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La Trombosi Venosa Profonda

Un coagulo nelle vene profonde della gamba, da riconoscere e trattare in fretta
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Trombosi Venosa Profonda - Angiologo a Milano

Una gamba si è gonfiata all'improvviso, il polpaccio è teso e dolorante, magari dopo un lungo viaggio, un intervento o un periodo in cui sei stato fermo a letto?

Sono sintomi che non vanno mai sottovalutati: è giusto farsi visitare presto, senza aspettare di vedere se passano da soli.

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Allo stesso tempo, non farti prendere dal panico: oggi esistono esami rapidi e cure efficaci, che nella maggior parte dei casi si seguono a casa.

Questi disturbi possono essere il segnale di una Trombosi Venosa Profonda, abbreviata in TVP, cioè la formazione di un coagulo in una vena profonda della gamba.

È una malattia frequente e spesso silenziosa, che però si cura bene se riconosciuta per tempo; trascurata, invece, può portare a complicazioni serie come l'embolia polmonare o, a distanza di tempo, a disturbi cronici della gamba.

In questa pagina troverai cos'è la TVP, perché si forma, quali sintomi riconoscere, quali segnali richiedono di chiamare subito il 112, come si fa la diagnosi e come si cura, fino ai consigli per la prevenzione.

Te lo spiega la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare, che segue le persone con trombosi dalla diagnosi ai controlli nel tempo, spiegando ogni passaggio con chiarezza.

Cos'è la Trombosi Venosa Profonda?

illustrazione di un trombo in una vena profonda della gamba

illustrazione di un trombo in una vena profonda della gamba

La Trombosi Venosa Profonda è la formazione di un coagulo di sangue (trombo) all'interno di una vena profonda, cioè una di quelle vene che scorrono tra i muscoli e portano la maggior parte del sangue delle gambe verso il cuore.

Colpisce soprattutto le vene del polpaccio, della coscia e del bacino; più raramente quelle delle braccia, per esempio in presenza di un catetere venoso o dopo sforzi intensi e ripetuti con un braccio.

Il coagulo ostacola il ritorno del sangue e la gamba si gonfia, diventa tesa e dolente.

Ma il pericolo principale è un altro: un frammento del trombo può staccarsi, viaggiare nel sangue fino ai polmoni e bloccare un'arteria polmonare, causando un'embolia polmonare, una condizione che può mettere in pericolo la vita.

Per questo la TVP è molto diversa dalla tromboflebite, che colpisce le vene superficiali, appena sotto la pelle, ed è in genere benigna.

un frammento del trombo può raggiungere i polmoni

un frammento del trombo può raggiungere i polmoni

Le due condizioni, però, possono anche presentarsi insieme, ed è il Medico a distinguerle con gli esami.

Le trombosi delle vene della coscia e del bacino, dette prossimali, sono in genere più estese e con un rischio maggiore di complicazioni rispetto a quelle limitate alle vene del polpaccio, che però vanno comunque valutate e seguite.

La TVP può colpire a qualsiasi età, anche se diventa più frequente con il passare degli anni.

Non è una malattia rara: riguarda persone di ogni tipo, anche sportive e in buona salute.

La cosa più importante da ricordare è che, se riconosciuta presto e trattata correttamente, nella grande maggioranza dei casi la TVP si cura bene e permette di tornare alla vita di sempre.

Perché si forma il trombo?

il sangue che rallenta nella vena può formare un trombo

il sangue che rallenta nella vena può formare un trombo

Già nell'Ottocento il medico tedesco Rudolf Virchow aveva descritto le tre condizioni che favoriscono la formazione di un trombo: il sangue scorre lentamente, coagula più del normale, oppure la parete della vena è danneggiata.

Spesso sono presenti più condizioni insieme.

In pratica, i fattori di rischio più comuni sono:

  • immobilità prolungata: allettamento, gessi, lunghi viaggi in aereo, auto o treno;
  • interventi chirurgici recenti, soprattutto ortopedici e addominali, e i traumi;
  • l'età avanzata;
  • la gravidanza, il periodo dopo il parto, la pillola e le terapie ormonali;
  • i tumori e alcune terapie oncologiche;
  • il sovrappeso;
  • le vene varicose non curate;
  • precedenti trombosi e alterazioni ereditarie della coagulazione (trombofilia).

Anche alcune malattie croniche, come l'insufficienza cardiaca o le malattie infiammatorie intestinali, e la disidratazione possono aumentare il rischio.

Quando stai fermo, la pompa del polpaccio, che a ogni passo spinge il sangue verso il cuore, smette quasi di lavorare: il sangue rallenta nelle vene delle gambe ed è più facile che si formi un coagulo.

Ecco perché il movimento è così importante nella prevenzione.

I fattori di rischio si sommano: per esempio, una persona che prende la pillola e affronta un lungo viaggio in aereo dopo un piccolo intervento ha un rischio più alto di chi ha uno solo di questi fattori.

A volte, però, la TVP compare anche in persone giovani e apparentemente senza fattori di rischio: in questi casi il Medico può ritenere opportuno cercare una causa con esami mirati.

Conoscere i propri fattori di rischio è utile anche per il futuro: in alcune situazioni, come dopo un intervento ortopedico o durante un ricovero, il Medico può prescrivere una profilassi, cioè una terapia preventiva con farmaci o calze, proprio per evitare che la trombosi si formi.

Consigli dell'angiologo

Prendo la pillola: devo preoccuparmi della trombosi?

Nella maggior parte dei casi no, ma è giusto conoscere il tema.

La pillola con estrogeni e le terapie ormonali aumentano un po' la tendenza del sangue a coagulare: per la gran parte delle donne il rischio resta basso, ma cresce quando si somma ad altri fattori.

Per questo è importante che il ginecologo o il medico che te la prescrive conosca la tua storia:

  • eventuali trombosi avute in passato, tue o dei tuoi familiari stretti;
  • l'abitudine al fumo;
  • un sovrappeso importante o altre malattie.

Se stai per affrontare un intervento, un gesso o un lungo periodo di immobilità, segnala sempre che prendi la pillola: il Medico valuterà se servono precauzioni particolari.

Non sospenderla però di tua iniziativa, per esempio dopo aver letto una notizia che ti ha spaventato: parlane prima con chi ti segue, che potrà valutare con te eventuali alternative.

Infine, tieni a mente i segnali a cui fare attenzione: un polpaccio gonfio e dolente da un solo lato, oppure fiato corto e dolore al petto comparsi all'improvviso, richiedono una valutazione rapida.

Quali sono i sintomi?

il Medico palpa il polpaccio per valutare gonfiore e dolore

il Medico palpa il polpaccio per valutare gonfiore e dolore

I sintomi più tipici compaiono di solito a una sola gamba e possono svilupparsi nel giro di ore o di pochi giorni:

  • gonfiore del polpaccio o di tutta la gamba, a volte con la caviglia che "sparisce";
  • dolore o sensazione di tensione, che aumenta camminando, stando in piedi o toccando il polpaccio;
  • pelle più calda, arrossata o di colore violaceo;
  • vene superficiali più evidenti del solito;
  • sensazione di pesantezza o crampo che non passa con il riposo.

Un semplice confronto tra le due gambe può essere utile: se un polpaccio appare chiaramente più grosso dell'altro, più duro e dolente, è bene farsi vedere dal Medico.

Attenzione: in molti casi la TVP non dà sintomi evidenti, oppure dà disturbi che si confondono con uno strappo muscolare, un crampo o un problema al ginocchio, come una cisti dietro al ginocchio.

una gamba più gonfia e arrossata dell'altra va valutata subito

una gamba più gonfia e arrossata dell'altra va valutata subito

Per questo, in caso di dubbio, soprattutto dopo un intervento, un gesso o un viaggio lungo, è sempre meglio farsi visitare al più presto.

Non aspettare che il dolore passi massaggiando la gamba o applicando creme: se si tratta di un trombo, questi gesti non servono e fanno solo perdere tempo prezioso.

Se sei in gravidanza o hai partorito da poco e noti il gonfiore di una sola gamba con dolore, segnalalo subito al Medico: in questo periodo il rischio di trombosi è più alto e una valutazione rapida è importante.

Ricorda che anche un braccio che si gonfia all'improvviso, con dolore e vene più evidenti sulla spalla o sul torace, va fatto vedere presto: la trombosi può colpire anche le vene degli arti superiori.

Consigli dell'angiologo

Come capisco se è un'emergenza e cosa faccio mentre aspetto i soccorsi?

Chiama subito il 112 se compaiono all'improvviso fiato corto, dolore al petto che peggiora respirando, tosse, a volte con sangue, battito accelerato, capogiri o svenimento.

Possono essere i segni di un'embolia polmonare, anche se la gamba non ti ha mai dato disturbi.

Mentre aspetti l'ambulanza, qualche gesto semplice aiuta:

  • resta seduto o semisdraiato, nella posizione in cui respiri meglio, e non fare sforzi;
  • non metterti alla guida e non farti accompagnare in auto se ti senti molto male;
  • apri la porta di casa o chiedi a qualcuno di farlo, così i soccorritori entrano subito;
  • prepara l'elenco dei farmaci che assumi e gli eventuali referti.

All'operatore racconta in modo semplice ciò che senti e da quando, e riferisci se hai avuto da poco un intervento, un gesso, un lungo viaggio o una trombosi in passato: sono informazioni che aiutano a capire subito la situazione.

Anche se i disturbi si attenuano dopo pochi minuti, non considerare chiuso l'episodio: fatti comunque valutare in ospedale.

Come si fa la diagnosi?

l'EcoColorDoppler permette di vedere il trombo in pochi minuti

l'EcoColorDoppler permette di vedere il trombo in pochi minuti

La visita da sola spesso non basta, perché i sintomi possono assomigliare a quelli di altri problemi.

Il Medico raccoglie la tua storia, chiede dei possibili fattori di rischio, confronta le due gambe e valuta quanto è probabile una trombosi.

L'esame fondamentale è l'EcoColorDoppler, che permette di vedere direttamente il trombo dentro la vena, capire quanto è esteso, da dove parte e fin dove arriva.

Consente anche di controllare le vene superficiali e di escludere altre cause di gonfiore e dolore.

È un esame rapido, indolore e senza rischi, che non usa radiazioni né mezzo di contrasto e non richiede preparazione.

la sonda scorre lungo la gamba per controllare le vene

la sonda scorre lungo la gamba per controllare le vene

Il Medico stende un po' di gel sulla pelle e fa scorrere una sonda lungo la gamba, premendo leggermente sulle vene: una vena sana si schiaccia, mentre una vena con un trombo resta rigida.

In alcuni casi possono servire anche esami del sangue, eseguiti di solito in giornata, come il D-dimero, che aiuta a orientarsi quando la probabilità di trombosi è bassa.

Un D-dimero alto da solo, però, non basta per fare la diagnosi, perché può aumentare anche per molte altre ragioni.

Se si sospetta una predisposizione ereditaria, per esempio in chi ha avuto una trombosi da giovane o senza cause evidenti o ha familiari con episodi simili, il Medico può prescrivere esami specifici per la trombofilia, nel momento più opportuno.

Una diagnosi rapida consente al Medico di impostare subito la terapia: per questo, se hai un sospetto, non rimandare la visita.

Porta con te l'elenco dei farmaci che assumi e gli eventuali referti di esami precedenti: sono informazioni utili per scegliere la cura più sicura.

Come si cura?

le calze elastiche aiutano a ridurre dolore e gonfiore

le calze elastiche aiutano a ridurre dolore e gonfiore

La cura della TVP si basa sui farmaci anticoagulanti, che impediscono al trombo di crescere e riducono il rischio che si stacchi.

Non "sciolgono" direttamente il coagulo: è il corpo stesso che, lentamente, lo riassorbe in parte o del tutto.

La terapia può iniziare con eparina in iniezioni sotto la pelle e proseguire con anticoagulanti per bocca; in molti casi si può seguire a casa, senza ricovero.

Dura in genere almeno tre mesi, ma la durata è decisa dal Medico caso per caso, in base alla causa della trombosi e al rischio che si ripresenti.

Accanto ai farmaci sono molto utili le calze elastiche a compressione e il movimento: salvo indicazioni diverse, non serve stare a letto.

gamba nuda e gamba con calza elastica a confronto

gamba nuda e gamba con calza elastica a confronto

Camminare attiva la pompa del polpaccio, riduce gonfiore e dolore e fa parte a pieno titolo della cura.

Durante la terapia anticoagulante è importante qualche attenzione in più:

  • informa sempre medici, dentista e farmacista che stai assumendo un anticoagulante;
  • non prendere farmaci, antinfiammatori o integratori senza averne parlato con il Medico;
  • segnala subito sanguinamenti insoliti, sangue nelle urine o feci nere;
  • dopo un trauma alla testa, anche lieve, vai in Pronto Soccorso.

Non interrompere mai la terapia di tua iniziativa, nemmeno se ti senti bene, e segui con attenzione i controlli programmati: sono fondamentali per la tua sicurezza e per decidere quando e come concludere la cura.

Nei primi giorni il dolore e il gonfiore tendono a migliorare gradualmente; tenere la gamba sollevata quando riposi e indossare le calze durante il giorno aiuta.

Se invece i disturbi peggiorano, o compaiono i segnali di allarme descritti sopra, contatta subito il Medico o chiama il 112.

Consigli dell'angiologo

Con gli anticoagulanti posso fare la vita di sempre?

Nella grande maggioranza dei casi sì: puoi lavorare, camminare, viaggiare e dedicarti ai tuoi interessi.

Basta qualche attenzione quotidiana per ridurre il rischio di piccoli sanguinamenti:

  • usa uno spazzolino morbido e, per radere, preferisci il rasoio elettrico;
  • per lo sport scegli attività senza contatto, come camminata, nuoto o bicicletta con il casco, ed evita quelle con rischio di cadute o colpi;
  • limita l'alcol e chiedi al Medico cosa è consentito nel tuo caso;
  • in viaggio porta i farmaci nel bagaglio a mano, con una scorta per eventuali ritardi.

Prima di cure dal dentista, esami invasivi o piccoli interventi, avvisa per tempo chi ti segue: non sospendere la terapia da solo, sarà il Medico a indicarti se e come modificarla.

Tieni con te un promemoria con il nome del farmaco che assumi, utile in caso di emergenza.

Se hai dubbi su un nuovo farmaco, anche da banco, chiedi prima al Medico o al farmacista: una domanda in più è sempre meglio di un rischio inutile.

Dopo la trombosi: la prevenzione

le calze elastiche, quando consigliate, aiutano la prevenzione

le calze elastiche, quando consigliate, aiutano la prevenzione

Anche una volta guarita, una TVP può lasciare le vene danneggiate e causare, anche a distanza di tempo, una sindrome post-trombotica, con gonfiore e pesantezza cronici della gamba.

Chi ha avuto una TVP ha inoltre un rischio più alto di recidiva: i controlli periodici servono proprio a prevenire questi problemi.

Per ridurre il rischio di trombosi è utile:

ai controlli la Dottoressa esegue l'EcoColorDoppler

ai controlli la Dottoressa esegue l'EcoColorDoppler

  • muoversi spesso, anche durante i viaggi lunghi: alzarsi, camminare, muovere piedi e caviglie;
  • bere a sufficienza;
  • indossare calze elastiche quando il Medico lo consiglia;
  • seguire la profilassi prescritta dopo interventi o fratture;
  • curare le vene varicose.

Segnala sempre una trombosi passata prima di un intervento o in caso di gravidanza.

Ai controlli la Dottoressa esegue l'EcoColorDoppler, verifica come si sta riassorbendo il trombo e ti aiuta a decidere, insieme agli altri specialisti che ti seguono, i passi successivi.

La Dott.ssa Luisella Troyer segue i pazienti con trombosi venosa presso lo Studio Medico Salus Mea: contattala per una visita con EcoColorDoppler o per i controlli dopo una trombosi.

Fonti scientifiche
  1. Kakkos SK, et al. European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2021 Clinical Practice Guidelines on the Management of Venous Thrombosis. Eur J Vasc Endovasc Surg. 2021. PubMedLinee guida europee su trombosi venosa profonda e superficiale.
  2. Ortel TL, et al. American Society of Hematology 2020 guidelines for management of venous thromboembolism: treatment of deep vein thrombosis and pulmonary embolism. Blood Adv. 2020;4(19):4693. Testo completoLinee guida americane sul trattamento della trombosi venosa profonda.
  3. Di Nisio M, et al. Treatment for superficial thrombophlebitis of the leg. Cochrane Database Syst Rev. 2018. DOIRevisione Cochrane sul trattamento della tromboflebite superficiale.
  4. De Maeseneer MG, et al. European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2022 Clinical Practice Guidelines on the Management of Chronic Venous Disease of the Lower Limbs. Eur J Vasc Endovasc Surg. 2022;63:184-267. Testo completoLinee guida europee sulla malattia venosa cronica.

FAQ (domande frequenti)

+ La trombosi venosa profonda è pericolosa?
Sì, può esserlo, soprattutto se non viene riconosciuta e curata in tempo.
Il rischio più serio è che un frammento del trombo si stacchi e raggiunga i polmoni, causando un'embolia polmonare, che può mettere in pericolo la vita.
Nel tempo, inoltre, la trombosi può danneggiare le valvole delle vene e lasciare gonfiore e pesantezza cronici.
La buona notizia è che, con una diagnosi rapida e una terapia anticoagulante ben impostata, il rischio di complicazioni si riduce in modo importante.
Per questo, davanti a un sospetto, la cosa più giusta da fare è farsi visitare senza aspettare.
+ Quali sono i primi segnali a cui devo fare attenzione?
Il segnale più tipico è il gonfiore di una sola gamba, spesso al polpaccio, comparso in poco tempo e senza un motivo evidente.
Può accompagnarsi a dolore o senso di tensione, che aumenta camminando o toccando il polpaccio, a pelle più calda, arrossata o violacea e a vene superficiali più visibili.
A volte i disturbi sono lievi e si confondono con uno strappo muscolare o un problema al ginocchio, e in alcuni casi mancano del tutto.
Se hai questi sintomi, soprattutto dopo un intervento, un viaggio lungo o un periodo di immobilità, fatti vedere al più presto da un Medico.
+ Quando devo chiamare subito il 112?
Chiama subito il 112 o vai in Pronto Soccorso se compaiono all'improvviso fiato corto, dolore al petto che peggiora respirando, tosse (a volte con sangue), battito accelerato, capogiri o svenimento.
Questi sintomi possono indicare un'embolia polmonare, cioè il passaggio di un frammento del trombo nei polmoni, che è un'emergenza.
Vale anche se non hai mai avuto disturbi alle gambe, perché la trombosi può essere silenziosa.
Non metterti alla guida e non aspettare che passi: in questi casi ogni minuto conta e le cure vanno date in ospedale.
+ Chi è più a rischio di sviluppare una trombosi?
Il rischio aumenta quando il sangue scorre lentamente, coagula più facilmente o la parete della vena è danneggiata.
In pratica, sono più esposte le persone che restano immobili a lungo (allettamento, gesso, viaggi lunghi), chi ha subito da poco un intervento chirurgico o un trauma, le persone anziane e quelle in sovrappeso.
Contano anche la gravidanza e il periodo dopo il parto, la pillola e le terapie ormonali, i tumori e alcune cure oncologiche, le vene varicose non curate, precedenti trombosi e le alterazioni ereditarie della coagulazione.
La TVP può comunque colpire anche persone giovani senza fattori di rischio evidenti.
+ Ho fatto un lungo viaggio in aereo e ho il polpaccio gonfio: cosa faccio?
Un leggero gonfiore alle caviglie dopo un volo lungo è frequente e di solito sparisce in poche ore muovendosi.
Se invece il gonfiore riguarda una sola gamba, non passa, è accompagnato da dolore, tensione, calore o arrossamento del polpaccio, è bene farsi visitare al più presto.
Un EcoColorDoppler permette in pochi minuti di confermare o escludere una trombosi.
Nel frattempo evita di massaggiare con forza il polpaccio e non assumere farmaci di tua iniziativa.
Se compaiono fiato corto o dolore al petto, chiama subito il 112.
+ Come si capisce con certezza se è una trombosi?
I sintomi da soli non bastano, perché possono somigliare a quelli di altri problemi come uno strappo muscolare, una cisti dietro il ginocchio o un'infiammazione.
L'esame fondamentale è l'EcoColorDoppler, che mostra direttamente il trombo dentro la vena, dove si trova e quanto è esteso.
È rapido, indolore, non usa radiazioni e si può ripetere tutte le volte che serve.
Il Medico può affiancare esami del sangue come il D-dimero, utile soprattutto per escludere la trombosi quando il sospetto è basso.
Se ci sono dubbi su una predisposizione ereditaria, possono essere indicati esami per la trombofilia.
+ Come si cura la trombosi venosa profonda?
La cura si basa sui farmaci anticoagulanti, che impediscono al trombo di crescere e riducono il rischio che si stacchi; nel frattempo è il corpo stesso a sciogliere lentamente il coagulo.
Si può iniziare con l'eparina in iniezioni sotto la pelle e proseguire con anticoagulanti per bocca, secondo quanto deciso dal Medico.
Molto spesso la terapia si può fare a casa, senza ricovero, se le condizioni lo permettono.
Alla terapia si affiancano le calze elastiche a compressione e il movimento.
Solo in casi particolari e selezionati si valutano trattamenti diversi, che spettano allo specialista.
+ Quanto dura la terapia anticoagulante?
In genere la terapia dura almeno tre mesi, ma la durata esatta viene decisa dal Medico caso per caso.
Se la trombosi è comparsa dopo una causa temporanea, come un intervento o un gesso, spesso bastano alcuni mesi.
Se invece non c'è una causa evidente, se la trombosi si è ripetuta o se restano fattori di rischio importanti, la terapia può essere prolungata anche a lungo.
La decisione tiene conto sia del rischio di una nuova trombosi sia del rischio di sanguinamento.
Non interrompere mai i farmaci di tua iniziativa e presentati ai controlli programmati.
+ Posso camminare se ho una trombosi?
In genere sì, e anzi è consigliato: una volta iniziata la terapia anticoagulante, salvo indicazioni diverse del Medico, non serve stare a letto.
Camminare attiva la pompa dei muscoli del polpaccio, aiuta il ritorno del sangue e riduce gonfiore e dolore.
È utile indossare le calze elastiche prescritte durante il giorno e, quando sei a riposo, tenere le gambe un po' sollevate.
All'inizio procedi in modo graduale, senza sforzi intensi.
Ogni situazione è diversa, quindi segui sempre le indicazioni specifiche che ti vengono date durante la visita.
+ A cosa devo fare attenzione mentre prendo gli anticoagulanti?
Gli anticoagulanti rendono il sangue meno pronto a coagulare, quindi è importante prenderli con regolarità, agli orari indicati, senza saltare né raddoppiare le dosi.
Informa sempre ogni medico, dentista o farmacista che sei in terapia, soprattutto prima di esami invasivi, estrazioni o interventi.
Evita di assumere altri farmaci, compresi antinfiammatori o integratori, senza averne parlato con il Medico, perché alcuni possono aumentare il rischio di sanguinamento.
Segnala subito sangue nelle urine o nelle feci, feci nere, lividi estesi senza motivo o sanguinamenti che non si fermano.
In caso di trauma alla testa o sanguinamento importante, vai in Pronto Soccorso.
+ La trombosi può lasciare dei danni alla gamba?
Sì, in alcune persone la trombosi può danneggiare le valvole delle vene profonde, che servono a far risalire il sangue verso il cuore.
Anche a distanza di mesi o anni può così comparire una sindrome post-trombotica, con gonfiore, pesantezza, dolore, macchie scure sulla pelle e, nei casi più seri, ulcere vicino alla caviglia.
Una terapia tempestiva, l'uso delle calze elastiche quando indicato, il movimento e i controlli periodici con EcoColorDoppler aiutano a ridurre questo rischio.
Se dopo una trombosi noti che la gamba resta gonfia o pesante, parlane con il Medico.
+ La trombosi può tornare?
Sì, chi ha avuto una trombosi ha un rischio più alto di averne un'altra, soprattutto se permangono i fattori che l'hanno favorita o se non era stata trovata una causa precisa.
Per questo, al termine della terapia, il Medico valuta insieme a te se proseguire o meno con i farmaci e quali controlli fare.
In futuro, nelle situazioni a rischio come interventi, fratture, gravidanza o lunghi periodi di immobilità, è importante segnalare la trombosi avuta, perché può essere indicata una profilassi.
Muoversi spesso, mantenere un peso adeguato e curare le vene varicose aiuta a ridurre il rischio.
+ Si può avere una trombosi in gravidanza?
Sì, la gravidanza e soprattutto le settimane dopo il parto sono periodi in cui il sangue coagula più facilmente e la circolazione nelle gambe è rallentata, quindi il rischio aumenta.
Se durante la gravidanza una gamba si gonfia all'improvviso, fa male o è arrossata, non pensare che sia solo "normale gonfiore" e fatti visitare subito: l'EcoColorDoppler è sicuro anche in gravidanza.
In caso di trombosi, la terapia viene scelta con attenzione per proteggere mamma e bambino, e in genere si usa l'eparina.
Se hai avuto trombosi in passato, parlane con il ginecologo e il Medico già prima o all'inizio della gravidanza.
+ Come posso prevenire la trombosi durante i viaggi lunghi o dopo un intervento?
Durante i viaggi lunghi in aereo, auto o treno, alzati e cammina quando puoi, e da seduto muovi spesso piedi e caviglie, come se pedalassi.
Bevi a sufficienza, evita di stare a lungo con le gambe accavallate e indossa calze elastiche se il Medico te le ha consigliate.
Dopo un intervento chirurgico o una frattura, segui con attenzione la profilassi prescritta, che può comprendere iniezioni di eparina, calze e una mobilizzazione precoce.
Se hai già avuto una trombosi o altri fattori di rischio, chiedi prima della partenza o dell'operazione quali precauzioni sono adatte a te.

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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.

nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:

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lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).

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Trombosi Venosa Profonda - Angiologo a Milano
Quindi ricorda che...
  • la Trombosi Venosa Profonda (TVP) è la formazione di un coagulo di sangue in una vena profonda, cioè una delle vene che scorrono tra i muscoli: colpisce soprattutto polpaccio, coscia e bacino, più raramente le braccia;
  • il pericolo principale è che un frammento del trombo si stacchi e raggiunga i polmoni causando un'embolia polmonare, che può mettere in pericolo la vita; per questo la TVP è ben diversa dalla tromboflebite, che colpisce le vene superficiali;
  • il trombo si forma quando il sangue scorre lentamente, coagula più del normale o la parete della vena è danneggiata, condizioni che si verificano in molte situazioni della vita quotidiana;
  • il rischio aumenta con l'immobilità prolungata (allettamento, gessi, lunghi viaggi), dopo interventi chirurgici o traumi, con l'età, il sovrappeso, la gravidanza e il post-parto, la pillola, i tumori, le vene varicose e la trombofilia, ma la TVP può colpire anche persone giovani senza fattori di rischio;
  • il segnale più tipico è il gonfiore di una sola gamba, con dolore o tensione al polpaccio che aumenta camminando o toccandolo, pelle più calda, arrossata o violacea e vene superficiali più evidenti;
  • spesso la TVP è silenziosa o dà disturbi che si confondono con uno strappo muscolare o un problema al ginocchio: in caso di dubbio, soprattutto dopo un intervento o un viaggio lungo, è sempre meglio farsi visitare al più presto;
  • se compaiono all'improvviso fiato corto, dolore al petto, tosse, battito accelerato o svenimento, chiama subito il 112: possono essere segni di embolia polmonare, un'emergenza da curare in ospedale senza aspettare;
  • l'esame fondamentale per la diagnosi è l'EcoColorDoppler, rapido, indolore e senza radiazioni, che mostra il trombo nella vena e quanto è esteso; il Medico può affiancare esami del sangue come il D-dimero e, se serve, quelli per la trombofilia;
  • la cura si basa sui farmaci anticoagulanti, che impediscono al trombo di crescere e riducono il rischio che si stacchi, mentre il corpo scioglie lentamente il coagulo; si inizia spesso con l'eparina e si prosegue con farmaci per bocca, spesso a casa;
  • la terapia dura in genere almeno tre mesi, ma la durata viene decisa dal Medico in base alla causa e al rischio di recidiva: non va mai interrotta di tua iniziativa e i controlli programmati sono fondamentali per la sicurezza;
  • durante la terapia anticoagulante informa sempre medici, dentista e farmacista, evita farmaci e integratori non concordati e segnala subito sanguinamenti, sangue nelle urine o feci nere; dopo un trauma alla testa vai in Pronto Soccorso;
  • salvo indicazioni diverse non serve stare a letto: camminare con le calze elastiche prescritte attiva la pompa del polpaccio, riduce gonfiore e dolore e fa parte a pieno titolo della cura;
  • anche dopo la guarigione la trombosi può danneggiare le valvole delle vene e causare una sindrome post-trombotica, con gonfiore e pesantezza cronici; chi ha avuto una TVP ha inoltre un rischio più alto di recidiva e va seguito nel tempo;
  • per prevenirla muoviti spesso anche in viaggio, muovendo piedi e caviglie, bevi a sufficienza, segui la profilassi prescritta dopo interventi o fratture e segnala sempre una trombosi passata prima di operazioni o in gravidanza
Angiologo Chirurgo Vascolare a Milano Dott.ssa Luisella Troyer

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

mercoledì 30 settembre, 2026

La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.

Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.

Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.

Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.

Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.

Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.

È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.

Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.

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Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia

Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.

Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.

Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.

Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).

Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.

La storia di Teresa

La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.

Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.

Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.

Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!

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La storia di Sara

Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.

Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.

Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.

Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!

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La storia di Marilù

La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.

La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.

Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.

Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!

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Senti cosa dicono della Dottoressa i suoi pazienti su mioDottore.it:
Recensione di Laura, paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
Recensioni per Angiologo a Milano
‟Esperta, preparata, umana. Non pensavo di trovare online il mio medico ideale!”
Laura
Recensione di Loredana, paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
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‟Avevo le gambe distrutte da anni ed anni di varici, ero disperata. Grazie alla Dottoressa, sono tornata a vivere!”
Loredana
Recensione di Enrico, paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
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‟Linfedema primitivo che mi tormenta dall'adolescenza, ma lei è sempre il mio punto di riferimento.”
Enrico
Dott.ssa Luisella Troyer, Angiologo a MilanoDott.ssa Luisella Troyer, Angiologo a Milano Contatta ora la Dott.ssa Luisella Troyer,
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