vena, che la fa chiudere e poi riassorbire.
Nella maggior parte dei casi si torna rapidamente alle normali attività.
Quale tecnica sia più adatta lo decide il Medico dopo l'EcoColorDoppler, in base al tipo, alla dimensione e alla posizione delle vene da trattare.
Per questo, con il passare degli anni, altre vene possono ammalarsi e possono comparire nuove varici.
Non si tratta di un fallimento della cura, ma dell'andamento naturale della malattia.
Per ridurre il rischio sono importanti le buone abitudini: camminare ogni giorno, mantenere un peso adeguato, evitare il caldo eccessivo e, se il Medico lo consiglia, usare le calze elastiche.
Sono utili anche controlli periodici con EcoColorDoppler, che permettono di individuare presto eventuali nuove vene malate e trattarle quando sono ancora piccole.
il tuo angiologo d'eccellenza a milano
la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.
nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:
- Insufficienza venosa cronica;
- Vene varicose;
- Tromboflebite;
- Linfedema;
- Lipedema;
- Ulcere;
- Piede diabetico
Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.
lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).
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Quindi ricorda che...
- nelle gambe il sangue risale verso il cuore contro la forza di gravità, grazie alle valvole delle vene, che impediscono il ritorno indietro, e alla pompa dei muscoli del polpaccio;
- si parla di insufficienza venosa cronica quando le valvole non chiudono più bene: il sangue ristagna o torna indietro, la pressione nelle vene aumenta e le vene si dilatano fino a diventare varici;
- la causa principale è ereditaria: non si eredita la malattia ma la qualità delle pareti delle vene, per questo i casi di varici in famiglia sono un'informazione importante per il Medico;
- aumentano il rischio stare molte ore in piedi o seduti e fermi, essere donna, le gravidanze, il sovrappeso e la sedentarietà, che lascia a riposo la pompa del polpaccio;
- i sintomi più comuni sono pesantezza e stanchezza alle gambe la sera, gonfiore alle caviglie che migliora a gambe sollevate, crampi notturni, prurito e bruciore;
- con il tempo compaiono capillari e vene varicose sempre più visibili e, nei casi avanzati, macchie brunastre vicino alle caviglie e ulcere; il caldo peggiora tutti i disturbi;
- non vedere varici non esclude la malattia, perché una vena grande come la safena può essere malata senza segni in superficie, mentre qualche capillare non significa per forza una malattia importante;
- nelle fasi iniziali non è grave, ma peggiora lentamente e, se trascurata, può portare a flebiti, trombosi, alterazioni della pelle e ulcere vicino alla caviglia;
- la diagnosi si fa con la visita angiologica e l'EcoColorDoppler venoso, indolore e senza preparazione, che mostra vene superficiali e profonde e la direzione del sangue; la gravità si descrive con la classificazione CEAP;
- le calze elastiche a compressione graduata, prescritte dal Medico e indossate al mattino, non fanno sparire le varici ma riducono i sintomi e rallentano il peggioramento;
- camminare ogni giorno, preferire sport come nuoto, bici e acquagym, fare pause se si lavora fermi, tenere le gambe sollevate ed evitare il calore diretto aiutano le vene;
- quando una vena importante è malata si può chiudere con la termoablazione con laser o radiofrequenza o con la scleromousse, tecniche poco invasive con rapido ritorno alle attività;
- chiudere una vena superficiale malata non danneggia la circolazione: il sangue torna al cuore attraverso le vene profonde, e la vena malata era anzi un ostacolo al corretto ritorno;
- in gravidanza le vene spesso peggiorano e i trattamenti si rimandano; anche dopo le cure possono ammalarsi altre vene, per questo servono buone abitudini e controlli periodici con EcoColorDoppler

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
mercoledì 30 settembre, 2026
La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.
Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.
Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.
Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.
Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.
Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.
È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.
Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.
Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia
Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.
Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.
Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.
Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).
Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.
La storia di Teresa
La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.
Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.
Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.
Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!
La storia di Sara
Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.
Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.
Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.
Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!
La storia di Marilù
La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.
La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.
Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.
Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!









