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Il linfedema

Quando un braccio o una gamba si gonfiano e non tornano più come prima
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Hai notato che un braccio o una gamba si stanno gonfiando, senza dolore, e il gonfiore non va più via nemmeno dopo una notte di riposo?

Magari è comparso dopo un piccolo trauma, una puntura d'insetto, oppure mesi o anni dopo un intervento per un tumore in cui ti hanno tolto alcuni linfonodi.

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È comprensibile che tu sia preoccupato, soprattutto se hai già affrontato un percorso di cure impegnativo.

Questo tipo di gonfiore ha un nome preciso: linfedema.

È una malattia cronica, ancora poco conosciuta, che però si può gestire molto bene se viene riconosciuta e trattata per tempo, con un percorso seguito da un Medico esperto.

In questa pagina la Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare esperta in Linfologia, ti spiega che cos'è il linfedema, perché compare e cosa si può fare per tenerlo sotto controllo.

Troverai le differenze tra le sue diverse forme, i segnali iniziali da non sottovalutare, come si arriva alla diagnosi e in cosa consiste la cura, dalla fase intensiva al mantenimento.

Scoprirai anche perché la cura della pelle e il movimento sono così importanti, e quali piccoli gesti quotidiani possono aiutarti a vivere meglio con il linfedema.

Che cos'è il linfedema?

una gamba gonfia per linfedema accanto a quella sana

una gamba gonfia per linfedema accanto a quella sana

Il linfedema è un accumulo di linfa nei tessuti sotto la pelle, che provoca un gonfiore persistente, di solito a un braccio o a una gamba.

Può interessare l'arto intero oppure solo una parte, come la mano, il piede o le dita.

Per capirlo bisogna sapere che nel nostro corpo, oltre ad arterie e vene, esiste un terzo sistema di vasi: il sistema linfatico.

È una rete sottile e diffusa, che scorre sotto la pelle e in profondità, e che fa capo ai linfonodi.

Il suo compito è raccogliere il liquido e le proteine che restano tra le cellule, filtrarli nei linfonodi e riportarli nel sangue; allo stesso tempo, aiuta le difese immunitarie a raggiungere le zone dove servono.

il sistema linfatico, una rete di vasi e linfonodi

il sistema linfatico, una rete di vasi e linfonodi

Quando questo sistema si blocca in un punto, la linfa non riesce più a scorrere e si ferma nei tessuti: la zona si gonfia e, col tempo, la pelle diventa più dura e spessa.

Puoi immaginarlo come un tubo di scarico parzialmente ostruito: il liquido continua ad arrivare, ma fatica a uscire.

Il linfedema viene spesso chiamato "ritenzione idrica", ma non lo è: la linfa è ricca di proteine, e proprio queste proteine, ristagnando, mantengono un'infiammazione cronica che fa peggiorare il gonfiore nel tempo.

Con gli anni, nei tessuti si accumulano anche grasso e fibre.

Per questo i rimedi pensati per la ritenzione, come i diuretici, non sono indicati: possono togliere acqua all'organismo, ma lasciano le proteine nei tessuti e non risolvono il problema.

La cura del linfedema è diversa, e va impostata da un Medico esperto.

Quali tipi di linfedema esistono?

linfedema delle gambe comparso dopo cure oncologiche

linfedema delle gambe comparso dopo cure oncologiche

Si distinguono due grandi forme, che hanno cause diverse ma si curano in modo simile:

  • il linfedema primario, dovuto a una malformazione del sistema linfatico presente dalla nascita, che può manifestarsi da bambini oppure molti anni più tardi;
  • il linfedema secondario, molto più frequente, che compare quando il sistema linfatico viene danneggiato da qualcosa di esterno.

Nel linfedema primario i vasi linfatici sono meno numerosi o funzionano peggio fin dall'inizio.

Per anni possono riuscire a svolgere il loro lavoro, finché un evento, come un trauma, una puntura d'insetto, un'infezione o i cambiamenti ormonali della pubertà o della gravidanza, rompe questo equilibrio e fa comparire il gonfiore.

Le cause più comuni del linfedema secondario sono gli interventi chirurgici oncologici con asportazione dei linfonodi (per esempio per tumori del seno, dell'utero, della prostata o della vescica), la radioterapia, i traumi e le infezioni ripetute.

braccio con linfedema a confronto con quello sano

braccio con linfedema a confronto con quello sano

Il linfedema può comparire subito dopo l'intervento, ma anche a distanza di molto tempo: per questo chi ha affrontato una malattia oncologica dovrebbe sempre tenere d'occhio braccia e gambe e segnalare al Medico qualsiasi gonfiore, anche lieve.

Non tutte le persone operate sviluppano un linfedema, e averlo non significa che la malattia oncologica sia tornata.

È però un problema da riconoscere presto, perché nelle fasi iniziali risponde meglio alle cure.

Esistono anche forme miste, in cui il sistema linfatico è sovraccaricato da altri problemi, per esempio da un'insufficienza venosa di lunga durata o, nel tempo, da un lipedema.

In questi casi la cura deve tenere conto di entrambe le condizioni.

Consigli dell'angiologo

Mi hanno tolto dei linfonodi: devo rinunciare a qualcosa?

No, non devi vivere con la paura di ogni gesto.

Chi ha avuto un intervento con asportazione dei linfonodi può fare una vita attiva e normale, con qualche attenzione in più verso il braccio o la gamba del lato operato.

  • riprendi a usare l'arto e a muoverti in modo graduale, seguendo le indicazioni ricevute dopo l'intervento;
  • evita anelli, orologi, elastici o maniche che stringono e lasciano il segno;
  • proteggi la pelle da tagli, scottature e punture d'insetto, e disinfetta subito ogni piccola ferita;
  • quando possibile, molti specialisti consigliano di preferire l'altro arto per prelievi e misurazione della pressione.

La cosa più importante è osservare l'arto nel tempo.

Se noti un gonfiore anche lieve, una sensazione di pesantezza o che un anello o una scarpa iniziano a stringere, segnalalo presto al Medico: un linfedema riconosciuto all'inizio si controlla molto più facilmente.

Ricorda che un gonfiore non significa che la malattia oncologica sia tornata: è però un segnale che merita una visita.

Quali sono i sintomi?

la pressione del dito lascia un'impronta nel tessuto gonfio

la pressione del dito lascia un'impronta nel tessuto gonfio

All'inizio il linfedema può passare inosservato, perché non fa male e compare in modo graduale.

Spesso sono piccoli dettagli ad attirare l'attenzione, e molte persone li attribuiscono al caldo, alla stanchezza o a una giornata passata in piedi.

I segnali a cui prestare attenzione sono:

  • un gonfiore a un braccio, a una mano, a una gamba o a un piede, spesso solo da un lato;
  • una sensazione di pesantezza o di tensione nell'arto;
  • anelli, orologi o scarpe che diventano improvvisamente stretti, o il segno delle calze che resta a lungo sulla pelle;
  • una pelle che col tempo diventa più spessa e dura;
  • infezioni della pelle che si ripetono, con arrossamento, calore e a volte febbre.
gonfiore del dorso della mano e delle dita

gonfiore del dorso della mano e delle dita

Nelle fasi iniziali il gonfiore è morbido e migliora con il riposo o tenendo l'arto sollevato; premendo con un dito sulla pelle, può restare una piccola fossetta.

Se non si interviene, diventa sempre più duro e stabile e può arrivare a limitare i movimenti di tutti i giorni.

Nel linfedema delle gambe il gonfiore interessa spesso anche il dorso del piede e le dita, che assumono un aspetto "squadrato": è un segno che aiuta il Medico a distinguerlo da altri tipi di gonfiore.

Un arto gonfio che diventa improvvisamente rosso, caldo e dolente, magari con febbre e brividi, può indicare un'infezione come l'erisipela: rivolgiti subito al Medico, perché può servire una terapia antibiotica.

Se una gamba si gonfia all'improvviso ed è dolente, va esclusa anche una trombosi, con una visita in tempi brevi.

Consigli dell'angiologo

Posso viaggiare o andare al mare con il linfedema?

Sì, il linfedema non deve toglierti il piacere di una vacanza.

Basta organizzarsi un po' prima di partire, per evitare che il viaggio o il caldo facciano aumentare il gonfiore.

  • durante i viaggi lunghi indossa la compressione elastica, se il Medico te l'ha prescritta, e muovi spesso l'arto;
  • porta con te un piccolo kit con disinfettante, cerotti e repellente per insetti;
  • proteggi la pelle dal sole con crema ad alta protezione e non esporti a lungo nelle ore più calde;
  • evita sauna, bagni molto caldi e la sabbia rovente, che dilatano i vasi e peggiorano il gonfiore;
  • cammina in acqua: è uno dei movimenti migliori per la linfa.

Se in passato hai avuto infezioni della pelle, chiedi al Medico prima di partire come comportarti se dovessero ripresentarsi lontano da casa.

In vacanza, un arto che diventa improvvisamente rosso, caldo e dolente, magari con febbre, va fatto vedere subito da un Medico del posto, senza aspettare il rientro.

Come si fa la diagnosi?

il Medico palpa la caviglia per valutare i tessuti

il Medico palpa la caviglia per valutare i tessuti

La diagnosi del linfedema parte dalla visita: il Medico raccoglie la tua storia, osserva e tocca l'arto gonfio, lo misura e lo confronta con quello sano.

Ti chiederà quando è comparso il gonfiore, come è cambiato nel tempo, se hai avuto interventi, radioterapia, traumi o infezioni, e se in famiglia ci sono casi simili.

Durante l'esame il Medico valuta la consistenza dei tessuti, lo spessore della pelle e la presenza di segni tipici, come il gonfiore del dorso del piede o della mano.

Le misurazioni dell'arto, ripetute nel tempo, sono utili anche per seguire l'andamento della cura.

Per completare il quadro possono essere utili alcuni esami: l'EcoColorDoppler, per escludere problemi delle vene come una trombosi, e nei casi dubbi la linfoscintigrafia, l'esame che mostra come scorre la linfa nei vasi.

segni di misurazione lungo il braccio con linfedema

segni di misurazione lungo il braccio con linfedema

È importante distinguere il linfedema da altri tipi di gonfiore, come quello dovuto alle vene, al cuore o al lipedema: per questo è bene rivolgersi a un Medico esperto in patologie linfatiche, durante una visita linfologica.

Anche alcuni problemi dei reni, del fegato, della tiroide o certi farmaci possono far gonfiare le gambe.

Il gonfiore, in questi casi, interessa di solito entrambe le gambe in modo simile.

Se il Medico sospetta una causa di questo tipo, potrà indicarti esami del sangue o una valutazione con un altro specialista.

Una diagnosi precisa permette di stabilire lo stadio del linfedema e di costruire un piano di cura su misura, con obiettivi chiari e realistici.

Porta con te alla visita la documentazione di eventuali interventi, cicli di radioterapia ed esami già eseguiti: sono informazioni preziose.

Come si cura il linfedema?

il bendaggio multistrato fa parte della Terapia Complessa Decongestiva

il bendaggio multistrato fa parte della Terapia Complessa Decongestiva

Il linfedema oggi non si può eliminare del tutto, perché non è possibile ricostruire i vasi linfatici danneggiati; si può però ridurre il gonfiore e mantenerlo sotto controllo per molti anni, con una buona qualità di vita.

Non esistono farmaci che lo curino: la terapia è di tipo fisico e si chiama Terapia Complessa Decongestiva.

Combina più trattamenti:

  • la cura della pelle;
  • il linfodrenaggio manuale, eseguito da un fisioterapista formato;
  • il bendaggio multistrato;
  • esercizi specifici eseguiti con l'arto bendato.

Il linfodrenaggio è un massaggio molto delicato, che non deve fare male, e aiuta la linfa a spostarsi verso le zone dove può essere drenata.

linfodrenaggio manuale della gamba eseguito dal fisioterapista

linfodrenaggio manuale della gamba eseguito dal fisioterapista

Il bendaggio mantiene il risultato tra una seduta e l'altra e, insieme agli esercizi, sfrutta la contrazione dei muscoli per spingere la linfa.

Dopo la fase intensiva, in cui il volume dell'arto si riduce, inizia la fase di mantenimento con calze o bracciali elastici su misura, da indossare ogni giorno e da sostituire periodicamente, e controlli periodici dal Medico, che segue nel tempo l'andamento del linfedema per evitare ricadute.

Anche il movimento è un alleato prezioso: camminare, nuotare, l'acquagym o la bicicletta aiutano la linfa a scorrere e mantengono i muscoli attivi.

Il Medico ti consiglierà le attività più adatte e come usare la compressione durante l'esercizio.

Esistono anche interventi chirurgici che cercano di creare nuove vie di scarico per la linfa, ma i risultati non sono ancora prevedibili e, in ogni caso, anche dopo l'intervento la compressione elastica resta necessaria.

La scelta del percorso più adatto spetta al Medico, dopo aver valutato con attenzione il tuo caso.

Consigli dell'angiologo

Posso fare il linfodrenaggio da un estetista o un massaggiatore?

Il linfodrenaggio manuale usato nella cura del linfedema è una tecnica precisa, molto diversa da un massaggio comune.

Per questo va eseguito da un fisioterapista formato, all'interno di un percorso impostato dal Medico.

Un massaggio energico o profondo, invece, non aiuta la linfa a scorrere e può irritare i tessuti, già delicati.

Lo stesso vale per apparecchi e trattamenti fatti per conto tuo: la pressoterapia, per esempio, va usata solo se il Medico la ritiene adatta al tuo caso.

Durante il percorso il fisioterapista può insegnarti alcuni semplici gesti di autodrenaggio e di autobendaggio, utili per mantenere i risultati a casa.

Se porti il bendaggio multistrato, controlla ogni giorno come si sente l'arto:

  • una leggera pressione è normale;
  • dolore, formicolii, dita fredde, pallide o bluastre non lo sono.

In questi casi allenta o togli il bendaggio e contatta il fisioterapista o il Medico.

Soffri di linfedema a Milano? La Dottoressa può aiutarti

la Dottoressa a colloquio con una paziente nello studio

la Dottoressa a colloquio con una paziente nello studio

Il linfedema è una malattia che accompagna la persona per molto tempo, ma non deve toglierti la libertà di muoverti e di vivere bene.

Prima viene riconosciuto e trattato, più semplice è tenerlo sotto controllo e più facile è evitare che i tessuti si induriscano.

La Dott.ssa Luisella Troyer si occupa da anni di patologie linfatiche e segue i suoi pazienti in tutte le fasi del percorso, dalla diagnosi al mantenimento, insieme a fisioterapisti esperti.

la Dott.ssa Luisella Troyer, esperta in Linfologia

la Dott.ssa Luisella Troyer, esperta in Linfologia

Durante la visita ascolta la tua storia, esamina e misura l'arto e, se serve, esegue l'EcoColorDoppler.

Ti spiega con chiarezza di che tipo di linfedema si tratta, in che fase si trova e quale percorso di cura è indicato, con consigli pratici su pelle, movimento e compressione, e ti accompagna nei controlli successivi.

Riceve presso lo Studio Medico Salus Mea: se noti un gonfiore che non passa, contattala e prenota una visita.

Fonti scientifiche
  1. International Society of Lymphology Executive Committee. The diagnosis and treatment of peripheral lymphedema: 2023 Consensus Document of the International Society of Lymphology. Lymphology. 2023;56:133-151. PubMedLinee guida internazionali su diagnosi, stadiazione e Terapia Complessa Decongestiva del linfedema.
  2. Grada AA, Phillips TJ. Lymphedema: pathophysiology and clinical manifestations. J Am Acad Dermatol. 2017;77(6):1009-1020. DOIFisiopatologia del linfedema primario e secondario e sue complicanze.
  3. Lasinski BB, et al. A systematic review of the evidence for complete decongestive therapy in the treatment of lymphedema from 2004 to 2011. PM R. 2012. PubMedRevisione sistematica sulla Terapia Complessa Decongestiva.
  4. Rockson SG, et al. Cancer-associated secondary lymphoedema. Nat Rev Dis Primers. 2019. PubMedRevisione sul linfedema secondario dopo tumore.
  5. Louveau A, Smirnov I, Keyes TJ, et al. Structural and functional features of central nervous system lymphatic vessels. Nature. 2015;523:337-341. DOILa scoperta dei vasi linfatici delle meningi.

FAQ (domande frequenti)

+ Il linfedema fa male?
Di solito no, ed è proprio per questo che all'inizio viene spesso trascurato.
Il disagio principale è il gonfiore, accompagnato da una sensazione di pesantezza, di tensione o di arto "stretto" dentro i vestiti.
Il dolore può comparire quando l'arto diventa molto voluminoso, quando la pelle si indurisce oppure in caso di infezione, che si manifesta con arrossamento, calore e a volte febbre.
Se un arto gonfio diventa improvvisamente rosso, caldo e dolente, rivolgiti subito al Medico: le infezioni vanno trattate rapidamente.
+ Qual è la differenza tra linfedema e ritenzione idrica?
La cosiddetta ritenzione idrica è un accumulo di liquido che di solito interessa entrambe le gambe, varia molto nel corso della giornata e spesso si riduce con il riposo.
Il linfedema, invece, nasce da un blocco del sistema linfatico e interessa spesso un solo arto.
Il liquido che ristagna è linfa ricca di proteine, che mantiene un'infiammazione cronica e, col tempo, rende la pelle e i tessuti più spessi e duri.
Per questo il linfedema tende a peggiorare se non viene curato e non si risolve con diete o rimedi drenanti.
+ Il linfedema può guarire da solo?
No. Senza trattamento il linfedema tende a peggiorare lentamente: il gonfiore da morbido diventa duro e stabile e la pelle si ispessisce.
Oggi non è possibile ricostruire i vasi linfatici danneggiati, quindi non si parla di guarigione definitiva.
Con la terapia giusta, però, il volume dell'arto si può ridurre e mantenere sotto controllo per molti anni, permettendoti una vita attiva.
Prima si inizia, più semplice è ottenere un buon risultato: per questo un gonfiore che non passa va fatto vedere presto.
+ Dopo un intervento per tumore al seno avrò sicuramente il linfedema?
Non necessariamente.
Il rischio esiste quando vengono asportati o irradiati dei linfonodi, ma molte persone non sviluppano mai il linfedema.
Può comparire subito dopo l'intervento oppure a distanza di mesi o anni, per questo è importante restare attenti nel tempo.
Segnala al Medico qualsiasi gonfiore del braccio, della mano o del torace, anche lieve, e anche una sensazione di pesantezza o di anelli che stringono.
Una diagnosi precoce permette di intervenire quando il linfedema è ancora morbido e più facile da controllare.
+ Quali altri interventi o cure possono causare il linfedema?
Oltre al tumore del seno, il linfedema secondario può comparire dopo interventi con asportazione di linfonodi per tumori dell'utero, della prostata, della vescica o per melanomi, oltre che dopo la radioterapia.
Anche traumi, interventi alle gambe e infezioni ripetute della pelle possono danneggiare i vasi linfatici.
Esiste poi il linfedema primario, legato a una malformazione del sistema linfatico presente dalla nascita, che può manifestarsi da bambini o molti anni più tardi, a volte dopo un piccolo trauma o una puntura d'insetto.
+ Esistono farmaci o diuretici per il linfedema?
No. Non esistono farmaci che curino il linfedema, e i diuretici non sono indicati: tolgono acqua dal corpo, ma non le proteine che restano nei tessuti, e il gonfiore tende a ripresentarsi.
La cura efficace è di tipo fisico e si basa sulla Terapia Complessa Decongestiva, che combina cura della pelle, linfodrenaggio manuale, bendaggio multistrato ed esercizi, seguita dalla compressione elastica su misura.
Diffida di integratori o rimedi che promettono di "sgonfiare" l'arto.
+ Come funziona la Terapia Complessa Decongestiva?
Si svolge in due fasi.
Nella fase intensiva, che dura alcune settimane, il fisioterapista formato esegue il linfodrenaggio manuale e applica un bendaggio multistrato, da tenere anche durante gli esercizi specifici, mentre si cura con attenzione la pelle.
In questa fase il volume dell'arto si riduce.
Segue la fase di mantenimento, in cui si indossano ogni giorno calze o bracciali elastici su misura, si continuano esercizi e cura della pelle e si fanno controlli periodici con il Medico.
Il percorso viene adattato alla tua situazione.
+ Dovrò portare le calze o il bracciale elastico per sempre?
Nella maggior parte dei casi la compressione elastica è necessaria a lungo termine, perché è ciò che impedisce alla linfa di riaccumularsi dopo la fase intensiva.
Il tutore deve essere su misura e va sostituito periodicamente, perché con l'uso perde efficacia.
Il Medico ti indicherà la classe di compressione, il modello e quando indossarlo, per esempio di giorno e durante l'attività fisica.
Oggi esistono tutori più comodi e gradevoli che in passato, che si integrano bene nella vita quotidiana.
+ Come posso prevenire le infezioni della pelle?
La cura della pelle è fondamentale, perché nel linfedema le infezioni tendono a ripetersi e peggiorano il gonfiore.
Lava la pelle ogni giorno con detergenti delicati, asciugala bene soprattutto tra le dita e idratala con una crema.
Proteggi l'arto da tagli, graffi, scottature e punture d'insetto, per esempio usando i guanti in giardino.
Cura le unghie senza ferirti e disinfetta subito ogni piccola lesione.
Se compaiono arrossamento, calore, dolore o febbre, contatta subito il Medico, perché può servire una terapia antibiotica.
+ Posso fare sport se ho il linfedema?
Sì, anzi il movimento è un alleato prezioso: la contrazione dei muscoli aiuta la linfa a scorrere.
Sono particolarmente indicate le attività dolci e regolari, come camminare, nuotare, l'acquagym o la bicicletta.
Il Medico ti consiglierà le attività più adatte alla tua situazione e ti dirà se indossare la compressione elastica durante l'esercizio.
Conviene iniziare gradualmente, evitare sforzi improvvisi e osservare come risponde l'arto.
Se dopo l'attività il gonfiore aumenta in modo evidente, parlane con il Medico.
+ Come si fa la diagnosi del linfedema?
Il primo passo è la visita linfologica: il Medico raccoglie la tua storia, osserva e tocca l'arto, lo misura e lo confronta con quello sano.
Spesso questo basta per riconoscere il linfedema.
L'EcoColorDoppler può servire a escludere problemi delle vene, come una trombosi.
Nei casi dubbi si può eseguire la linfoscintigrafia, che mostra come scorre la linfa.
È importante distinguere il linfedema da altri gonfiori, come quelli dovuti a vene, cuore, reni o lipedema.
+ Esiste un intervento chirurgico per il linfedema?
Esistono interventi che cercano di creare nuove vie di scarico per la linfa o di ridurre il tessuto in eccesso, ma i risultati non sono ancora prevedibili e non sono adatti a tutti.
In ogni caso, anche dopo l'intervento la compressione elastica resta di solito necessaria.
Per questo la terapia di riferimento rimane quella fisica, con la Terapia Complessa Decongestiva e il mantenimento.
Se ti interessa questa possibilità, il Medico può valutare con te se esistono le condizioni per un approfondimento specialistico.
+ Chi è lo specialista del linfedema?
Il linfedema va seguito da un Medico esperto in Linfologia, che fa la diagnosi, esclude altre cause di gonfiore, imposta la terapia e controlla l'andamento nel tempo.
Il Medico lavora insieme a fisioterapisti formati nel linfodrenaggio e nel bendaggio, e a tecnici che realizzano i tutori elastici su misura.
La Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare esperta in Linfologia, segue i suoi pazienti in tutte le fasi del percorso, dalla diagnosi al mantenimento, in collaborazione con fisioterapisti esperti.

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la Dott.ssa Luisella Troyer è un Chirurgo Vascolare e Angiologo, che riceve a Milano, presso lo studio Salus Mea in Via Padova, 95.

nello studio, modernamente attrezzato, la Dottoressa eroga visite mediche specialistiche di Chirurgia Vascolare, Angiologia, Vulnologia e Linfologia, per diagnosticare e risolvere problemi come:

Per le sue diagnosi e le visite angiologiche, la Dott.ssa Luisella Troyer si avvale dell'esame EcoColorDoppler.

lo studio Salus Mea dove visita la Dott.ssa Luisella Troyer è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM1 (Linea Rossa) o MM2 (Linea Verde) fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56 (fermata Via Esterle).

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se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale o Porta Garibaldi, prendere la linea MM2 (Linea Verde), scendere a Loreto e prendere poi la linea bus 56, per scendere alla fermata Via Esterle.

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Quindi ricorda che...
  • il linfedema è un accumulo di linfa nei tessuti sotto la pelle, causato da un blocco del sistema linfatico, che provoca un gonfiore persistente, di solito a un braccio o a una gamba e spesso da un solo lato;
  • il sistema linfatico raccoglie il liquido e le proteine rimasti tra le cellule, li filtra nei linfonodi e li riporta nel sangue; quando si blocca, la linfa ristagna e la zona si gonfia;
  • non è semplice ritenzione idrica: la linfa è ricca di proteine che, ristagnando, mantengono un'infiammazione cronica e col tempo rendono la pelle e i tessuti più spessi e duri;
  • il linfedema primario dipende da una malformazione del sistema linfatico presente dalla nascita, mentre il linfedema secondario, molto più frequente, nasce da un danno esterno ai vasi linfatici;
  • le cause più comuni del linfedema secondario sono gli interventi oncologici con asportazione dei linfonodi, per esempio per tumori del seno, dell'utero, della prostata o della vescica, la radioterapia, i traumi e le infezioni ripetute;
  • il linfedema può comparire subito dopo l'intervento ma anche mesi o anni dopo: chi ha affrontato una malattia oncologica deve segnalare al Medico qualsiasi gonfiore, anche lieve, di braccio, mano, gamba o piede;
  • all'inizio non fa male: i segnali sono gonfiore, pesantezza o tensione nell'arto e anelli, orologi o scarpe che diventano stretti; nelle prime fasi il gonfiore è morbido e migliora con il riposo;
  • senza cure il linfedema peggiora: il gonfiore diventa duro e stabile, la pelle si ispessisce e i movimenti di tutti i giorni possono diventare difficili, per questo va riconosciuto e trattato presto;
  • un arto gonfio che diventa improvvisamente rosso, caldo e dolente, magari con febbre, può indicare un'infezione: rivolgiti subito al Medico, perché può servire una terapia antibiotica;
  • la cura della pelle è la prima prevenzione: lavarla con detergenti delicati, idratarla, curare le unghie e proteggere l'arto da tagli, graffi, scottature e punture d'insetto, disinfettando subito ogni piccola ferita;
  • la diagnosi parte dalla visita linfologica, con osservazione e misura dell'arto, e può essere completata dall'EcoColorDoppler, per escludere una trombosi, e nei casi dubbi dalla linfoscintigrafia;
  • non esistono farmaci che curino il linfedema e i diuretici non sono indicati: la terapia di riferimento è la Terapia Complessa Decongestiva, con cura della pelle, linfodrenaggio manuale, bendaggio multistrato ed esercizi;
  • dopo la fase intensiva, in cui il volume dell'arto si riduce, servono calze o bracciali elastici su misura, da usare a lungo termine e sostituire periodicamente, insieme a controlli periodici con il Medico;
  • il movimento è un alleato prezioso: camminare, nuotare, l'acquagym o la bicicletta aiutano la linfa a scorrere, e il Medico esperto in Linfologia consiglia le attività più adatte e l'uso della compressione durante l'esercizio
Angiologo Chirurgo Vascolare a Milano Dott.ssa Luisella Troyer

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

mercoledì 30 settembre, 2026

La Dott.ssa Luisella Troyer è un Medico Chirurgo, specializzata a pieni voti in Chirurgia Vascolare all'Università di Modena.

Si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia all'Università di Milano e ha conseguito il Perfezionamento in Linfologia Oncologica all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Nel corso della sua trentennale attività si è dedicata all'Angiologia, alla Vulnologia e alla Linfologia, con particolare attenzione alla cura del linfedema e del lipedema.

Ha accumulato, nel corso del suo esercizio come Chirurgo, circa 5000 ore di sala operatoria come primo operatore.

Ha lavorato come Chirurgo Vascolare in diverse strutture milanesi e dal 1999 collabora con l'Istituto Clinico Città Studi, dove è stata responsabile del Day Hospital riabilitativo di flebo-linfologia.

Dal 2021 fa parte dell'équipe del Centro del Piede Diabetico dell'Istituto Clinico Città Studi.

Dal 2008 al 2022 è stata responsabile della Linfologia presso il Centro di Rieducazione Motoria di Milano.

È stata docente di flebolinfologia e di linfodrenaggio e bendaggio per medici e fisioterapisti, e relatrice a congressi nazionali e internazionali.

Esegue personalmente l'ecocolordoppler durante la visita angiologica, e riceve a Milano presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95.

Scopri di più sulla Dottoressa

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Le storie delle pazienti della Dottoressa che si sono affidate a lei per la Chirurgia del lipedema, e che hanno vinto la loro battaglia

Da oltre 35 anni, la Dott.ssa Luisella Troyer aiuta tutte le sue pazienti affette da lipedema, che si rivolgono a lei spesso con storie molto toccanti e sentite, fatte sovente purtroppo di esclusione, di tristezza, di malinconia, di solitudine e di isolamento sociale.

Questo, per colpa di una patologia che, in Italia, purtroppo è ancora largamente misconosciuta non solo alla comune popolazione, ma spesso anche alla comunità clinica.

Per questo, la Dottoressa ha particolarmente a cuore le storie delle sue pazienti che, per molti motivi, hanno passato periodi difficili per colpa del loro lipedema, e che si sono rivolte a lei per trovare non solo un supporto medico, ma anche (e a volte, soprattutto) un sostegno psicologico e, non di meno, amicale ed empatico.

Nel corso degli anni, la Dottoressa ha costruito proprio per questo un gruppo di aiuto e supporto specializzato proprio per le sue pazienti, composto da Chirurghi Plastici, infermieri, fisioterapisti, Psicoterapeuti, informatori sanitari e anche personale direttivo formato nel lipedema, e sulla sua eventuale terapia chirurgica mediante la liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery).

Ascolta qui le testimonianze delle sue pazienti, che si sono affidate all'empatia e all'esperienza della Dottoressa per riuscire a stare, semplicemente, meglio.

La storia di Teresa

La Dott.ssa Teresa Canciello, sempre allegra e sorridente, è una giovane e promettente attrice che, sin dall'adolescenza, ha dovuto combattere con un lipedema di grave entità (IV grado), di V tipologia, quindi che affliggeva esclusivamente le gambe.

Si è per questo rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2021, che durante la visita ha riscontrato anche, in comorbilità, una grave lassità cutanea causata da invecchiamento precoce.

Dopo quasi due anni di trattamenti mirati a riprendere il tono cutaneo, finalmente nel 2024 Teresa si è operata di liposuzione LRS, e la sua vita è cambiata, ovviamente in meglio.

Ascolta Teresa raccontarti della sua storia, col suo fantastico e luminoso sorriso, e la sua stupenda voglia di vivere e stare bene!

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La storia di Sara

Sara Stefanizzi è una giovane content creator molto famosa nelle comunità di Twitch e YouTube, poiché è la celebre Kurolily, nota ed amata gamer particolarmente seguita nella comunità dell'arte videoludica della Rete.

Anche se molto sportiva ed in grande forma (ex maratoneta), Sara ha combattuto sin da giovanissima con un lipedema di III tipologia, di un grado moderato che, però, le ha sempre causato grande disagio sociale.

Si è rivolta alla Dottoressa nel 2023 e, dopo un pre-trattamento medico, si è operata con tecnica LRS nel luglio dello stesso anno, e anche per lei la vita è radicalmente migliorata.

Ascolta Sara parlarti della sua storia e di come si è decisa ad affrontare il problema una volta per tutte, rivolgendosi alla Dottoressa!

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La storia di Marilù

La Dott.ssa Marilù Soro è una paziente particolare poiché, oltre che persona stupenda e sempre sorridente, è la Presidentessa della LIO, cioè l'Associazione Italiana del Lipedema, che da anni si batte per portare informazione e supporto alle pazienti da tutta Italia, che spesso si rivolgono all'ONLUS dopo anni di sofferenza e disagio.

La Dott.ssa Soro si è rivolta alla Dott.ssa Troyer nel 2022, venendo a Milano direttamente dalla Sardegna, prontissima per cominciare il suo percorso curativo della cui durata, impegnativa, fu subito messa al corrente durante la prima visita.

Dopo un calo ponderale prescritto dalla Dottoressa propedeutico all'atto chirurgico, Marilù si è operata con due interventi specifici, eseguiti a distanza di circa 3 mesi l'uno dall'altro.

Ascolta la sua storia, fatta di coraggio, di risoluzione ma anche di radiosa speranza!

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Senti cosa dicono della Dottoressa i suoi pazienti su mioDottore.it:
Recensione di C.O., paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
Recensioni per Angiologo a Milano
‟La Dottoressa è stata molto cordiale e disponibile, ha spiegato in maniera dettagliata tutto ciò che c’era da sapere. La consiglio!”
C.O.
Recensione di A.G., paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
Recensioni per Angiologo a Milano
‟Visita accurata, dottoressa molto gentile e competente.”
A.G.
Recensione di F.P., paziente della Dott.ssa Luisella Troyer
Recensioni per Angiologo a Milano
‟La dottoressa è stata molto gentile e disponibile a spiegarmi tutto in modo chiaro e dettagliato, consigliandomi come comportarmi con il lipedema.”
F.P.
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