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La linfoscintigrafia

L'esame che mostra come scorre la linfa nel corpo
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Linfoscintigrafia - Angiologo a Milano

Hai un braccio o una gamba gonfi e il Medico sospetta un linfedema, ma vuole capire meglio come funziona il tuo sistema linfatico?

Ti è stata prescritta una linfoscintigrafia e la parola ti mette un po' in ansia?

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È comprensibile, ma si tratta di un esame poco fastidioso e ben tollerato, che si affronta con serenità se sai cosa aspettarti.

La linfoscintigrafia è l'esame di riferimento per studiare i vasi linfatici e i linfonodi: mostra come si muove la linfa nel corpo e dove incontra un ostacolo.

In molti casi la diagnosi di linfedema si fa già con la visita; la linfoscintigrafia è utile quando il quadro non è chiaro o prima di alcuni trattamenti.

La Dott.ssa Luisella Troyer, esperta in Linfologia, ti spiega come si svolge e come leggerne il risultato.

In questa pagina trovi come funziona il sistema linfatico, in cosa consiste l'esame, a cosa serve, come si svolge passo dopo passo e cosa succede dopo, con qualche consiglio pratico per affrontarlo con tranquillità.

Scoprirai anche perché non sempre è necessario e chi decide se eseguirlo, così da arrivare all'appuntamento preparato e senza dubbi.

Cos'è il sistema linfatico?

il sistema linfatico, una rete di vasi e linfonodi

il sistema linfatico, una rete di vasi e linfonodi

Il sistema linfatico è una rete di vasi sottilissimi e di piccoli organi, i linfonodi, presente in tutto il corpo.

Raccoglie il liquido e le proteine che restano tra le cellule, la linfa, e li riporta nel sangue, filtrandoli nei linfonodi.

Svolge anche un ruolo importante nelle difese immunitarie, perché nei linfonodi le cellule di difesa possono riconoscere batteri e altri agenti estranei.

Puoi immaginarlo come un sistema di drenaggio: ogni giorno dal sangue esce del liquido che nutre i tessuti; gran parte rientra nelle vene, ma una quota, con le proteine che le vene non riescono a riassorbire, deve essere raccolta dai vasi linfatici.

A differenza del sangue, spinto dal cuore, la linfa scorre grazie alle contrazioni dei vasi stessi e al movimento dei muscoli: per questo camminare e muoversi aiuta il suo flusso.

il liquido tra le cellule entra nei vasi linfatici

il liquido tra le cellule entra nei vasi linfatici

Nelle braccia e nelle gambe la linfa risale dalle mani e dai piedi verso i linfonodi delle ascelle e dell'inguine, e da lì prosegue verso il centro del corpo.

Quando questo sistema non funziona bene, la linfa si accumula e l'arto si gonfia: è il linfedema.

Può dipendere da vasi linfatici poco sviluppati fin dalla nascita, e si parla di linfedema primario, oppure da un danno successivo, per esempio dopo l'asportazione di linfonodi, una radioterapia, un trauma o infezioni ripetute: è il linfedema secondario.

Capire dove e quanto il drenaggio è compromesso aiuta il Medico a confermare la diagnosi e a scegliere le cure più adatte: è proprio ciò che mostra la linfoscintigrafia, seguendo il percorso della linfa lungo l'arto.

Sapere come funziona questo sistema ti aiuterà anche a capire meglio il referto e le cure.

Consigli dell'angiologo

Ho paura degli aghi e degli esami "nucleari": come posso affrontarlo con calma?

Sentire le parole "medicina nucleare" o "tracciante radioattivo" può mettere ansia, ma l'esame è ben tollerato e la maggior parte delle persone lo affronta senza difficoltà.

L'unico momento un po' fastidioso è la piccola puntura sotto la pelle, che dura pochi istanti.

Se hai paura degli aghi o ti è capitato di sentirti poco bene durante un prelievo, dillo al personale prima di iniziare: potrai fare l'iniezione da sdraiato e con tutta la calma necessaria.

La gamma-camera non emette radiazioni e non ti tocca: si avvicina all'arto e registra le immagini, mentre tu resti fermo sul lettino.

In genere non si tratta di un tunnel chiuso come quello della risonanza.

Ecco qualche consiglio pratico per sentirti più tranquillo:

  • chiedi al centro di spiegarti i passaggi prima di iniziare;
  • se lo desideri, fatti accompagnare da una persona di fiducia;
  • porta qualcosa da leggere per le pause tra un'acquisizione e l'altra.

Avere chiaro perché il Medico ti ha chiesto l'esame aiuta molto: se hai dubbi, parlane con lui prima di prenotarlo.

Cos'è la linfoscintigrafia?

il tracciante mostra i vasi linfatici e i linfonodi delle gambe

il tracciante mostra i vasi linfatici e i linfonodi delle gambe

La linfoscintigrafia è un esame di medicina nucleare.

Consiste nell'iniettare, sotto la pelle del piede o della mano, una piccolissima quantità di una sostanza tracciante debolmente radioattiva, che viene raccolta dai vasi linfatici.

Il tracciante si comporta come le proteine della linfa: entra nei vasi linfatici e ne segue il percorso, senza alterarne il funzionamento.

Una speciale apparecchiatura, la gamma-camera, registra le immagini del percorso del tracciante lungo l'arto e fino ai linfonodi.

Le immagini vengono raccolte in più momenti, così da osservare non solo dove arriva il tracciante, ma anche in quanto tempo.

In questo modo il Medico può vedere se la linfa scorre normalmente, se è rallentata, se trova vie alternative o se si accumula sotto la pelle.

Sono informazioni che nessun altro esame di uso comune fornisce in modo così diretto.

È un esame diverso da quelli che usano i raggi X, come la radiografia o la TAC: qui non è l'apparecchio a emettere radiazioni, ma il tracciante, in quantità molto piccola, e la gamma-camera si limita a rilevarlo.

Per questo l'apparecchio in sé non comporta alcun rischio, e la dose complessiva di radiazioni dell'esame è bassa.

Le immagini non mostrano i vasi con il dettaglio di una fotografia, ma descrivono la funzione del sistema linfatico: quanto velocemente il tracciante risale, quali linfonodi raggiunge, se ristagna nella pelle o se si formano vie di scarico alternative.

Spesso l'esame viene eseguito su entrambi gli arti: il lato sano diventa così un riferimento utile per valutare quello gonfio e capire quanto il drenaggio sia rallentato.

A leggere le immagini e a scrivere il referto è il Medico specialista in medicina nucleare, che poi lo consegna a te per la valutazione con il Linfologo.

A cosa serve?

gambe gonfie: l'esame aiuta a capire se il gonfiore è linfatico

gambe gonfie: l'esame aiuta a capire se il gonfiore è linfatico

La linfoscintigrafia è un esame di approfondimento, utile in particolare per:

  • confermare la diagnosi di linfedema quando i sintomi non sono chiari;
  • distinguere il linfedema da altre cause di gonfiore, come i problemi venosi o il lipedema;
  • valutare la gravità del danno linfatico;
  • studiare il sistema linfatico prima di alcuni interventi chirurgici sui linfatici;
  • approfondire i casi in cui si sospetta un linfedema primario, cioè non legato a interventi o terapie.

Non sempre è necessaria: è il Medico a decidere se richiederla, in base alla visita.

Non è quindi un esame da fare "per sicurezza" o di propria iniziativa, ma uno strumento da usare quando le sue informazioni possono cambiare le scelte di cura.

Nella maggior parte dei casi, infatti, la storia clinica e l'esame dell'arto sono sufficienti per riconoscere un linfedema, soprattutto quando il gonfiore compare dopo un intervento con asportazione di linfonodi.

braccio con linfedema a confronto con quello sano

braccio con linfedema a confronto con quello sano

La linfoscintigrafia diventa utile quando il gonfiore ha un'origine incerta, quando convivono più problemi o quando si deve pianificare un trattamento particolare.

Può servire, per esempio, se il gonfiore è comparso senza una causa evidente, se interessa entrambe le gambe in modo diverso o se non migliora come ci si aspetterebbe con le cure.

Spesso il Medico richiede prima l'ecocolordoppler, che usa gli ultrasuoni e studia soprattutto vene e arterie, per escludere una trombosi o un'insufficienza venosa.

I due esami sono complementari: uno guarda la circolazione del sangue, l'altro quella della linfa.

Tieni presente che l'esame descrive il funzionamento del sistema linfatico in quel momento: il risultato va sempre letto insieme ai sintomi e all'aspetto dell'arto.

Per questo è importante che a interpretarlo, nel quadro complessivo, sia un Medico esperto di malattie linfatiche.

Consigli dell'angiologo

Il tracciante è pericoloso per me o per chi mi sta vicino?

La quantità di tracciante è molto piccola e perde rapidamente la sua radioattività: la dose ricevuta è bassa e l'esame viene prescritto solo quando le informazioni che fornisce possono davvero aiutare a scegliere le cure.

Per le persone che ti stanno accanto, il centro può darti alcune semplici precauzioni per le ore successive, per esempio evitare il contatto ravvicinato e prolungato con donne in gravidanza e bambini piccoli.

Seguile con attenzione e, se hai dubbi sulla tua situazione familiare o lavorativa, chiedi chiarimenti al personale prima di andare via.

Ci sono però due situazioni da segnalare sempre prima dell'esame:

  • se sei incinta o pensi di poterlo essere: in gravidanza l'esame non è indicato;
  • se stai allattando: il centro ti darà indicazioni precise su come comportarti.

Se in gravidanza compare un gonfiore sospetto a una gamba, esistono esami senza radiazioni, come l'ecocolordoppler, che il Medico può richiedere al suo posto.

Per il resto puoi tornare alla tua giornata normalmente, compresa la guida e il lavoro, salvo diverse indicazioni del centro.

Come si svolge?

L'esame si esegue in un centro di medicina nucleare:

  • il personale esegue una piccola iniezione sotto la pelle, di solito tra le dita dei piedi o delle mani;
  • si acquisiscono le prime immagini con la gamma-camera, stando sdraiati;
  • spesso viene chiesto di camminare o di muovere l'arto, per stimolare il flusso della linfa;
  • si eseguono nuove immagini a distanza di tempo, anche dopo alcune ore.

L'esame è poco fastidioso: si avverte solo la piccola puntura dell'iniezione.

Non è necessario il digiuno; le indicazioni precise vengono date dal centro che esegue l'esame.

Nella sede dell'iniezione puoi avvertire per qualche istante un lieve bruciore, che passa rapidamente.

Prima dell'esame chiedi al centro quanto tempo richiede: tra le prime immagini e quelle tardive possono passare alcune ore, quindi è utile organizzare la giornata di conseguenza e, se vuoi, portare qualcosa per passare il tempo.

Tra un'acquisizione e l'altra, di solito, puoi alzarti e muoverti, seguendo le indicazioni del personale: camminare, in questo caso, fa parte dell'esame.

Porta con te la prescrizione, gli esami precedenti e i referti degli interventi, e chiedi al centro se devi togliere calza, bracciale elastico o bendaggio prima dell'esame.

Indossa abiti comodi e facili da togliere, e scarpe adatte a camminare.

Se sei incinta, pensi di poterlo essere o stai allattando, avvisa il Medico che prescrive l'esame e il personale del centro prima di iniziare.

Durante l'acquisizione delle immagini devi restare fermo per alcuni minuti, sdraiato sul lettino, mentre la gamma-camera si avvicina all'arto senza toccarti.

Se hai difficoltà a stare sdraiato o a camminare, segnalalo al personale: potranno aiutarti a trovare la posizione più comoda.

Cosa succede dopo?

il risultato viene interpretato insieme alla visita dell'arto

il risultato viene interpretato insieme alla visita dell'arto

Il referto della linfoscintigrafia viene valutato dal Medico insieme ai sintomi e alla visita: da solo non basta a decidere le cure.

Dopo l'esame puoi riprendere subito le tue normali attività.

Nella sede della puntura può restare un lieve fastidio, che passa rapidamente.

Il tracciante viene eliminato dall'organismo in breve tempo; se il centro ti dà precauzioni per le ore successive, seguile con attenzione.

Se nei giorni seguenti l'arto diventa rosso, caldo e dolente o compare febbre, contatta il Medico: nelle persone con linfedema le infezioni della pelle vanno curate presto, e questo vale in ogni momento, non solo dopo l'esame.

Il referto descrive come e quanto la linfa riesce a scorrere.

Se l'esame è normale, il Medico valuterà altre possibili cause del gonfiore, per esempio venose o legate a farmaci o ad altre malattie.

Se invece viene confermato un linfedema, l'esame aiuta anche a capirne la gravità e a scegliere con più precisione le cure.

Porta il referto e le immagini, se ti vengono consegnate, alla visita successiva.

Se viene confermato un linfedema, si imposta il percorso di cura, di solito con la Terapia Complessa Decongestionante e la compressione elastica.

Il percorso comprende linfodrenaggio manuale, bendaggio, cura della pelle ed esercizi specifici, seguiti da calze o bracciali su misura per mantenere i risultati.

Sarà il Medico a stabilire quali cure iniziare e con quale intensità, in base allo stadio del linfedema e alle tue esigenze.

Il linfedema è una condizione cronica, ma iniziare presto le cure aiuta: nelle fasi iniziali i tessuti sono ancora morbidi e rispondono meglio, e con cure costanti il gonfiore si può ridurre e tenere sotto controllo.

Consigli dell'angiologo

Mentre aspetto l'esame o il referto, cosa posso fare per il mio arto gonfio?

L'attesa non deve essere tempo perso: ci sono attenzioni quotidiane che aiutano già da ora, qualunque sia il risultato dell'esame.

  • muoviti ogni giorno: camminare e muovere mani e piedi aiuta la linfa a scorrere;
  • quando riposi, tieni l'arto sollevato, per esempio su un cuscino;
  • idrata la pelle ogni giorno e disinfetta subito anche i piccoli tagli;
  • evita indumenti, anelli o orologi che stringono e le lunghe esposizioni al caldo intenso;
  • se ti è stata prescritta una compressione elastica, non sospenderla di tua iniziativa.

Non iniziare invece massaggi fai da te, tisane drenanti o diuretici senza indicazione medica: non curano il linfedema e possono farti perdere tempo.

Se l'arto diventa rosso, caldo e dolente, o compare la febbre, contatta subito il tuo medico, senza aspettare il referto.

Se una sola gamba si gonfia all'improvviso, con dolore al polpaccio, serve una valutazione urgente; con affanno o dolore al petto chiama il 112.

Sospetti un linfedema? La Dottoressa può aiutarti a Milano

la Dott.ssa Luisella Troyer, esperta in Linfologia

la Dott.ssa Luisella Troyer, esperta in Linfologia

La Dott.ssa Luisella Troyer valuta durante la visita linfologica se è utile eseguire la linfoscintigrafia e ti segue nella lettura dei risultati e nel percorso di cura, presso lo Studio Medico Salus Mea di Milano, in Via Padova 95, a pochi passi da Piazzale Loreto.

Alla visita porta gli esami già eseguiti e i referti degli interventi: la Dottoressa raccoglierà la tua storia, esaminerà e misurerà l'arto e ti dirà se la diagnosi è già chiara o se serve un approfondimento, spiegandoti perché e cosa aspettarti dall'esame.

Se hai già fatto la linfoscintigrafia, ti spiegherà il referto con parole semplici e imposterà con te le cure, con controlli nel tempo per verificarne i risultati.

durante la visita linfologica si esamina la gamba gonfia

durante la visita linfologica si esamina la gamba gonfia

Per la visita privata non serve l'impegnativa del medico di base: puoi prenotare direttamente per telefono, su WhatsApp o con il modulo di contatto.

Quando la contatti, racconta brevemente da quando hai il gonfiore e se hai già eseguito esami: ti verrà indicato cosa portare con te.

Contattala per prenotare una visita.

Fonti scientifiche
  1. International Society of Lymphology Executive Committee. The diagnosis and treatment of peripheral lymphedema: 2023 Consensus Document of the International Society of Lymphology. Lymphology. 2023;56:133-151. PubMedLinee guida internazionali su diagnosi, stadiazione e Terapia Complessa Decongestiva del linfedema.
  2. Grada AA, Phillips TJ. Lymphedema: pathophysiology and clinical manifestations. J Am Acad Dermatol. 2017;77(6):1009-1020. DOIFisiopatologia del linfedema primario e secondario e sue complicanze.
  3. Lasinski BB, et al. A systematic review of the evidence for complete decongestive therapy in the treatment of lymphedema from 2004 to 2011. PM R. 2012. PubMedRevisione sistematica sulla Terapia Complessa Decongestiva.
  4. Rockson SG, et al. Cancer-associated secondary lymphoedema. Nat Rev Dis Primers. 2019. PubMedRevisione sul linfedema secondario dopo tumore.

FAQ (domande frequenti)

+ Cos'è la linfoscintigrafia?
La linfoscintigrafia è un esame di medicina nucleare che studia i vasi linfatici e i linfonodi.
Consiste nell'iniettare sotto la pelle del piede o della mano una piccolissima quantità di una sostanza tracciante, debolmente radioattiva, che viene raccolta dai vasi linfatici.
Una speciale apparecchiatura, la gamma-camera, registra le immagini del percorso del tracciante lungo l'arto e fino ai linfonodi.
In questo modo il Medico può vedere se la linfa scorre normalmente, se è rallentata, se trova vie alternative o se ristagna sotto la pelle.
È l'esame di riferimento per lo studio del sistema linfatico.
+ A cosa serve?
La linfoscintigrafia serve soprattutto a confermare la diagnosi di linfedema quando i sintomi non sono chiari.
Aiuta inoltre a distinguere il linfedema da altre cause di gonfiore, come i problemi venosi o il lipedema, che richiedono cure diverse.
Permette di valutare la gravità del danno linfatico e di capire se la linfa trova percorsi alternativi.
Infine è utile per studiare il sistema linfatico prima di alcuni interventi chirurgici sui linfatici.
Il risultato va sempre interpretato insieme alla visita e ai sintomi.
+ È sempre necessaria per diagnosticare il linfedema?
No. In molti casi la diagnosi di linfedema si fa già con la visita: la storia clinica, per esempio un intervento con asportazione di linfonodi o una radioterapia, e l'esame dell'arto sono spesso sufficienti.
La linfoscintigrafia si richiede soprattutto quando il quadro non è chiaro, quando il gonfiore potrebbe avere più cause, quando si sospetta un linfedema primario, cioè non legato a interventi, o prima di alcuni trattamenti chirurgici.
È il Medico a decidere se richiederla, dopo averti visitato: durante la visita linfologica la Dottoressa valuta se nel tuo caso è davvero utile.
+ Come si svolge l'esame?
L'esame si esegue in un centro di medicina nucleare.
Il personale esegue una piccola iniezione sotto la pelle, di solito tra le dita dei piedi o delle mani, a seconda dell'arto da studiare.
Poi, stando sdraiato, si acquisiscono le prime immagini con la gamma-camera, che non emette radiazioni ma registra quelle del tracciante.
Spesso ti viene chiesto di camminare o di muovere l'arto, per stimolare il flusso della linfa.
Si eseguono quindi nuove immagini a distanza di tempo, anche dopo alcune ore.
Le modalità precise possono variare da un centro all'altro.
+ La linfoscintigrafia fa male?
No, l'esame è poco fastidioso.
L'unico momento in cui avverti qualcosa è la piccola puntura dell'iniezione sotto la pelle, simile a quella di un normale prelievo o di una vaccinazione; a volte può dare un lieve bruciore per pochi istanti.
Durante l'acquisizione delle immagini devi solo restare fermo sul lettino, mentre la gamma-camera si avvicina all'arto senza toccarlo in modo doloroso.
Non si usano mezzi di contrasto iodati.
Se hai paura degli aghi o tendi a sentirti poco bene durante le iniezioni, segnalalo al personale del centro prima di iniziare.
+ Le radiazioni sono pericolose?
La quantità di tracciante utilizzata è molto piccola e la dose di radiazioni è bassa.
Il tracciante perde rapidamente la sua radioattività e viene eliminato dall'organismo in breve tempo.
L'esame viene richiesto solo quando il beneficio atteso, cioè una diagnosi più precisa, lo giustifica.
Dopo l'esame il centro può darti alcune semplici indicazioni di prudenza, per esempio sul contatto ravvicinato con donne in gravidanza e bambini piccoli nelle ore successive: seguile con attenzione.
L'esame non è indicato in gravidanza.
+ Posso fare la linfoscintigrafia in gravidanza o durante l'allattamento?
La linfoscintigrafia non è indicata in gravidanza, perché utilizza una sostanza debolmente radioattiva.
Se sei incinta, o se c'è anche solo la possibilità di esserlo, avvisa sempre il Medico che prescrive l'esame e il personale del centro prima di eseguirlo: in genere l'esame viene rinviato o si valutano alternative.
Anche in caso di allattamento è importante segnalarlo in anticipo, perché il centro ti darà indicazioni specifiche su come comportarti nelle ore successive all'esame.
In gravidanza, per valutare un gonfiore delle gambe, si può ricorrere all'ecocolordoppler, che non usa radiazioni.
+ Devo essere a digiuno o prepararmi in qualche modo?
In genere non è necessario il digiuno e non serve una preparazione particolare.
Segui comunque sempre le indicazioni del centro che esegue l'esame, perché le modalità possono variare.
Indossa abiti comodi, che permettano di scoprire facilmente piedi o mani e di camminare durante l'esame, e scarpe comode.
Porta con te la prescrizione, gli esami precedenti e i referti degli interventi.
Chiedi al centro se devi sospendere la calza o il bracciale elastico o il bendaggio prima dell'esame, e comunica i farmaci che assumi.
Organizza la giornata tenendo conto che l'esame può richiedere alcune ore.
+ Quanto dura l'esame?
La durata complessiva dipende dal protocollo del centro, ma è bene mettere in conto che l'esame può impegnare alcune ore.
Dopo l'iniezione si acquisiscono subito le prime immagini, poi si eseguono nuove acquisizioni a distanza di tempo, per vedere come il tracciante si muove lungo l'arto.
Tra una fase e l'altra ti può essere chiesto di camminare o di muovere l'arto, e in alcuni casi di tornare più tardi per le immagini finali.
Chiedi al centro, al momento della prenotazione, i tempi previsti, così da organizzare lavoro e impegni personali.
+ Che differenza c'è con l'ecocolordoppler?
Sono due esami diversi e complementari.
L'ecocolordoppler usa ultrasuoni, senza radiazioni, e studia soprattutto vene e arterie: in caso di gonfiore serve a escludere una trombosi o un'insufficienza venosa.
La linfoscintigrafia studia invece direttamente il sistema linfatico, mostrando come si muove la linfa grazie a un tracciante debolmente radioattivo.
L'ecocolordoppler si esegue durante la visita e dà un risultato immediato; la linfoscintigrafia si esegue in un centro di medicina nucleare.
Spesso il Medico richiede prima l'ecocolordoppler e solo in alcuni casi la linfoscintigrafia.
+ Dopo l'esame posso riprendere le mie attività?
Sì, nella maggior parte dei casi, terminato l'esame, puoi tornare alle tue normali attività, compresa la guida, perché non si usano sedativi.
Nella sede della puntura può restare un piccolo fastidio o un lieve livido, che scompare in poco tempo.
Bevi normalmente, salvo diverse indicazioni.
Il centro può darti alcune semplici precauzioni per le ore successive, per esempio sul contatto ravvicinato con donne in gravidanza e bambini piccoli: seguile con attenzione.
Se, nei giorni successivi, l'arto diventa rosso, caldo e dolente o compare febbre, contatta il Medico.
+ Cosa succede dopo, una volta ricevuto il referto?
Il referto della linfoscintigrafia viene valutato dal Medico insieme ai sintomi e alla visita, perché da solo non basta a decidere la cura.
Porta il referto e, se possibile, le immagini al tuo appuntamento di controllo.
Se viene confermato un linfedema, si imposta il percorso di cura, di solito con la Terapia Complessa Decongestionante e la compressione elastica, e si stabiliscono i controlli nel tempo.
Se invece l'esame è normale, il Medico cercherà altre possibili cause del gonfiore.
La Dott.ssa Troyer ti segue nella lettura dei risultati e nel percorso di cura.

il tuo angiologo d'eccellenza a milano

la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.

nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:

Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.

lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).

se vuoi raggiungere lo studio in autovettura, ricorda che lo studio non è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il relativo pass di accesso.

se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale o Porta Garibaldi, prendere la linea MM2 (Linea Verde), scendere a Loreto e prendere poi la linea bus 56, per scendere alla fermata Via Esterle.

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Quindi ricorda che...
  • il sistema linfatico è una rete di vasi sottilissimi e di linfonodi che raccoglie la linfa tra le cellule e la riporta nel sangue; quando non funziona bene, l'arto si gonfia e compare il linfedema;
  • la linfoscintigrafia è un esame di medicina nucleare ed è l'esame di riferimento per studiare vasi linfatici e linfonodi, mostrando come si muove la linfa e dove incontra un ostacolo;
  • si inietta sotto la pelle, di solito tra le dita dei piedi o delle mani, una piccolissima quantità di tracciante debolmente radioattivo, e la gamma-camera ne registra il percorso lungo l'arto fino ai linfonodi;
  • serve a confermare il linfedema quando il quadro non è chiaro, a distinguerlo da altre cause di gonfiore come i problemi venosi o il lipedema e a valutare la gravità del danno linfatico;
  • è utile anche per studiare il sistema linfatico prima di alcuni interventi chirurgici sui linfatici e quando si sospetta un linfedema primario, cioè non legato a interventi;
  • non è sempre necessaria: in molti casi la diagnosi di linfedema si fa già con la visita, ed è il Medico a decidere se richiederla, dopo averti visitato e valutato la tua storia;
  • l'esame è poco fastidioso: si avverte solo la piccola puntura dell'iniezione; durante le immagini si resta sdraiati e spesso viene chiesto di camminare o muovere l'arto per stimolare il flusso della linfa;
  • si esegue in un centro di medicina nucleare e può impegnare alcune ore, con nuove immagini a distanza di tempo: chiedi al centro i tempi previsti e organizza la giornata di conseguenza;
  • in genere non serve il digiuno; porta la prescrizione, gli esami precedenti e i referti degli interventi, e chiedi al centro se sospendere calza, bracciale elastico o bendaggio;
  • la quantità di tracciante è molto piccola, la dose di radiazioni è bassa e il tracciante viene eliminato in breve tempo; segui con attenzione le eventuali precauzioni indicate dal centro per le ore successive;
  • l'esame non è indicato in gravidanza: se sei incinta, potresti esserlo o stai allattando, avvisa sempre il Medico che lo prescrive e il personale del centro prima dell'esame;
  • a differenza dell'ecocolordoppler, che usa ultrasuoni e studia soprattutto vene e arterie, la linfoscintigrafia studia direttamente il sistema linfatico: i due esami sono complementari e spesso il Medico richiede prima l'ecocolordoppler;
  • dopo l'esame puoi riprendere le normali attività, compresa la guida, e nella sede della puntura può restare solo un lieve fastidio; se nei giorni seguenti l'arto diventa rosso, caldo e dolente o compare febbre, contatta il Medico;
  • il referto va interpretato insieme ai sintomi e alla visita; se il linfedema è confermato si imposta il percorso di cura, di solito con la Terapia Complessa Decongestionante e la compressione elastica
Angiologo Chirurgo Vascolare a Milano Dott.ssa Luisella Troyer

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

mercoledì 30 settembre, 2026

La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.

Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.

Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.

Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.

Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.

Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.

È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.

Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.

Scopri di più sulla Dottoressa

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Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia

Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.

Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.

Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.

Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).

Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.

La storia di Teresa

La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.

Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.

Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.

Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!

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La storia di Sara

Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.

Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.

Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.

Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!

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La storia di Marilù

La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.

La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.

Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.

Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!

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Senti cosa dicono della Dottoressa i suoi pazienti su mioDottore.it:
Recensione di Patrizia, paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
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‟Brava, preparata e splendido approccio con mia suocera.”
Patrizia
Recensione di S.B., paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
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‟Ho effettuato una visita angiologica con EcoColorDoppler per approfondire un sospetto lipedema. La dottoressa è stata molto scrupolosa e professionale. Ho ricevuto indicazioni chiare sul mio caso clinico. La consiglio per la sua competenza.”
S.B.
Recensione di Elisa, paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
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‟Mi sono sentita ben accolta e ascoltata. La dottoressa ha spiegato in maniera dettagliata e dato indicazioni precise.”
Elisa
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